Sconciaforni (Fds) al Cie: “Tre detenute mi hanno mostrato i lividi”


Il racconto del consigliere regionale, entrato nel centro all’indomani della sommossa nel settore femminile: “Tutte le presenti mi hanno confermato che c’è stato un intervento fisico delle forze dell’ordine”

25 agosto 2011 - 18:31

Come annunciato ieri, il consigliere regionale della Federazione della Sinistra Roberto Sconciaforni si è presentato oggi alle porte del Centro di Identificazione ed Espulsione di via Mattei, riuscendo a farvi ingresso dopo complesse trattative con la direzione, per accertare le condizioni delle migranti recluse nel settore femminile dopo la sommossa sedata ieri a manganellate dalla polizia.

“Ho potuto visitare il reparto femminile e parlare con le detenute- spiega Sconciaforni- io le chiamo così, anche se lì vengono definite ospiti e di certo non sono tali.”

Circa una trentina quelle incontrate dal consigliere, “quasi tutte presenti ieri in mensa durante la protesta -racconta- Tutte le presenti mi hanno confermato che c’e’ stato un intervento fisico da parte delle forze dell’ordine, con spinte e percosse”.

“Non parlando bene l’italiano mi hanno parlato di bastoni ma immagino intendessero manganelli. In due o tre mi hanno mostrato i lividi sulle braccia e sulle mani. Ho lasciato loro dei numeri di telefono affinché possano mettersi in contatto con gli avvocati”

“Da parte loro ho potuto vedere una profonda disperazione. Alcune di loro mi hanno accolto con piccoli cartelli scritti a mano”, che recitavano frasi come: “Non siamo animali, non siamo delinquenti, perche’ ci tengono qui dentro?”.

Sconciaforni ha anche definito il Cie “Un vero e proprio carcere,  dove però non esistono neanche i diritti garantiti a chi si trova in un penitenziario”, stigmatizzando inoltre il recente prolungamento a 18 mesi della durata massima del trattenimento nelle strutture, decisione che avrebbe concorso a scatenare la sommossa di ieri.

Una presa di parola netta e importante, che ci pare stonare tuttavia con il silenzio sulla responsabilità del Prc, di cui il consigliere è esponente, nell’approvazione parlamentare, nel 1997, della legge Turco-Napolitano che istituì proprio i Cpt, ora ribattezzati Cie.

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Oggi, inoltre, Vito Totire, medico del lavoro e portavoce del Circolo Chico Mendes, attivo nei diritti delle persone detenute, ha ricordato la vana richiesta di poter entrarenel centro come medico di fiducia di un migrante recluso, nonostante ripetute richieste a Prefettura e Regione.

Il paziente di Totire è stato frattanto liberato, in base a “una valutazione di incompatibilita’ con la permanenza al Cie”. Ragion per cui, secondo il medico, il centro di via Mattei dovrebbe essere “costantemente monitorato” ed “inserito nei rapporti semestrali sulle carceri che oggi l’Ausl riserva al carcere della Dozza e a quello minorile”.

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