Rimini / Pink Parade, notte rosa oltre i confini


Bene comune contro sfruttamento: la contro-notte rosa dei movimenti

01 luglio 2010 - 21:56

Rimini – Programma Pink Parade 2.0. Comune vs Sfruttamento
°°Porteremo la nostra gioia per la costruzione del Bene Comune, contro la cupezza del controllo sociale e la violenza dello sfruttamento. Noi saremo nella Notte Rosa. Siamo nel lavoro della talpa, saremo nella spiaggia liberata e nella festa collettiva.°°

Programma Pink Parade 2.0
Comune vs Sfruttamento

@Parco Murri (di fronte al bagno 98)

Venerdì – 2 luglio 2010

ore 18.30

Assemblea pubblica “Territorio, persone, diritti: appunti sul nuovo modello riminese”

con l’intervento e la partecipazione di: Riminilabs, Riminesi globali contro il razzismo, Comitato Spiaggia libera, Ass. Rumori sinistri e il coordinamento di Lab. Paz Project

ore 21.00

Pink Parade 2.0

Ore 0.00 – Ore 6.00

Pink Party 2.0

Dr. Fitz (Megatron sound) – Beat Kouple – Minghy Posse

Nellʼarea saranno allestiti banchetti informativi e contenitori per la raccolta differenziata.


Documento di lancio dell’assemblea che aprirà la Pink Parade 2.0
Rimini – Notte Rosa: oltre i confini.


@Parco Murri (di fronte al bagno 98) Rimini Venerdì – 2 luglio 2010 ore 18.00 Assemblea pubblica “Territorio, persone, diritti: appunti sul nuovo modello riminese” con l’intervento e la partecipazione di: Riminilabs, Riminesi globali contro il razzismo, Comitato Spiaggia libera, Ass. Rumori sinistri e il coordinamento di Lab. Paz Project

La Notte Rosa della Riviera romagnola giunge alla quinta edizione e nuovamente gli organizzatori si pongono l’obiettivo di rendere più cool la vacanza associando il territorio romagnolo ad un’esperienza in cui «tutti si possano sentire protagonisti». La novità è insita nel dialogo permanente con il tema della crisi economica, per cui in diverse presentazioni il “Capodanno dell’Estate” è funzionale a creare il senso di comunità ed allontanare la paura della recessione. La Notte Rosa è oggettivamente l’abbattimento momentaneo dei soliti confini e limiti (orario, decibel e senso del decoro). Tale sospensione delle regole serve sia per creare un evento che per spingere i consumi ed i guadagni aziendali verso l’alto.

La festa del 2 luglio è uno dei pochi tentativi di declinare il turismo romagnolo all’impostazione post-fordista del consumo, inteso come capacità imprenditoriale di offrire una merce che si rivolga non a tutti, in modo generico, ma a segmenti identitari. E tale declinazione si realizza con un rimando simbolico a determinati immaginari creati o preesistenti. Come per esempio da decenni lavora la fiera di Rimini, che ospita Ecomondo, la fiera del ballo e se o anche Comunione e Liberazione. Proprio perché intende promuovere un’idea di turismo che non sia una cesura con la linearità della vita, ma sfrutti i desideri e le diverse identità.

Noi con la Pink Parade e le nostre relazioni sociali siamo direttamente all’interno della Notte Rosa, sarebbe folle esserne antagonisti e sarebbe miope non costruire un dibattito sull’uso del territorio e non attraversarla con la nostra gioia per rivendicare di entrare in possesso di quella ricchezza che abbiamo prodotto.

Durante la Notte Rosa, e le stagioni estive in genere, si producono e si vendono tre “tipologie di merci”:territorio, immaginari e servizi a basso costo.

Territorio: La spiaggia.

Il luogo centrale della Riviera è la spiaggia. La proprietà di essa si è delineata nella dialettica fra Stato e le differenti associazioni dei bagnini. In alcuni casi, in particolare per i bagni più blasonati, abbiamo osservato una gestione privatistica ed un controllo severo nei confronti dei cittadini-non- clienti. La repressione della locale polizia locale, inoltre, si è scagliata contro turisti considerati rei di criticare la gestione del bagnasciuga. Vi è, come noto, una carenza strutturale di spiagge libere, ben inferiore al 20% previsto per legge. Alla luce delle diverse prese di posizioni in merito alla spiaggia libera adiacente al porto di Rimini, si deve cogliere l’occasione di porre al centro del dibattito il tema del Bene Comune, per sviluppare la critica alla proprietà Statale e alla gestione privatistica.

Migranti. Confini e sconfinamenti

Con una nuova soggettività meticcia come Riminesi Globali contro il razzismo si è cercato di elaborare, proporre, costruire nuovi percorsi relativi al meticciamento della nostra comunità e territorio e al superamento di cui confini visibili e invisibili che sono intorno ai fratelli e alle sorelle migranti. Sono state realizzate tre manifestazioni nel corso dell’ultimo anno (compreso il 1 marzo sciopero migrante); si sono costruiti presidi ed interventi pubblici intorno al tema della sanatoria truffa ( regolarizzazione di colf e badanti); si è valorizzato ed agito un percorso di soggettivizzazione in cui insieme si è respinto il razzismo diffuso di matrice politica e culturale e allo stesso tempo parlato linguaggi nuovi. Si sono denunciate forme, più o meno radicate, di sfruttamento della forza lavoro migrante e si è parlato in generale di come la condizione di irregolarità forzata, prodotta dalle normative sull’immigrazione, produca a sua volta un ulteriore sedimentazione di diritti negati e violati. Tutto interno a questo discorso c’è la questione, per noi di estrema importanza, legata alla repressione e violenza agita sui tanti venditori ambulanti, persone prima ancora che “abusivi” su cui si scaricano i costi di questo sistema economico e su cui è più facile praticare percorsi stereotipati intorno al tema dell’illegalità. Ci domandiamo come mai a Rimini si convoca un tavolo per l’ordine pubblico e la sicurezza sul cosiddetto “abusivismo commerciale” e non sullo sfruttamento e riduzione in schivitù dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali. Anche loro sono parte della Notte Rosa.

Produzione di immaginari vendibili.

La produzione culturale ed artistica all’interno della Notte Rosa ci interroga su cosa si stia vendendo e chi abbia prodotto tale merce. La conoscenza è per natura collettiva, proprio perché non vi è un produttore unico. I cortometraggi sulla Raffaella Carrà, i dj che mettono musica in spazi autonomi ed i fotografi tutti insieme hanno prodotto pezzi innovativi di comunicazione, d’immaginario e di relazioni sociali, ma in pochissimi sono stati pagati per questo lavoro. La Pink Parade potrebbe essere un passaggio per ragionare sulla produzione del marchio della Notte Rosa e della Riviera Romagnola, in genere, e della sua vendita, proprio per chiederci chi abbia contribuito a produrlo e chi ne abbia tratto un profitto? Vi sono settori di produzione culturale geograficamente prossimi a tale evento.

In questi giorni si sta lavorando per realizzare il Festival «Santarcangelo dei Teatri», i tagli di spesa che sono stati inflitti non determinano in modo meccanico la diminuzione del lavoro artistico, bensì l’incremento degli stage, delle prestazioni volontarie e di tutte le diverse tipologie di attività a titolo gratuito. Anche l’insegnamento dell’italiano a stranieri presso la Casa della Pace è sotto attacco: esso non è retribuito, anche se ha una valenza di ausilio alla produzione di servizi nel distretto del turismo.

Nel dopoguerra la CGIL promosse una pratica conflittuale che fu denominata «sciopero alla rovescia» in cui disoccupati in modo autonomo decidevano di svolgere dei lavori (sistemare strade e fossi) e poi pretendevano del reddito dai Comuni. Non è forse una dinamica conflittuale che potrebbe dialogare con dj, videomakers, attori e la loro necessità di reddito all’interno della Notte Rosa?

Crisi e Sfruttamento del lavoro.

L’inchiesta pubblicata sul settimanale «L’espresso» ha aperto il dibattito sulle condizioni di lavoro para-schiavistico diffuso grazie alla tradizione e alla consuetudine, evadendo la contrattualistica nazionale. I presidii dei lavoratori stagionali davanti all’Hotel Mosè di Torre Pedrera (settembre 2009) e al K2 di Cesenatico (giugno 2010) ci mostrano un nuovo modello imprenditoriale che sperimenta forme nuove di sfruttamento: giungendo a non retribuire i propri dipendenti e facendo leva sul rischio di sottrarre agli stagionali, lavoro ed alloggio nel medesimo tempo. Avendo attraversato tali dinamiche proponiamo di inserire un termine estraneo alla narrazione mainstream della Riviera romagnola: povertà. Lavorare nel turismo richiede di esser impeccabili dal punto di vista estetico, ma al medesimo tempo accettare di lavorare per 4 euro all’ora o 12 ore al giorno è razionalmente possibile solo se si è poveri, e bisognosi di soldi nel breve periodo. E’ necessario iniziare a sostenere che il modello del turismo riminese si regge sulla povertà, e sulla sua riproduzione attraverso elargizione di salari da fame, o con il mancato pagamento di essi.

La crisi, inoltre, è ristrutturazione dei profitti, e spostamenti di denaro. Nel nostro caso specifico, le cifre comunicate dalle categorie di settore hanno attestato un incremento delle entrate dalla stagione 2008 al 2009. Questo è chiaramente una contraddizione rispetto ai discorsi fatti ad alcune stagionali: «c’è la crisi ti taglio il salario». La crisi è globale e strutturale, ma le categorie imprenditoriali del turismo romagnolo stanno avendo risultati in controtendenza rispetto ad altri settori dell’economia, per cui la crisi è spesso utilizzata per accrescere il ricatto verso diversi lavoratori ed abbassare le loro retribuzioni, dato che la consuetudine comporta il mercanteggiamento della paga.

Porteremo la nostra gioia per la costruzione del Bene Comune, contro la cupezza del controllo sociale e la violenza dello sfruttamento.

Noi saremo nella Notte Rosa. Siamo nel lavoro della talpa, saremo nella spiaggia liberata e nella festa collettiva.

Laboratorio sociale Paz e tutte le realtà e reti che stanno costruendo con noi questa iniziativa

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