Scuola, occupato il Copernico contro la cancellata “anti-homeless”. Già richiesta l’ordinanza di sgombero


Prosegue la mobilitazione degli studenti del liceo di via Garavaglia contro i progetti della Provincia. Aperto il tavolo di confronto, “il piano complessivo della Provincia rimane ai nostri occhi intatto”.

03 dicembre 2011 - 14:48

 > Comunicato:

Siamo gli studenti e le studentesse del Liceo Copernico e siamo determinati ad impedire l’attuazione di un progetto messo in campo dalla Provincia di Bologna riguardante il nostro edificio.

Parliamo di un piano da 250.000 euro che dovrebbe comprendere

– la costruzione di una cancellata (euro 70.000)

– la costruzione di un muro antisuono al lotto 1 dell’edificio

– la costruzione dell’ennesimo parcheggio

Per quanto riguarda il primo punto, riconosciamo l’esistenza di un problema che riguarda il “pernottamento” di alcuni senza tetto all’esterno del nostro edificio, ma crediamo che un problema di tale portata meriti tutt’altra risposta rispetto alla costruzione di una recinzione che non farebbe altro che spostare (forse) i senzatetto in questione dagli spazi antistanti l’edificio scolastico agli spazi comunali come potrebbero essere i giardini pubblici di via Garavaglia.

Crediamo che tale problema debba essere affrontato in maniera seria dal comune che, al posto di sgomberare i senza casa dagli spazi (come è stato fatto meno di 10 giorni fa in via Sabatucci) , dovrebbe quantomeno mettere in campo un progetto di riqualificazione di determinati spazi da destinarsi a dormitori. Il problema dunque non è nostro e non vediamo per quale motivo la Provincia abbia la necessità di spendere una tale somma per la costruzione di un cancello, mentre il nostro istituto avrebbe bisogno di computer nei laboratori, lavagne multimediali, riparazioni all’interno dell’istituto.

In tempo di crisi costa meno mascherare i problemi che affrontarli e per questo si sceglie la via della chiusura degli spazi, in modo da creare due frazioni di società e di città distinte. Noi questo non lo ammettiamo, crediamo che il nostro istituto non debba essere recintato poiché, oltre ad una triste immagine estetica che il cancello proporrebbe, riteniamo insensata e controproducente tale spesa. Siamo una scuola, uno spazio necessariamente connesso con la città e la società in cui viviamo e se quest’ultima, rimanendo schiacciata da una crisi globale determinata dalle speculazioni della finanza, si trova ad affrontare problemi relativi al disagio e alla disperazione non sarà il nostro isolamento a restituire dignità né a noi né al quartiere

Per quanto invece riguarda la costruzione di un muro antisuono che servirebbe a mettere “in regola” l’istituto, rispondiamo basandoci sulle opinioni di chi questa scuola la vive in maniera attiva tutti i giorni, e cioè noi studenti, e che non riscontra nel livello dei decibel un problema di cui preoccuparsi. Invitiamo piuttosto gli ingegneri della Provincia o chi per loro a dare un’occhiata all’interno del nostro istituto ed alle falle che si creano periodicamente, oppure ad affrontare il freddo che in questa stagione regna sovrano nei corridoio o, perché no, a mandare i propri figli a fare lezione in un laboratorio lavorando in 2 o 3 su uno stesso computer. Abbiamo le aule piene, i laboratori insufficienti rispetto ai numeri degli studenti e questo è solo un inizio poiché nonostante ciò la struttura della scuola è moderna e di certo presenta notevoli punti a suo favore rispetto invece ad altre scuole che si trovano in drastiche condizioni per le quali sono impossibilitati ad utilizzare laboratori, aule, strumentazioni (e facciamo l’esempio del Fioravanti che lo scorso anno abbiamo visitato e che necessita di un’immediata riparazione).

La provincia investa in quei termini quei 250.000 euro, non in muri sonori e cancellate anti-senzatetto.

Infine, la costruzione di un nuovo parcheggio ci sorprende oltremodo poiché giusto qualche mese fa è stato aperto un parcheggio al lato sinistro dell’istituto e, a quanto gli studenti affermano, questo resta spesso inutilizzato o parzialmente vuoto poiché professori e studenti sono soliti parcheggiare il mezzo nell’altro (e quindi ecco il terzo) parcheggio affiancato alla palestra.

Siamo studenti di una scuola superiore, subiamo quotidianamente una crisi che non abbiamo creato e i suoi risvolti, mentre a quanto pare si continuano ad investire i pochi euro rimanenti nelle casse in cemento e protezioni, mentre abbiamo bisogno di spazi e cultura.

In questi giorni ci siamo confrontati in diverse assemblee e collettivi, siamo partiti in un corteo verso la provincia e lì, grazie alla forza collettiva, abbiamo ottenuto l’apertura di un dialogo. Dialogo che si è svolto nelle forme meno consone alla componente studentesca che di fatto tutti i giorni vive e attraversa questo spazio a differenza di chi invece è solo in grado di imporre e decidere.

E’ stato aperto un tavolo di discussione, lì sono stati fatti entrare solamente i 4 rappresentanti d’istituto e ciò che da quel tavolo è emerso non possiamo considerarla una vittoria.

Riguardo alla cancellata, chiediamo che venga definitivamente bloccata ora e per sempre e che non vi siano spiragli di riapertura del costosissimo progetto, riguardo alla costruzione di un muro antisonoro ci chiediamo se la legge che impone questa costruzione si possa considerare valida e democratica dato che tutti gli studenti che vivono questo spazio non ne sentono la necessità ed anzi chiedono che altri progetti (riguardanti la ristritturazione interna di questo edificio e non solamente) vengano attuati sicuramente prima di un muro di cui nessuno sente il bisogno.

Infine, crediamo che per quanto riguarda il parcheggio ci siano altri modi per sopperire alle esigenze dei professori che rimangono al di fuori del posteggio già esistente e proponiamo che il secondo parcheggio (questa volta privato e a pagamento) possa essere utilizzato da costoro, magari aprendo un colloquio tra la provincia e il proprietario per garantire dei passaggi.

Il piano complessivo della provincia rimane ai nostri occhi intatto, vediamo ancora la necessità di opporci in maniera collettiva e decisa, al di fuori dai tavoli e della rappresentanza, con la forza che abbiamo già espresso lo scorso mercoledì in un corteo e che da oggi si riattiva nella forma dell’occupazione. Un’occupazione determinata e partecipata, che non ha intenzione di estinguersi prima che un risultato concreto venga annunciato.

Siamo pronti a rimanere qui, a bloccare le lezioni a lungo ancora.

Non molleremo, chiediamo risposte concrete e certe.

A questo proposito, pare che sia stata richiesta un’ordinanza di sgombero per oggi pomeriggio (nel primo pomeriggio). Invitiamo tutti gli studenti e le studentesse e tutti coloro che vivono questa scuola a venire qui e difendere questo momento di resistenza collettiva ad un piano imposto da chi questo istituto non lo vive e non lo ha mai vissuto, ma che ha la pretesa di poterlo gestire come meglio crede.

“Voi ai tavoli, noi nelle lotte. Resisteremo fino alla vittoria!”

#BLOCK THE PROJECT

Cope In Lotta

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