Sabato giornata “contro la guerra e la cultura della guerra [adesioni aggiornate]


A Bologna, sabato 2 aprile’011, doppio appuntamento: alle 13 presidio al Cie di via Mattei, alle 16 manifestazione in piazza Nettuno. I comunicati e le adesioni.

31 marzo 2011 - 19:20

Sabato 2 aprile 2011 – Giornata di mobilitazione nazionale

Contro la guerra e contro la cultura della guerra

Il Coordinamento 2 aprile Bologna aderisce all’appello nazionale indicendo una mobilitazione contro i bombardamenti e la guerra, per affermare il dovere di accoglienza e di protezione umanitaria per tutti i migranti che fuggono dal Nord Africa.

> Ore 13: Presidio davanti al CIE in via Mattei

> Ore 16: Manifestazione in Piazza Nettuno

Per sostenere le rivoluzioni e le lotte per la libertà e la democrazia dei popoli mediterranei e dei paesi arabi

Per l’accoglienza e la protezione dei profughi e dei migranti

Contro le dittature, i regimi, le occupazioni militari, le repressioni in corso

Per il disarmo, un’economia ed una società giusta e sostenibile

Stop ai bombardamenti e per il cessate il fuoco in Libia

> Adesioni:

Antagonismo Gay, Ass. Ya Basta, Ass. per il Rinnovamento della Sinistra, Ateneiin Rivolta, Circolo Metropolitano Panenka, Cobas, Cs Tpo, Disarmiamoli, Donne in Nero, La Fabbrica di Nichi, Legambiente, Let’s Queer, SaDiR UniCommon, Sopra i Ponti, Ass. per la Sinistra, Comitato per la solidarietà con i popoli del nord Africa, Berretti Bianchi, IPRI-Rete CCP, Ass. Armonie, Ass. interculturale Al-Sirat, Ass. Harambe, Coll. femminista Mujeres Libres, Federazione della Sinistra, Giovani Comunisti, Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica, Sinistra Ecologia e Libertà, Altracittà lista civica di donne, X2m4 , Lazzaretto Autogestito , Amici dei popoli

Il Coordinamento 2 aprile Bologna aderisce alla campagna di raccolta materiale da inviare a Lampedusa per sostenere migranti e abitanti

> Punto di raccolta:
Tpo, via Casarini 17/5, tel. 0516493234
(info: per Bologna, Patricia 3391923429 e Monica 3398947623; Per Imola, Pina 33386268250 e Hamid 3395919387)

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Contro i bombardamenti, contro le dittature, per l´accoglienza e la protezione umanitaria di tutti i migranti

Da Lampedusa a Bologna, contro le detenzioni, per la libertà di scelta!

Sabato 2 aprile, ore 13 – Presidio al Cie di Via Mattei

Giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra

Stiamo assistendo in questi giorni ad un folle dibattito attorno ai temi della guerra, della democrazia, dell’immigrazione e dell’accoglienza.

Vogliono venderci i bombardamenti sulla Libia come azioni di sostegno a chi insorge contro il regime di Gheddafi, mentre i “figli” delle rivoluzioni che in Tunisia hanno scardinato la dittatura di Ben Ali diventano invasori da cui difendersi, da confinare a Lampedusa, da trasferire in enormi campi-ghetto, da rinchiudere nei Cie, ma soprattutto, clandestini di cui disfarsi, anche respingendoli in mare o eseguendo rimpatri di massa, vietati dalle convenzioni comunitarie ed europee ma legittimati dalla sindrome dell’emergenza e dell’assedio.

Anche il nostro territorio è coinvolto in queste pratiche securitarie e straordinarie. Un centinaio circa di tunisini sono da settimane rinchiusi nei Cie di Bologna e Modena, la loro disperazione aumenta e le loro richieste restano inascoltate. Nel frattempo Prefettura e Regione dichiarano di poter mettere a disposizione circa 4 mila posti per l’accoglienza di profughi, senza concertare con le amministrazioni locali, le associazioni, i progetti del territorio le modalità degli interventi.

Non solo disturba il fatto che tutto sia deciso dall’alto – e i Sindaci dei vari territori lo denunciano – ma è inaccettabile la distinzione strumentale che in queste settimane rimbalza da una dichiarazione all’altra, comprese quelle dell’Alto Commissariato per le Nazioni Unite per i Rifugiati, sulla distinzione tra profughi e migranti irregolari, sostenendo che questi ultimi non devono essere accolti, ma espulsi.

Respingiamo una distinzione ipocrita utilizzata per escludere e marchiare con la clandestinità percorsi di vita che dovrebbero essere invece conosciuti e considerati individualmente, uno per uno, ma anche ricondotti al vento di rivoluzione e cambiamento che soffia in Tunisia, di cui queste fughe sono il prodotto. Accogliere e proteggere i giovani tunisini significa dare il benvenuto agli eventi che stanno attraversando l’Africa del nord, senza dimenticare che l’immigrazione “illegale” è l’unica strada percorribile per chi cerca di raggiungere l’Europa, come dimostrano le storie dei richiedenti asilo somali, eritrei, togolesi, sudanesi, etiopi, respinti dal Governo italiano nei lager libici.

Sabato 2 aprile, giornata di mobilitazione nazionale contro i bombardamenti e contro le dittature, invitiamo tutte e tutti davanti al CIE di Via Mattei, perché sostenere il popolo di Tunisia nel suo percorso per la democrazia e la giustizia significa contestare la detenzione dei migranti nei campi di detenzione, siano essi tendopoli-ghetto, villaggi della marginalità, isole-prigione o vecchi Cpt.

Prendiamo esempio dalla Tunisia, che nonostante attraversi un momento di difficoltà, accoglie al confine di Ras Ejdir 160mila persone provenienti dalla Libia, ben più delle 24mila accolte dall’Acnur e delle 2mila dalla Croce Rossa Italiana. Solo attraverso le pratiche dell’accoglienza vera e della solidarietà – come quelle attuate dal basso in Tunisia – possiamo dare un contributo alla storia, che dal Maghreb si muove fino a raggiungere le nostre case.

Lo stop ai bombardamenti e una campagna per la richiesta della protezione umanitaria ci sembrano gli unici strumenti per difendere le ribellioni e le rivoluzioni per la libertà che attraversano il sud del Mediterraneo, intrecciando ponti di cooperazione e dialogo dal basso nelle forme della difesa dei diritti e della dignità delle persone.

Nel pomeriggio parteciperemo alla Manifestazione delle ore 16 in Piazza Nettuno

Da Lampedusa a Bologna, libertà di scelta per i migranti!

Campagna Welcome, per la libertà di scelta
Centro sociale TPO Bologna
SaDiR – UniCommon

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Tutti in piazza contro la guerra

2 aprile ore 15.00
Niazza Nettuno Bologna

NO ALLA GUERRA COLONIALE IN LIBIA

Le bombe della NATO colpiscono da giorni la Libia, le città, i porti e le infrastrutture di un paese sino a poche settimane fa alleato sicuro e fedele di chi oggi lo sta bombardando. Gran parte degli aerei partono dal nostro paese, trasformando per l´ennesima volta l´Italia in una grande portaerei di guerra.

La “No Fly Zone” è stato un vergognoso paravento per legittimare una aggressione funzionale alle mire colonialiste francesi, inglesi e statunitensi sulle immense risorse petrolifere e di gas della Libia.

Il placet dell´ONU per quella che rischia di trasformarsi in una nuova occupazione militare è passato attraverso l´uso delle solite “armi di distrazione di massa”. Sono state inventate di sana pianta notizie allarmanti e orribili per legittimare poi l´intervento “umanitario” a favore delle popolazioni civili libiche, che ora però muoiono sia nella guerra civile che sotto le bombe statunitensi, francesi, inglesi.. e italiane.

Il gruppo di paesi che guidano l´attuale avventura militare, sono andati alla guerra senza alcun accordo sul ruolo della NATO e con contrasti all´interno tra i vari governi. In Italia il governo Berlusconi si è salvato da una crisi politica ben più grave di quelle giuridico/sessuali degli ultimi tempi grazie al sostegno del PD alla guerra, alimentando così una foga interventista vergognosa, coadiuvata dal Presidente della Repubblica attraverso un sapiente uso delle celebrazioni sul 150° dell´Unità d´Italia, funzionali a creare nel paese il clima nazionalista utile per veicolare l´ennesima “missione
di guerra”.

Ancora una volta al carro degli interventisti “umanitari” si è immediatamente legata la cordata di coloro che gridarono impropriamente “forza ONU” alcuni anni fa mentre l’Iraq e l’Afghanistan erano stati invasi e bombardati.

Occorre mobilitarsi per un cessate il fuoco immediato in Libia, senza se e senza ma, e per l´avvio di una conciliazione tra le tribù in conflitto. Ciò potrà avvenire solo attraverso l´autorevolezza di una proposta fatta da soggetti neutri e disinteressati alle vicende interne libiche, non certo dai bombardieri della NATO e da una alleanza disposta a delegare loro la soluzione della guerra civile.

NON UN UOMO NON UN EURO PER LA GUERRA!

Disarmiamoli! Bologna

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LIBIA: NON CI ARRUOLIAMO. IN PIAZZA IL 2 APRILE

USB ADERISCE ALL’APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE CONTRO LA GUERRA

L’attacco delle forze europee e statunitensi alla Libia non avviene per mettere in campo un intervento umanitario, ma è in tutta evidenza legato alle enormi risorse energetiche di cui quel paese dispone, anche a seguito della nuova crisi della produzione energetica nucleare, messa in ginocchio dalla catastrofe del Giappone.

Il mancato analogo intervento in altre situazioni simili, come il massacro dei Palestinesi a Gaza da parte degli Israeliani, che ha prodotto migliaia di morti mentre le potenze occidentali stavano a guardare e i media internazionali si occupavano d’altro; il silenzio totale su quanto sta accadendo in Bahrein e Yemen, non consente di equivocare sulle reali intenzioni degli attaccanti.

L’intervento in corso non solo consentirà ai paesi occidentali di garantirsi probabilmente gli approvvigionamenti di risorse energetiche per i prossimi anni, instaurando in Libia un vero e proprio protettorato occidentale, ma potrà anche essere di pesante monito alle popolazioni dei paesi limitrofi in lotta per liberarsi dai tiranni locali.

Ancora una volta le potenze occidentali decidono una guerra come strumento di controllo del mondo e per far fronte alle nuove ventate della crisi economica, che il capitale non riesce a superare, a cui si somma con drammaticità la crisi energetica.

I lavoratori italiani non hanno nulla da guadagnare dalla guerra, che sicuramente consentirà al Governo, dentro una crisi economica che i lavoratori stanno già pagando duramente, di dirottare ulteriori risorse sul fronte degli armamenti giustificando così ulteriori tagli al welfare.

L’Unione Sindacale di Base invita dunque tutte le proprie strutture a farsi promotrici di iniziative a sostegno della pace e dell’immediato cessate il fuoco, aderisce all’appello per la manifestazione nazionale contro la guerra ed il 2 aprile sarà in piazza. A Bologna la manifestazione è alle ore 16 in Pzza. Nettuno.

Usb

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