Rimini / Ritornano i manifesti “Cercasi schiavo”


Riprende la campagna contro lo sfruttamento dei lavoratori stagionali lungo la costa romagnola. Il comunicato di Schiavinriviera.

03 luglio 2011 - 13:51

Sulla costa Romagnola tornano i manifesti gialli “Cercasi Schiavo” [blog]

Abbiamo arricchito la campagna di comunicazione, organizzando un camion vela che sfila per le strade di tutta la riviera, con uno slogan che riprende l’ormai famoso manifesto. Siamo alla terza stagione di comunicazione; i motivi di fondo della sfida permangono, dato che la maggior parte delle aziende turistiche impongono condizioni paraschiavistiche, violando i diritti sanciti dal contratto nazionale.

Abbiamo costruito una nuova narrazione del lavoro nel distretto turistico della Riviera Romagnola. Nell’estate 2011 tutte le forze politiche ed i sindacati hanno ammesso che negli ultimi decenni si è usata l’illegalità diffusa per rendere “virtuali” i diritti di cittadinanza e dei lavoratori nella maggioranza delle aziende turistiche romagnole.

Diverse decine di camerieri e commesse hanno narrato, usando la rete o la carta stampata, le proprie condizioni di lavoro disumane e l’immoralità del titolare d’azienda. La nuova narrazione ha fornito di senso all’azione rivendicativa dei singoli, producendo il raddoppio delle vertenze sindacali e l’emergere di nuovissime forme di resistenza. Ciò dimostra che la scommessa politica, iniziata tre anni fa, era sensata e necessaria in Romagna. Il problema è territoriale, e collaborando con i soggetti del territorio che si dichiarano contro lo schiavismo può essere risolto.

Ora sentiamo il bisogno di tornare all’inchiesta, usandola come strumento di miglioramento delle condizioni di lavoro: raccogliendo il maggior numero possibile di storie, cercheremo di capire quali tattiche adottare per continuare ad ottenere risultati positivi per i lavoratori.

Per questo motivo, invitiamo tutti i lavoratori ad iniziare due pratiche: da un lato autoformarsi sui propri diritti e dall’altro redigere un diario, appuntando tutte le ore lavorative e segnando precisamente tutti i diritti resi “virtuali” dal datore di lavoro.Tale diario sarebbe uno strumento utile per denunciare la situazione di sfruttamento personale e dei colleghi all’ispettorato del lavoro.

Schiavinriviera

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