Rimini / Stagionali, “sistema fuori controllo”


Gli attivisti dello sportello per gli stagionali dell’associazione Rumori sinistri fanno il punto della situazione, tra lavoro nero e contratti a chiamata per “legalizzarlo”.

15 luglio 2011 - 19:56

sportello_435Dopo poco più di un mese dall’apertura dello sportello, Rumori Sinistri fa il punto della situazione stimolati anche dall’interessante articolo “Grandi hotel, padroni e lacchè” di Rachel Sherman pubblicato su Le Mondè Diplomatique (inserto del Manifesto di ieri), in riferimento ad una ricerca etnografica condotta nelle grandi catene di Hotel di lusso in America:

– Lavoratori non pagati ( è l’ultimo caso quello di un albergatore di Gatteo Mare titolare di due alberghi, che liquida i suoi dipendenti con assegni scoperti)

– Lavoratori in nero

– Contratti a chiamata

– Contratti part-time attivati in assenza del consenso del lavoratore

– Sforamento del doppio delle ore previste dal ccnl

– Infortuni e malattie non indennizzati

– Falsificazione delle firme apposte nelle comunicazioni di dimissioni volontarie

– Diffusione del fenomeno del caporalato, che colpisce soprattutto quei lavoratori che si trovano alla prima esperienza lavorativa: in questo caso il sistema di sfruttamento utilizza l’estorsione come forma di ricatto da esercitare su quella fascia di lavoratori più deboli e vulnerabili costretti ad accettare qualsiasi condizione di sfruttamento, pur di non ritornare a casa con un debito.

Oggi il punto di convergenza tra lavoro illegale e profitto è rappresentato dal contratto a chiamata: un modo per legalizzare il lavoro nero.

I consulenti del lavoro, che hanno una grossa responsabilità in questo meccanismo di evasione fiscale, suggeriscono ai loro clienti (imprenditori turistici) tutte quelle strategie da mettere in campo affinchè lavoro e diritti siano definitivamente separati. Il contratto a chiamata dà inoltre la possibilità al datore di lavoro di tenere in stand by per tutta la durata dello stesso il lavoratore, con conseguente mancato versamento degli oneri contributivi.

La linea di demarcazione che separa legalità e illegalità si sta assottigliando sempre di più, e l’economia turistica nel nostro territorio ne è l’espressione più rappresentativa e tangibile.

Possiamo dire che la democrazia rappresentata dalle istituzioni sia in grado, abbia gli strumenti e la volontà politica di arginare e respingere un sistema economico fuori controllo, come un treno programmato per una folle corsa?

Sarà sufficiente semplicemente saltare giù dai vagoni , chiamandosi fuori attraverso il silenzio di tutti per evitare che lo stesso sistema ci travolga, anche quegli stessi imprenditori che oggi traggono il maggior profitto?

I e le volontarie dello Sportello Stagionali Rumori sinistri

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