Scuola, Cub Sur verso lo sciopero del 15 ottobre


Riceviamo e pubblichiamo due comunicati del sindacato di base, che ha aderito all’astensione contro un «colpo letale alla scuola pubblica» e, inoltre, solidarizza con gli studenti manganellati a Torino

04 ottobre 2010 - 18:59

Per questo scioperiamo con i Cobas il 15 ottobre 2010

Ormai da decenni chi governa l’Italia pensa alla scuola pubblica come un costo da ridurre. Governi di centro-sinistra e di centro-destra si sono distinti gli uni dagli altri soltanto nei toni: più civili quelli usati dal centro-sinistra, arroganti e privi di ogni aggancio con la realtà quelli usati dal centro-destra.
L’ultimo governo Berlusconi ha regalato al popolo italiano la “riforma epocale” del ministro-fantoccio Gelmini; per la prima volta i nostri governanti hanno gettato la maschera e presentato al paese una riforma del sistema dell’Istruzione fatta di soli tagli alle risorse, senza neppure la parvenza di una qualche preoccupazione didattica e pedagogica – a meno che non si vogliano considerare tali le fanfaronate sul Merito e sulla Scuola Seria.
La scuola è stata impoverita in modo inaccettabile: la risorse economiche sono state tagliate in senza alcun criterio (ridotti i costi per le pulizie del 25%, dimezzati i fondi per la didattica e l’amministrazione, quasi annullati i fondi per le supplenze). Aggiungiamo a tutto ciò lo stato penoso (e in alcuni casi pericoloso) dell’edilizia scolastica. Ma il primo problema è costituito dalle condizioni lavorative del personale della scuola, sempre più precarie. I 140.000 posti di lavoro in meno in tre anni previsti dalla “riforma epocale” costituiscono una sorta di genocidio applicato ad una categoria di lavoratori fondamentali per un paese civile. E non è il personale precario l’unico a pagare le spese; la precarizzazione tocca anche il personale assunto a tempo indeterminato, costretto a lavorare in condizioni sempre peggiori, in classi sempre più affollate, con orari di lezione arbitrariamente ridotti.
Non è più tempo di analisi della situazione: bisogna guardare ai fatti e protestare con fermezza.
Lo sciopero del 15 ottobre è il primo appuntamento importante dopo le proteste di inizio d’anno scolastico.
E’ necessario sostenerlo, con poche richieste, comprensibili anche all’opinione pubblica, che ogni giorno è frastornata dalle menzogne del nostro Ministro:
– più risorse per l’istruzione pubblica, con immediato adeguamento agli investimenti dei “paesi sviluppati” (che significa passare dal 9% della spesa complessiva dello stato per l’istruzione ad almeno il 13%);
– messa a norma degli edifici scolastici;
– rientro dei tagli del personale e regolarizzazione immediata del personale precario – abilitato e non abilitato – che lavora su posti vacanti e riconoscimento della progressione economica salariale per anzianità a tutti i precari;
– rispetto della sentenza del Consiglio di Stato che ha ritenuto illegittima la riduzione oraria nelle classi seconde terze e quarte dei tecnici e dei professionali:
– rivalutazione degli stipendi del personale della scuola e garanzia che gli scatti di anzianità non verranno bloccati.

Non è vero che i soldi non ci sono, esistono molti modi di risparmiare; ad esempio,non acquistare aerei da guerra. Ricordiamo che la partecipazione italiana alla produzione di 131 caccia bombardieri F-35 costerà al nostro paese ben 15 miliardi di euro.
Invece sferrare il colpo letale alla scuola pubblica fa risparmiare 8 miliardi di euro!
Il 15 ottobre 2010 scioperiamo per il diritto al lavoro, il diritto all’istruzione, il diritto a vivere in una società civile e più giusta, contro un governo che continua ad operare nella piena illegalità!

CUB SUR Bologna


1 ottobre 2010 la polizia ha portato ad esecuzione un triste compito: intimidire e colpire chi si oppone ai diktat del governo.

Il nutrito corteo degli studenti che percorreva le vie del centro di Torino è stato caricato ferocemente da polizia e carabinieri su via Po, quando i partecipanti hanno chiesto di concludere la manifestazione nella centralissima piazza Vittorio.
A terra sono rimasti due giovani che sono stati poi portati in ospedale perché non riuscivano più ad alzarsi.
Le contestazioni e la mobilitazione contro le leggi Gelmini, che demoliscono il sistema formativo italiano dalle scuole primarie all’Università, sono iniziate in un clima di violenza gratuito alimentato dal ministero dell’interno (On. Maroni) che ha mandato i suoi questurini per intimidire chi si oppone e soffocare il malessere e la protesta che sta montando nei licei come nelle scuole elementari come nelle università.
È evidente che il governo sta giocando l’ultima sua carta, la violenza, pur di non dover ammettere la drammatica situazione in cui sono state gettate università e scuole dai dissennati tagli imposti dalla ministra Gelmini in veste di ottusa economa.
La CUB – SCUOLA Università ricerca esprime la sua solidarietà agli studenti e rilancia con le prossime mobilitazioni ad iniziare dallo sciopero generale del 15 ottobre.

CUB SUR Bologna

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