Roma / Blitz NoTav al Cipe, arresti. Poi sgomberata tendopoli di lotta per la casa


Un sindacalista Usb ai domiciliari dopo il processo per direttissima, liberi i tre migranti fermati. Solidarietà da Asia Usb Bologna e Mujeres Libres

11 marzo 2012 - 14:04

> I comunicati del Coord. di Lotta per la casa (Roma)

Liberi subito i 4 compagni arrestati

Roma, 9 Marzo. Oggi alle 11:30 i movimenti di lotta per la casa hanno occupato la sede del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). Iniziativa organizzata perché in questa sede vengono definiti gli stanziamenti di fondi per il TAV in Val di Susa.
Le 400 persone che hanno dato vita all’iniziativa sono state più volte caricate dalla Polizia ed infine spinte fuori dal palazzo di via della Mercede, 9.
Alla legittima richiesta di poter proseguire la protesta con un corteo, 35 persone compagni e compagne sono state identificate e fermate ed un compagno è rimasto a terra ferito dalle violente cariche.
Poi successivamente arrestato.
Un primo bilancio parla di 4 manifestanti arrestati.
Contemporaneamente il presidio tendopoli che stava realizzando il Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa presso i palazzi abbandonati di proprietà del demanio pubblico in Via Boglione, 63 (nella periferia Sud di Roma) è stato sgomberato.
Nel corso dello sgombero di questo presidio di protesta operato dal reparto mobile della Guardia di Finanza sono state identificate tutte le famiglie presenti al presidio. Di tutte queste persone due donne sono state portate al Commissariato Preneste perché in quel momento prive di documenti. Durante lo sgombero è stato più volte ribadito dalle forze dell’ordine che quello che stava avvenendo era in relazione con l’occupazione in corso al CIPE in via della mercede. La giornata di oggi smaschera un clima di neoautoritarismo e di repressione selvaggia che sta prepotentemente avanzando nella nostra città.
Il Sindaco Alemanno completamente disinteressato e/o incapace di offrire una qualche soluzione all’emergenza abitativa che è oramai un dramma in questa città riduce tutto ad una questione di ordine pubblico di fatto delegando alla Questura il governo della città.

Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa – Roma

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Roma- Il dirigente sindacale USB Paolo di Vetta, che ieri era stato
arrestato durante la manifestazione davanti alla sede del Cipe, è stato
processato oggi per direttissima insieme agli altri tre attivisti in stato
di fermo.

Dopo ore di attesa, che hanno visto centinaia di manifestanti in presidio
davanti al tribunale di piazzale Clodio questa sera arriva la decisione del
Gip, domiciliari per Di Vetta, liberi i tre migranti.

Immediata la reazione dell’Unione Sindacale di Base e degli altri
comitati- lunedì 12 Marzo alle ore 12.00 davanti alla sede CIPE in Via
della Mercede 9, si terrà la conferenza stampa di denuncia della grave
repressione dei movimenti sociali: dalla TAV alla lotta per la casa- si
legge in un comunicato.

In seguito ai gravissimi fatti avvenuti Venerdì 9 Marzo scorso davanti
alla sede del CIPE, con il pestaggio dei manifestanti e l’arresto degli
attivisti del movimento di lotta per la casa, con ,lo sgombero della
tendopoli dello spreco in Via Marcello Boglione (VII Municipio), il
tentativo di sgombero di Via Casal Boccone (IV municipio) viene convocata
una conferenza stampa in cui verrà denunciata la restrizione degli spazi di
agibilità democratica operata dal governo Monti e dal Ministro degli
Interni Cancellieri, nei confronti di chi rivendica i propri diritti e
manifesta le proprie idee. Dal movimento No Tav fino al movimento di lotta
per la casa, si sta manifestando una preoccupante escalation repressiva
alla quale è necessario rispondere con un’ampia e plurale mobilitazione
democratica e civile.

“1KM DI TAV COSTA QUANTO 500 CASE POPOLARI”

Nel corso della conferenza stampa verranno annunciate le mobilitazioni
previste nei prossimi giorni.

Partecipano:

– il senatore della Repubblica On. Stefano Pedica

– il parlamentare regionale On. Fabio Nobile, On. Ivano Peduzzi, On. Luigi
Nieri,

– il consigliere provinciale Gianluca Peciola,

– il consigliere comunale Andrea Alzetta,

– il presidente dell’VIII municipio Roberto Mastrantonio

– Giorgio Cremaschi Cgil-Fiom

Poiché siamo in attesa di ulteriori adesioni, queste verranno comunicate
prima della conferenza stampa.

Promuovono USB, ASIA-USB, Coordinamento cittadino di lotta per la casa,
Blocchi Precari Metropolitano, Comitato Nazionale No Debito.

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> Il comunicato di solidarietà di Asia Usb Bologna

As.I.A.-USB BOLOGNA esprime piena solidarietà al compagno Paolo Di Vetta, ed agli altri 4 compagni arrestati ieri a Roma durante una pacifica manifestazione contro lo spreco del denaro pubblico in opere inutili come la TAV. La violenza attuata nei loro confronti dalla Polizia di Stato è quanto mai simbolo di una pericolosa ascesa del potere antidemocratico di questo governo; un governo, quello di Monti-Napolitano, che difende le lobby economiche contro chi che difende le lobby contro chi si batte affinchè la democrazia e il bene comune prevalga.
Quanto ha dichiarato P. Leonardi, ieri calza perfettamente il nostro pensiero “Il perpetrarsi di una politica miope ed antidemocratica, che non tiene conto della profonda e crescente contrarietà nei confronti di questi progetti, obsoleti, devastanti ed appetibili per la criminalità organizzata, sta producendo l’aumento di atti repressivi nei confronti di chiunque, in Val Susa o nel Paese, osi mettere in discussione gli interessi che si celano dietro alle cosiddette ‘grandi opere’ come la TAV”.
Non risulta più credibile questo governo, che si riempie la bocca con il rispetto della legalità e poi appoggia e contribuisce alle devastazioni ambientali e alle speculazioni mafiose di pochi a scapito di welfare e diritti sociali di tutti.
Ci stringiamo attorno ai compagni arrestati che lottano per diritti sanciti dalla Costituzione Antifascista della Repubblica Italiana, usurpata oggi da burocrati banchieri, e attendiamo gli esiti del processo ancora in corso a Roma.

AS.I.A Usb

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Venerdì 9 marzo, circa 100 manifestanti dei movimenti per il diritto all’abitare hanno dato vita ad un presidio davanti al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) in via della Mercede a Roma, dove era prevista la discussione per lo stanziamento di 20 milioni di euro per le “compensazioni” per la Tav, richieste dal presidente della regione Piemonte Cota.

I manifestanti hanno occupato la sede del Comitato chiedendo che i fondi per la Tav venissero stanziati per il welfare, il diritto alla casa, al reddito e al lavoro. Dopo pochi minuti sono però stati obbligati dall’intervento della polizia ad uscire dall’edificio e qui hanno dato vita ad un presidio pacifico; i manifestanti sono però stati violentemente aggrediti, accerchiati e identificati dalle forze dell’ordine che hanno proceduto all’arresto di 5 attivisti. Tra questi Paolo Di Vetta, dirigente dell’Unione Sindacale di Base, che successivamente è stato prelevato dalla polizia dal Pronto Soccorso dove aveva ricevuto una prognosi di 3 giorni.
A seguito del processo per direttissima svoltosi sabato e durato più di 10 ore, il giudice ha deciso gli arresti domiciliari per Paolo, mentre gli altri 4 manifestanti sono tornati in libertà, in attesa del processo previsto per il 14 aprile.

Come Collettivo Mujeres Libres esprimiamo la nostra vicinanza, complicità a solidarietà a Paolo e agli arrestati, colpiti dal disegno repressivo del governo Monti, ben deciso a portare avanti la Tav e gli interessi mafiosi che dietro ad essa si celano.

Mujeres Libres Bologna

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