Quella storia non si è mai interrotta


Trentaquattro anni fa un carabiniere uccideva Francesco Lorusso, studente di medicina e militante di Lotta Continua. Venerdì molte le iniziative in città per non dimenticarlo.

08 marzo 2011 - 12:14

Sono passati 34 anni dall’11 marzo 1977, dall’assassinio di Francesco Lorusso da parte dei carabinieri, ma quella data continua a rimanere nel cuore di tanti compagni e di tante persone.

Come ogni anno, alla mattina, alle 10, l’appuntamento è in via Mascarella con deposizione di fiori e un momento di ricordo davanti alla lapide, nel luogo dove Francesco morì.
Alle 11 e15, verranno portati dei fiori al monumento di Francesco, al Giardino Francesco Lorusso (entrata da via Berti 2/2)

Alla mattina, l’associazione culturale Y’art Project, di cui fanno parte studenti di almeno quattro nazionalità diverse, che ha sede in via Mascarella 37, organizza, in collaborazione con il Centro di Documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani”, una mostra fotografica sul movimento del ’77.

Per le ore 15 del pomeriggio, l’ASSOCIAZIONE FRANCESCO LORUSSO organizza il convegno
LA PAROLA SCRITTA / VERITA’RESISTENTI – VERSO GENOVA
Presso l’Aula B dell’Università, in via Belmeloro 14. Al convegno parteciperà Haidi Giuliani e si discuterà delle iniziative per le giornate di Genova 2011 (per il decennale dell’omicidio di Carlo Giuliani).

Alle ore 17.00, sempre nell’Aula B di terrà l’incontro
Il 77 memoria/cultura/conflitto
nel racconto di: Francesco Guccini, Valerio Evangelisti, Claudio Lolli e Stefano Tassinari

Alle ore 18, presso la LIBRERIA IRNERIO, di via Irnerio 27, ricordando Francesco Lorusso, Rosaria Emilia Nunziata presenterà il libro
“SONO QUI, NON E’ PER CASO…
(edizioni Fortepiano).
Alla presentazione parteciperà Stefano Saviotti, uno dei fondatori di Radio Alice.
Il libro parla di due ragazzi di Napoli che decidono di lasciarsi alle spalle la periferia napoletana e di partire alla volta di Bologna. E’ l’estate del 1976 e ai due giovani sembra di essere sbarcati al centro del mondo. Ma da lì a poco si troveranno a vivere uno dei momenti più complessi della storia del nostro paese: il movimento del ’77.

Infine, per la serata

“NON ERANO SGUARDI PIEGATI”
11 MARZO: UNA CANZONE PER FRANCESCO

Venerdì 11 marzo ’11, dalle ore 19,30
A Vag 61, via Paolo Fabbri 110, Bologna

Reading-concerto, video, mostre fotografiche

Ore 19,30 mostra sul movimento ’77, con foto di Enrico Scuro e Camera Chiara

Ore 20.15 cena di autofinanziamento per il sito del Centro di documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani”

Ore 21,15 proiezione del video “Le giornate di marzo”

Ore 21,30 Reading-concerto

– Elio Perrone, accompagnato dalla chitarra di Ettore Lupidi, reciterà una poesia di Roberto Roversi, dedicata a Francesco Lorusso
– Mavi Gianni recita una poesia visiva di Gilberto Centi (“…arriveranno gli ultimi, antagonisti del nostro tempo e senza confini anagrafici di riconoscimento…”)
STEFANO TASSINARI leggerà brani sul movimento del ‘77
HAIDI GIULIANI sarà della serata

Suoneranno e canteranno:

AlmaØClan: un gruppo di giovani musicisti, composto da due voci, una chitarra, un violino e percussioni, che proporrà un repertorio di canzoni partigiane e di lotta.

BALOTTA CONTINUA: si definiscono una “ska cover band, militante, resistente, antifascista… a prescindere!” (voce, trombone, sax contralto, chitarra, basso e batteria), ma soprattutto cantano e suonano perchè sono convinti che “NON C’È LOTTA SENZA (la) BALOTTA!”.

TINELLO BAND feat. STEFANO SAVIOTTI: il gruppo musicale della Compagnia del Tinello, proporrà canzoni di rivolte urbane, una jacquerie musicale che vedrà la partecipazione di Stefano Saviotti, con la sua “In un antico palazzo”. La canzone fu scritta nel carcere di San Giovanni in Monte e venne cantata in pubblico una sola volta, durante il concerto in piazza dell’Unità per il convegno contro la repressione del settembre 1977. La band che allora lo accompagnò era il mitico Centro d’Urlo Metropolitano, diventato famoso per “Mamma dammi la benza”.
Per la serata la Tinello Band presenterà una canzone inedita dedicata a Francesco Lorusso (“11 marzo, per Francesco”). Il brano è liberamente tratto da un testo della poetessa Carla Castelli.
Chiara, una delle voci della Tinello Band, nel marzo ’77 aveva due mesi e mezzo, ma quelle giornate della rivolta bolognese hanno segnato la sua vita: “Mi piace molto il ritornello della canzone per Francesco “No, non erano sguardi piegati… Dava forza la forza dei sogni… Quella storia non si è mai interrotta… Continuiamo compagni la lotta”. Dice con la retorica “positiva” della musica che ricordare non è un esercizio di nostalgia. Che commemorare non è un modo laico per creare martiri e santi. Ricordare è raccontare… E il migliore, il più semplice, il più diretto dei linguaggi è la musica. Il filo che lega passato e presente, il linguaggio comune tra le generazioni. I componenti del nostro gruppo ne sono un calzante esempio.
Questo è il modo che abbiamo scelto per ricordare Francesco, e le lotte di quegli anni. Per non dimenticare e soprattutto per continuare… “quella storia non si è mai interrotta, continuiamo compagni la lotta!””

ECCOLO IL “PROGRAMMA MINIMO”
Non crediamo che siano sufficienti le decine di riviste, giornali, volantini, le centinaia di foto che abbiamo “archiviato” in questi anni al primo piano di Vag61 per ricucire il caro filo rosso della memoria che tanto piaceva alla sinistra, a cavallo tra gli anni ’60 e i primi ’70. Del resto, il movimento del ’77 non aveva mai voluto saperne di “padri”, di “fratelli maggiori”, di “tradizioni storiche”, di “esperienze comuni”. Aveva lasciato giusto una piccola nicchia agli inguaribili nostalgici che, anche allora, dibattevano, con orgogliosi sensi di appartenenza, sugli album di famiglia del movimento comunista o sugli alberi genealogici della tradizione marxista.
All’interno degli immensi “serpentoni” o dei “grandi draghi” multicolori, aveva avuto più fortuna chi si dilettava a teorizzare la rottura con il passato o la distruzione della linearità e l’interruzione della continuità, dell’insieme “passato-presente-futuro”.

Nessuno se lo ricorderà più, ma il Movimento del Settantasette elaborò una sua originale “riforma istituzionale”, proponendo una rettifica essenziale della carta costituzionale: “La Repubblica Italiana è una repubblica fondata sulla fine del lavoro salariato”.

C’era anche un programma minimo:
– Riduzione generale del tempo di lavoro salariato nel corso della vita. E non rinvio dell’età pensionistica a centocinquant’anni.
– Libera circolazione delle idee, delle tecnologie e delle sostanze psicoattive. E non proibizionismo e carcere per chi fa quello che gli pare con il suo proprio corpo.
– Comporsi e ricomporsi della comunità (o della singolarità) desiderante, libera circolazione del piacere e rispetto della sofferenza. E non santificazione della “zombie-famiglia”.
– Proliferazione di circuiti connettivi di comunicazione orizzontale. E non potere del danaro e della pubblicità sulla comunicazione.
– Nomadismo virtuale e fisico, abolizione di ogni barriera nazionale al libero movimento degli uomini e delle donne.

C’è qualcuno ancora su questa lunghezza d’onda,
o saremo costretti aspettare il 2017?

“Chi in questo paese non ha desiderato l’insurrezione, è un’anima morta che nulla ha vissuto delle passioni della storia”. (da un volantino del 1977)

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