Sciopero degli scrutini, “un nuovo fronte comune tra i docenti” [+foto]


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato (più alcune foto) del Coordinamento dei precari della scuola di Bologna sullo sciopero messo in atto ieri e lunedì contro i tagli del governo.

09 giugno 2010 - 16:20

I dati relativi alle adesioni allo sciopero degli scrutini che ci giungono dalle varie scuole della provincia di Bologna (oltre 500 docenti coinvolti per più di 130 scrutini bloccati) dimostrano che l´iniziativa ha riscosso un notevole interesse su tutto il personale docente.

Lo sciopero degli scrutini, lanciato a Napoli il 31 gennaio scorso durante l´assemblea nazionale di tutti i movimenti precari, e indetto a partire dal mese di aprile dai Cobas, dalla Rdb-Cub, dall´Usi-Ait Scuola, dall´Unicobas e dall´Orsa, ha trovato nella nostra regione il fondamentale contributo dei colleghi di ruolo (soprattutto grazie all´azione di sensibilizzazione e coinvolgimento svolta dal coordinamento delle scuole superiori) che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, come i problemi relativi ai tagli di cui la scuola è da troppo tempo -e mai come adesso- oggetto, riguardino tutte le sue componenti.

L´aspetto più significativo dell´iniziativa consiste, a nostro avviso, proprio in questa trasversalità: la costruzione e l´organizzazione di questo sciopero ha rappresentato un´occasione importantissima per tutti i docenti di fare nuovamente e finalmente fronte comune, al di là delle condizioni contrattuali e delle appartenenze o simpatie sindacali; un´occasione per ritrovare uno slancio e un´unità fondamentali per opporsi in modo compatto ed evidente al procedere inesorabile dello smantellamento della scuola pubblica statale italiana; un´occasione importante per dire tutti insieme il nostro no.

Dove è stato possibile discutere dello sciopero in assemblee scolastiche o di Rsu, la quasi totalità degli insegnanti ha deciso di sostenere l´iniziativa; nella maggior parte di queste situazioni, all´interno di ogni singola scuola, i sostenitori si sono costituiti in Comitati di sciopero, con il fine di sfruttare al massimo le potenzialità dell´iniziativa, con il minimo sforzo economico. Essendo sufficiente, infatti, lo sciopero di un solo insegnante per far slittare uno scrutinio (e considerando che in molti casi lo sciopero di un insegnante coinvolge più classi), ogni Comitato ha individuato quali colleghi far scioperare mentre gli altri si sono dichiarati solidali ed hanno versato un piccolo contribuito per condividere la perdita salariale del docente in sciopero.

E così si sono registrati casi come quello del Liceo Sabin dove a fronte di un Comitato di 30 insegnati è stato sufficiente lo sciopero di soli 4 insegnanti per far slittare tutti i 15 scrutini previsti per il 7 e 8 giugno.

È fondamentale tenere presente questo aspetto dello sciopero degli scrutini, sia per poterne interpretare e i dati (la cifra importante, infatti, sarà quella degli scrutini slittati e non quella delle singole adesioni), sia per poterne capire fino in fondo le dinamiche e le potenzialità. Uno sciopero che ripercorre un forma del passato, ma che torna ad unire, dal basso, in modo nuovo.

Lo sciopero degli scrutini di Bologna e dell’Emilia (anche i dati che arrivano da Modena, ad esempio, sono oltremodo positivi) è solo l’inizio. Nei prossimi giorni, fino a martedì 15 giugno, la protesta si sposterà nelle altre regioni italiane.

Coordinamento dei precari della scuola di Bologna

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