Rdb lancia lo sciopero dei dipendenti comunali il 29 novembre


Prosegue la lotta dei dipendenti comunali alle prese con i tagli decisi dal Commissario. Il 15 ottobre assemblea pubblica sugli asili nido e le scuole materne gestite dal Comune.

12 ottobre 2010 - 18:11

Dopo l’assemblea tenutasi ieri sera, il sindacato di base ha annunciato una giornata di mobilitazione e di sciopero dei dipendenti comunali per protestare contro i tagli  previsti dal Commissario Cancellieri. Dopo la manifetsazione del 29 settembre scorso l’Rdb rilancia la mobilitazione e assicura che da qui al 29 novembre, data dello sciopero, ci saranno altre iniziative. Già venerdì 15  ottobre infatti il settore scuola ha organizzato un’assemblea pubblica,  invitando i genitori dei bambini che frequentano i nidi e le materne comunali, tra i settori più colpiti dai tagli, per ” spiegare le cose come stanno e metterli in guardia dalle conseguenze che il taglio di 20 milioni di euro al bilancio avra’ sulle loro tasche” dice Vilma Fabbiani.

Ma non c’e’ solo questo. L’idea dell’assemblea pubblica arriva anche dopo una lettera, datata 1 ottobre, che il commissario Anna Maria Cancellieri ha inviato a tutti i genitori. “Prima di tutto nessuno ci ha informato di questa lettera e non e’ stato molto elegante- attacca un’educatrice di nome Lorella- in secondo luogo Cancellieri scrive ai genitori di stare tranquilli a dispetto delle notizie di stampa e di quello che si dice in giro, come a screditare quello che abbiamo sostenuto. E’ un tentativo ditranquillizzare i genitori, dicendo loro che non ci saranno tagli ai servizi educativi e che per ora non e’ stata presa alcuna decisione, eppure allo stesso tempo ci sono le parole ‘adeguamento tariffario’ e di ‘riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi”.

“La verita’- incalza un’educatrice precaria di nome Daniela- e’ che dietro quella che Cancellieri chiama ‘riorganizzazione’ si celano tutte le prerogative che garantiscono la qualita’ dei servizi educativi comunali, a partire dal sistema delle sostituzioni per malattia, che e’ stato rivoluzionato in modo assurdo, e dal rapporto tra numero di bambini ed educatori, che si vuole portare da 1 a 6 ad 1 a 7 per il nido e da 1 a 25 ad 1 a 28 per le materne”. In pratica, spiega Fabbiani, da settembre e’ stato “fissato un limite minimo di 30 giorni di malattia per inviare una supplente. L’anno scorso era di 12 giorni. Se non c’e’ una prescrizione medica di 30 giorni, il quartiere non manda la supplente e ogni mattina le educatrici del nido devono fare la conta di bambini e insegnanti e, se serve, chiedere qualcuno. Capitano anche spostamenti di nido in nido.”

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