Scuola e non solo: il 17 corteo e iniziative fino a sera in piazza Maggiore


La manifestazione sfilerà in via Rizzoli, via Zamboni, via Irnerio e via Indipendenza. Poi spettacoli, concerti e banchetti in piazza Maggiore. Oggi affollata assemblea del Copernico al Duse.

06 novembre 2010 - 17:26

Prima un corteo per le strade del centro, poi iniziative fino a sera per trasformare piazza Maggiore in un “megafono” della protesta delle scuole bolognesi. E’ questo il programma che si sta delineando per il 17 novembre, giornata internazionale di mobilitazione degli studenti, per protestare contro i tagli e la riforma Gelmini.

Una giornata di mobilitazione, quella del 17, che vuole andare oltre il mondo delle scuole: “Pensiamo sara’ un’iniziativa molto importante- spiega il Coordinamento degli studenti medi- ci saranno le scuole ma anche gli universitari, i precari, i migranti e gli operai vicini alla Fiom”. L’appuntamento è in piazza Maggiore per sfilare lungo via Rizzoli, via Zamboni, via Irnerio e via Indipendenza (questo il percorso comunicato oggi
in Questura) cosi’ da tornare sul Crescentone. Li’, fino alle 18, l’idea e’ di animare il centro della citta’ con spettacoli, concerti e banchetti informativi.

Dopo il 17, inoltre, e’ confermata l’idea di dar vita ad “un’assemblea cittadina che riunisca tutte le scuole che si stanno muovendo”, spiega il Coordinamento, da convocare possibilmente prima della pausa natalizia.

Anche di questi due appuntamenti, intanto, si e’ parlato oggi al teatro Duse di via Cartolerie, che per tutta la mattinata ha ospitato un’affollata assemblea degli studenti, dei genitori, del personale Ata e degli insegnanti del liceo scientifico Copernico. “Tutti devono sapere cio’ che sta accadendo alla scuola pubblica”, ha sottolineato uno degli studenti del Coordinamento che studia al Copernico: “Da oltre 15 anni i Governi di centrodestra e centrosinistra attuano contro-riforme che rendono la scuola sempre piu’ precaria e privata”. Preoccupazioni confermate anche negli interventi successivi, che hanno spiegato come anche al Copernico si registrano classi sovraffollate (una su due ha più di 26 studenti), buchi nell’orario, cattedre spezzettate, poche risorse per il recupero, crediti economici con lo Stato (122.000 euro)  e precarietà per molti insegnanti (“Agli studenti devo dire di non affezionarsi a me perche’ sono come una mozzarella- ha raccontato uno di loro, precario  da sette anni, nel suo intervento- l’unica certezza e’ che a giugno scado”.

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