Sassuolo, sgomberato il cs Fassbinder [+comunicato]


All’alba di ieri, poi tensioni nel paese

15 gennaio 2010 - 09:45

All’alba di ieri una mattina 15 agenti della Polizia Municipale, 8 agenti della Polizia di Stato, 7 militari della Compagnia Carabinieri, 20 agenti del Reparto Mobile di Bologna ed una squadra dei Vigili del Fuoco, accompagnati dal vicesindaco leghista Gian Francesco Menani hanno fatto irruzione nell’edificio che ospita da 27 anni il Centro Sociale Autogestito Fassbinder, trovandolo vuoto. Poco dopo i tecnici del comune hanno sigillato l’edificio con lastre di acciaio. Menani ha dichiarato “pensiamo di avere chiuso un immobile che rappresentava il degrado culturale di Sassuolo”

Secondo quanto apparso anonimamente ieri sera su Indymedia EmiliaRomagna, “in mattinata, nel centro del paese, si sono svolte manifestazioni pacifiche contro lo sgombero. Anche qui alcuni momenti di tensioni con la polizia accorsa in assetto antisommossa.”

Aggiornamento 16 gen 2009
> Pubblichiamo di seguito il comunicato frattanto pervenutoci:

Oggi Sassuolo muore, oggi sgomberano il Fassbinder. L’ amministrazione sassolese sgombera l’ edificio di Via Giordano proseguendo nel suo progetto repressivo per imporre il loro ordine e la loro sicurezza eliminando con la forza qualunque realtà diversa e fuori dal loro controllo, di fatto inasprendo sempre più il clima di tensione, paura e divisione.
Questa mattina presto sono stati mobilitati più di 50 uomini appartenenti alle forze poliziesche del controllo per sigillare la libera aggregazione e la libera espressione con lastroni di acciaio, poi ,nella mattinata, durante un pacifico volantinaggio per il centro ad opera di solidali con il Fassbinder un esercito di sbirraglia in tenuta da guerriglia ha cercato lo scontro coi ragazzi rischiando di investirne uno e minacciando la carica se non avessero smesso di denunciare l’ ennesimo attacco alla libertà.
Questa è Sassuolo, una città dove la democrazia è sinonimo di esercito e dove la legalità è sinonimo di controllo.
Nonostante noi avessimo cercato di intavolare una trattativa con l’ amministrazione portando proposte concrete, loro hanno fatto solo promesse su una sede alternativa smentite poi sulla stampa dal vicesindaco, e dopo che il Sindaco ha affermato che per lui trattare significa accettare o rifiutare le sue proposte, hanno messo in atto il loro progetto di eliminazione di una realtà non asservita. Ciò che dimostrano è solo la volontà di mantenere il loro modesto potere con la violenza portando a Sassuolo un piccolo esercito pronto a bastonare qualche giovane solo perchè pensa con la propria testa e sente col proprio cuore.
Se questo sgombero è il loro biglietto da visita elettorale, chissà cosa succederà nei prossimi mesi.

PICCOLO APPROFONDIMENTO CRONOLOGICO

Il Fassbinder è un centro sociale vivo a Sassuolo da metà degli anni 80, quindi con una lunga storia libertaria fatta di punk, anarchismo, cultura e autogestione. Negli ultimi 3 anni il Fass aveva ripreso piena attività, dopo un periodo poco felice, cercando subito di ricreare libera aggregazione in una città dormitorio dominata da droga e sfruttamento lavorativo. Ultimamente, ricominciando a fare attività politica, il progetto era cresciuto. Il potere cittadino ( rappresentato da neoeletti ex missini e leghisti) prese così la decisione di recidere il fiore proprio mentre stava sbocciando perchè era chiaro che stavamo diventando una forza anti-autoritaria che avrebbe dato fastidio. Così, prendendo come pretesto il nostro rifiuto di farci schedare con l’ iscrizione al registro provinciale delle associazioni, iniziarono in novembre l’ iter di sgombero. Dopo un paio di mesi di lotte decidemmo di fare al sindaco proposte alternative all’ iscrizione al registro prendendo spunto da
lle situazioni di tanti altri centri sociali storici in italia, la sua posizione è rimasta quella di sempre: eliminare la nosrtra realtà. Con le lotte e questa mossa politica siamo riusciti a portarli a sgomberare in piena campagna elettorale per le regionali. Lo sgombero c’è comunque stato ma ora abbiamo davanti alcuni mesi in cui loro sono più vulnerabili, e comunque la partita è ancora tutta aperta perchè il Fassbinder è vivo e le idee non si sgomberano.

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