Scuola, nuova protesta del Fioravanti contro l’accorpamento della scuola


Questa mattina presidio davanti alla scuola e rallentamento del traffico in via Don Minzoni. Report e comunicato.

10 febbraio 2011 - 12:04

Tornano in strada gli studenti del Fioravanti per ribadire la loro contrarietà all’accorpamento dell’istituto con il Beluzzi di Casalecchio e il conseguente spostamento della sede. Questa mattina infatti intorno alle 8 gli studenti si sono presentati all’ingresso della scuola con uno striscione  con scritto “Il Fioravanti non si tocca” e per circa un’ora hanno passeggiato sulle strisce pedonali rallentando il traffico. Oltre agli studenti presenti anche alcuni attivisti del collettivo Bologna Prende Casa.

> Il comunicato di Bologna Prende Casa:

Nuova giornata di protesta al Fioravanti

Nuova giornata di protesta, con blocchi del traffico al Fioravanti, contro l’accorpamento. La vicenda Fioravanti tocca diversi aspetti, dalla diminuzione dell’offerta formativa per gli studenti, la perdita di posti di lavoro per i precari e la speculazione edilizia su un area che si presta a divenire nuovo terreno di interesse per le “immobiliari” cittadine. Si passa dalla ghettizzazione all’esclusione, contro studenti di un istituto professionale. Una lotta di classe dall’alto verso il basso come addirittura un giornale come La Repubblica è costretto ad ammettere: “Chi ha i soldi il futuro se lo compra, o comunque si prepara a “meritarselo”. Chi non ha niente annaspa nel niente e deve anche subire l’affronto dei discorsi sull’eccellenza. Ormai il nostro paese è tornato ad essere ferocemente classista, ai poveri gli si butta un osso e un’emozione della De Filippi, li si lascia nell’abbrutimento e nell’ignoranza, mentre ai ricchi si aprono le belle strade che vanno lontano: lontano da qui, da questa nazione che inizia a puzzare come uno stagno d’acqua morta.” (Marco Lodoli, La Repubblica, 9 febbraio 2011). Per contrastare tutto questo occorre saper coniugare tutte le istanze che questa vicenda porta con se: istruzione, lavoro, territorio. Solo generalizzando tutto questo avremo la possibilità di contrastare questi processi e ripensare ad una Bologna che sia per tutti/e.

Le proteste contro l’accorpamento hanno scatenato reazioni violente attraverso un clima intimidatorio e persecutorio contri chi si oppone, negando anche il ben che minimo confronto democratico e chiarificatorio.

Abbiamo avuto un autunno in cui gli studenti sono stati protagonisti di importanti momenti di lotta contro una riforma, che porterà una moltiplicazione di casi come quello del Fioravanti. Le proteste sono state sostenute da importanti settori politici del paese, quegli stessi settori al governo del territorio locale che oggi sostengono la necessità dell’accorpamento.

Si sostengono studenti e lavoratori quando sono un’arma contro i propri avversari politici, e li si contrasta quando difendo i loro interessi indipendentemente dal colore politico.

Generalizzare la lotta per la difesa del Fioravanti è interesse di tutti coloro che si oppongono alla precarietà diffusa e all’esclusione sociale.

Bologna Prede Casa

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