Rimini, appello per il Paz: “Non confondiamo le vittime con i carnefici”


Una trentina di riminesi sono i primi firmatari di un appello diffuso per chiedere pubblicamente chiarimenti alle autorità dopo i recenti provvedimenti ai danni degli attivisti del Paz.

09 marzo 2010 - 18:20

Nelle scorse ore nella nostra città sono accaduti fatti che ci portano a chiedere pubblicamente un chiarimento alle autorità competenti.

Alcuni giovani attivisti del laboratorio sociale Paz, militanti politici ma anche persone impegnate da anni sul territorio per promuovere il rispetto della dignità sociale e civile delle persone più deboli e marginali, sono stati sottoposti ad una serie di provvedimenti di polizia a nostro avviso eccessivi e non giustificati.

Le loro abitazioni sono state perquisite e loro sono stati sottoposti ad interrogatori in questura sulla base di accuse che a noi appaiono davvero poco sostenibili. La cosa che ci preoccupa maggiormente è che tali fatti seguono di pochi giorni la colorata e gioiosa manifestazione in difesa dei
diritti dei migranti che ha attraversato le vie del nostro centro cittadino e di cui gli attivisti del Paz sono stati attivi promotori insieme ad altre associazioni e gruppi politici della città.

Se non adeguatamente motivati tali fatti potrebbero infatti apparire come una sorta di ritorsione verso le attività che il laboratorio ha da sempre promosso in difesa delle soggettività più deboli (ma ahimè anche per certi versi più scomode). E questo, inutile aggiungerlo, sarebbe davvero grave per la nostra democrazia.

Le attività che il laboratorio sociale Paz ha promosso attraverso le sue esperienze associative sono tutte caratterizzate da grande senso di responsabilità, impegno, competenza e raro senso del sacrificio.

Inoltre il laboratorio si è fatto da sempre promotore di eventi culturali di alto livello, ottenendo ottimi riscontri in termini di partecipazione e pubblico.
Le loro attività di impegno sociale sono state così rilevanti e per certi versi scomode che recentemente alcune persone appartenenti a gruppi di ispirazione neofascista hanno progettato di mettere in atto gravissime violenze nei loro confronti, azioni che sono state, fortunatamente, individuate e fermate dalla polizia prima della loro messa in opera.

La questione della legalità è un tema molto delicato, prima di essere così superficialmente strumentalizzato e soggetto ad interpretazioni mediatiche così poco serie dovrebbe essere davvero meglio considerato. La legalità attiene certo all´ambito formale (non può farne a meno) ma è anche e in primo luogo lo strumento per la difesa e il rispetto dei diritti civili e sociali di tutte le persone, e in primis dei più deboli.

Non confondiamo le vittime con i carnefici.

Federico Chicchi
Marcello Ceccarelli
Giacomo Pacassoni
Giovanni Grandi
Michele Maldini
Stefania Ferri
Giovanni Ceccarelli
Sergio Valentini
Michele Marziani
Alfio Fiori
Ermes Vitali
Valeria Mensurati
Simona Dell´Aquila
Davide Nardi
Maurizio Carbone
Massimo Spaggiari
Gloria Lisi
Vittorio Buldrini
Alessandro Latini
Gabriele Rodriguez
Daniele Bianchi
Eugenio Pari
Luca Santarelli
Minicucci Valerio
Daniele Maggioli

> Per aderire all´appello: riminilabs@yahoo.it

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