Rieditato “La controrivoluzione preventiva” di Luigi Fabbri


L’Assemblea Antifascista Permanente annuncia la nuova edizione del “Saggio di un anarchico sul fascismo” pubblicato nel 1922, dove si racconta di come la “rossa” bologna divenne roccaforte dei fascisti e della reazione

05 gennaio 2010 - 11:20

A cura dell’Assemblea Antifascista Permanente è appena uscita la riedizione della Controrivoluzione preventiva di Luigi Fabbri, pubblicata nel 1922 con il sottotitolo editoriale “Saggio di un anarchico sul Fascismo” e riproposta ora con un’ampia introduzione. Va da sé che crediamo sia un libro importante anche per capire il nostro presente. Chi volesse acquistare il libro, può farlo rivolgendosi direttamente all’editore: ZERO IN CONDOTTA, Casella Postale 17127 – Milano 67, 20128 Milano, via e-mail: zic at zeroincondotta punto org, oppure zeroinc at tin punto it, o telefonando al 3771455118.  Coperte le spese, i proventi saranno impiegati per attività antifasciste. Questa intanto è la IV di copertina:

Nel 1922 Luigi Fabbri compiva quarantacinque anni, era maestro elementare a Corticella in provincia di Bologna e militante anarchico da oltre vent’anni e, per questo, aveva subìto intimidazioni e bastonature da parte dei fascisti. La sua riflessione sul fascismo è anzitutto quella di un testimone che ha visto una città «rossa» come Bologna diventare, nel volgere di pochi mesi, una roccaforte e anzi la «culla» del fascismo e della reazione antiproletaria.

Dinanzi a un fenomeno nuovo e difficile da interpretare, la Controrivoluzione preventiva delineava il formarsi di una cultura reazionaria di massa promossa dallo Stato e dalla borghesia «con la triplice azione combinata della violenza illegale fascista, della repressione legale governativa e della pressione economica derivante dalla disoccupazione». Per Fabbri si trattava di mostrare i «coefficienti» e i «fattori» che collegavano lo squadrismo ai nuovi assetti repressivi del potere statale, politico, culturale ed economico: le violenze fasciste non erano un fenomeno isolato o episodico, ma una funzione fondamentale di quella «controrivoluzione preventiva» attraverso cui la borghesia aggrediva le conquiste operaie e disciplinava la società.

Nonostante alla fine del 1922 i fascisti distruggessero le copie ancora invendute del libro, la tesi di quel saggio, riproposto ora a cura dell’Assemblea Antifascista Permanente di Bologna, ebbe fin da subito larghissima risonanza e contribuì al formarsi in Europa di una coscienza antifascista rivoluzionaria: il concetto di «controrivoluzione preventiva» attraversa infatti per intero la storia intellettuale del Novecento fino a Marcuse e Debord e può fornirci ancora oggi una chiave di lettura degli avvenimenti attuali.

Nato a Fabriano il 22 dicembre 1877, Luigi Fabbri è stato uno dei più attivi militanti anarchici del primo Novecento, in stretto collegamento con Errico Malatesta e i principali esponenti dell’anarchismo internazionale. Redattore con Pietro Gori dell’importante rivista «Il Pensiero», fu autore di numerose pubblicazioni di analisi e di propaganda oltreché di significativi contributi alla vita organizzativa dell’Unione Anarchica Italiana. Nel 1925 egli sarà uno dei tre maestri elementari a rifiutare il giuramento di fedeltà al regime di Mussolini e, in seguito a ciò, prenderà la via dell’esilio, prima a Parigi e poi a Montevideo, ove darà vita alla rivista «Studi sociali». Morirà nel 1935

(dal blog dell’Assemblea Antifascista Permanente)

> Ascolta la registrazione di “Catilina parla”, reading di alcuni passi del libro, il 25 aprile 2009 a Vag61

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