Reggio Emilia / Migliaia di euro per permessi-miraggio, trecento migranti truffati


Falsi datori di lavoro presentavano domande di regolarizzazione non valide in cambio di ingenti cifre di denaro. Lo rende noto il ‘Comitato No Pacchetto Sicurezza’, che teme «un’altra Rosarno»

08 giugno 2010 - 21:08

Una cinquantina di truffatori italiani, nel reggiano, hanno raggirato circa trecento migranti, estorcendo fino a quindicimila euro (con un tariffario che variava a seconda dell’etnia) con il miraggio di un permesso di soggiorno. Mentre la sanatoria per colf e badanti consentiva a un datore di lavoro di presentare uno o due richieste di regolarizzazione, infatti, costoro ne inviavano fino a trenta, sfruttando familiari e altri prestanome. Le pratiche venivano tuttavia bloccate dagli uffici della Questura che si rendevano conto dell’anomalia, e i migranti restavano irregolari e perdevano i soldi.

Negano tutto i falsi datori di lavoro, persone già note alle forze dell’ordine  per piccole truffe ma probabilmente estranee alla criminalità organizzata.

A denunciare tutto ciò il comitato “No pacchetto sicurezza” di Reggio Emilia e Rifondazione Comunista. Il Comitato sta valutando l’ipotesi di intraprendere una battaglia legale, costituendosi eventualmente parte civile a favore degli immigrati. Ma, spiega la portavoce Amabile Carretti, “non è semplice: i truffati sono infatti clandestini, e quindi difficilmente entrano in contatto con chi fa le indagini per evidenti motivi. Non vorremmo- prosegue Carretti- che si verificasse un’altra Rosarno, perchè teniamo presente che gli immigrati conoscono nomi e indirizzi di chi aveva promesso di regolarizzarli”

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