Rimini / E ora l’hotel Mosè rischia lo sgombero


Il Comune ha ordinato la sospensione dell’attività perchè la struttura non è sicura, ma i gestori non l’hanno rispettata. E’ ancora irrisolta, intanto, la questione degli stipendi arretrati.

30 agosto 2010 - 19:55

Grazie alla protesta dei lavoratori nei giorni di Ferragosto, è venuto alla luce cosa si nasconde dietro l’insegna dell’hotel Mosè di Torre Pedrera (e presumibilmente di molte altre strutture disseminate lungo la riviera romagnola). Al punto che il Comune di Rimini, visto che nell’albergo mancavano perfino le condizioni di sicurezza, ha ordinato una sospensione per 90 giorni dell’attività ricettiva. Alle 12 di oggi l’hotel Mose’ avrebbe dovuto essere “chiuso”, ma visto che i gestori non hanno intenzione di andarsene di propria iniziativa l’amministrazione ha concesso 72 ore e poi si procederà allo sgombero (impegnandosi ad accollarsi le spese di traferimento dei turisti presenti in altre strutture della zona). Il Comune, inoltre, ha denunciato amministratore unico della societa’ Business Travel srl, Thomas Cavalli, che gestisce l’hotel (collegato al tour operator Costa Romagna).

Intanto, resta irrisolta la vicenda dei lavoratori migranti senza stipendio, tornati oggi a farsi vedere fuori dal Mosè. “Gli stipendi arretrati? L’ultimo acconto ci e’ arrivato in giugno, 250 euro. Dopodiche’, zero assoluto”, racconta qualcuno dei dipendenti interessati.

>  Nell’ambito del progetto inCassati!, promosso da Vag61 in collaborazione con Zic, prosegue la rubrica che raccoglie esperienze di resistenza e di lotta portate avanti dai lavoratori colpiti dalla crisi.

La redazione di Zeroincondotta

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