Scuola, dilaga lo sciopero degli scrutini


Verso i ventimila scrutini bloccati in tutta Italia, contro i tagli e le riforme della Gelmini, per la stabilizzazione dei precari e «massicci investimenti» nella scuola pubblica. Bernocchi (Cobas) sulla Cgil: «Sono grotteschi».

14 giugno 2010 - 21:37

Lo sciopero degli scrutini è un successo al di là delle migliori previsioni, secondo quanto ha scritto oggi il portavoce nazionale dei Cobas Piero Bernocchi: «Dopo il clamoroso successo del “primo tempo” della lotta in difesa della scuola che ha coinvolto sette Regioni con un bilancio di oltre 5000 scrutini bloccati» lo sciopero sta infatti «dilagando» in moltissime città del belpaese.

«Nel Lazio e in Sicilia – elenca Bernocchi –  sono bloccati più di 2000 scrutini a regione (solo a Roma si andrà ben oltre il migliaio); in Campania, Piemonte, Toscana e Lombardia i blocchi vanno da un minimo di 1100 fino ad almeno 1400 a regione; 750 scrutini sono fermi in Liguria e più di 500 in Abruzzo». Il conteggio finale potrebbe sfiorare i ventimila scrutini bloccati in tutta Italia.

Tra le rivendicazioni della protesta, che «si cancellino i 41 mila tagli e la Finanziaria-massacro , il blocco degli scatti “di anzianità” e dei contratti, il furto delle liquidazioni e l’allungamento dell’età pensionabile, in particolare a 65 anni per le donne», nonché «l’assunzione a tempo indeterminato dei precari/e, massicci investimenti nella scuola pubblica per il funzionamento degli istituti, l’annullamento della “riforma” delle superiori» e infine «la restituzione a tutti/e del diritto di assemblea»

«Se non ci saranno cambiamenti a settembre partirà una fase di conflitto permanente su tutto il territorio nazionale. Inoltre protesteremo davanti a Camera e Senato durante la discussione della manovra», ha annunciato poi Bernocchi, stamane, intervenendo ad un sit-in dei docenti davanti al Ministero dell’Istruzione.

Bernocchi non ha risparmiato una frecciata velenosa allla Cgil, che nelle scorse settimane ha preso le distanze dallo sciopero degli scrutini: «Ormai sono grotteschi. La Cgil vuole fare lo sciopero il 25 giugno quando le scuole sono chiuse e chi ancora lavora sta facendo esami e non puo’ scioperare».

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