Primo marzo: «Basta silenzio, basta ricatti!»


Da Bartleby e Utopia l’appello a studenti e precari: «costruire un grande spezzone che ci veda al fianco dei migranti uniti nel chiedere uno sciopero generale ora, nuovi diritti di cittadinanza per tutti e tutte subito»

24 febbraio 2011 - 14:59

1 MARZO 2011
Ore 15,30
TUTT@ IN PIAZZA DEL NETTUNO!

BASTA SILENZIO, BASTA RICATTI!

Il primo marzo 2010, a seguito della rivolta di Rosarno, centinaia di migliaia di persone in tutta Italia hanno riempito le piazze per ribadire, senza se e senza ma, il netto rifiuto del razzismo come forma di governo e l’assoluta contrarietà a leggi vergognose come il “pacchetto sicurezza”, la Bossi-Fini e, non ultima, la Turco-Napolitano che istituisce i centri di identificazione ed espulsione dei migranti irregolari, teatri di sistematiche violenze e violazioni a danno dei migranti che vi sono reclusi.
A un anno di distanza da quella grande iniziativa non si può dire che la condizione dei migranti in questo paese sia migliorata, tutt’altro. Abbiamo visto in questi mesi, i migranti sulla gru a brescia o sulla torre di milano,
contro l’ennesima sanatoria truffa. Abbiamo assistito all’ennesimo decreto flussi farlocco che lega la permanenza di molti migranti in questo paese ad un click con cui inviare la domanda di regolarizzazione, una procedura che ha escluso tre migranti su quattro dalla possibilità di avere un permesso di soggiorno e di uscire dalla clandestinità.

E che dire, di tutti quei giovani che nati e cresciuti in Italia ancora non si vedono riconoscere la condizione giuridica di cittadini, che subiscono quotidianamente discriminazioni e un accesso ai diritti per metà come se fosse normale o accettabile che esistano cittadini di serie a e di serie b.
E come se non bastasse, ci tocca vedere in questi giorni, che a fronte degli ultimi consistenti sbarchi di migranti sulle coste di Lampedusa, l’unica risposta politica che questo governo sa dare è invocare “l’emergenza
clandestini” per giustificare rimpatri forzati, continue violazioni del diritto d’asilo e una vergonosa collaborazione politica con regimi autoritari e repressivi come quello di Gheddafi in Libia.
Lo stesso regime che sta uccidendo e provando in ogni modo a far tacere migliaia di persone in lotta per la democrazia.
E’ bene ricordare che, nonostante la Libia sia un paese che non ha mai ratificato qualsivoglia trattato internazionale di tutela dei diritti umani, un paese dove tortura e deportazioni sono all’ordine del giorno, il governo italiano ha siglato con quello libico un intero accordo di cooperazione economica e di “gestione congiunta della frontiera mediterranea a contrasto dell’immigrazione irregolare”, espressione che nella pratica dei fatti significa il finanziamento di centri di detenzione permanente in Libia, i respingimenti in mare, la deportazione di migliaia di migranti nel deserto fra la Libia e l’Algeria.
Di fronte a tutto questo non è sufficiente indignarsi!
Anche quest’anno, il primo marzo, raccogliamo l’invito a costruire una grande giornata di mobilitazione e di lotta al fianco dei migranti per reclamare giustizia sociale, diritti e dignità.
E lo facciamo non tanto e non solo per spirito di solidarietà verso i migranti ma come student* e precari* che per tutto l’inverno hanno riempito le piazze di questo paese per opporsi alla dismissione dell’università, alla riforma gelmini, all’orizzonte di precarietà entro il quale vogliono costringere le nostre vite.

Saremo in quella piazza perchè pensiamo che le lotte o sono di tanti o niente. Perchè crediamo che, seppure a partire da livelli differenti di sfruttamento e pracarietà, esista un terreno comune delle lotte che dobbiamo cominciare a costruire.
Per tutto l’inverno abbiamo visto gli operai della fiom in lotta, i migranti occupare gru e tetti contro la sanatoria truffa, gli studenti bloccare il paese contro la riforma gelmini e la precarietà, la presa di parola collettiva di pezzi diversi di società accomunati dal fatto di vivere quotidianamente sulla propria pelle la violenza e il ricatto che questa gestione politica della crisi prova ad imporci.
Ecco comporre queste lotte è la sfida che ci attende.
Per questo crediamo che la piazza del primo marzo sia allo stesso tempo la piazza di una parzialità, i migranti, che reclama diritti ma anche la piazza nella quale molte lotte possano incontrarsi, andare oltre se stesse, ibridarsi, intrecciare esperienze e percorsi politici diversi ma complementari.
Come ci stanno insegnando le rivolte in tunisia, maghreb, egitto, libia, la lotta per la democrazia e per i diritti non è appannaggio di nessuno ma sogno di tanti, passione virale, contagiosa, commovente.
Per questo, il primo marzo, invitiamo student* e precar* a costruire un grande spezzone che ci veda al fianco dei migranti uniti nel chiedere uno sciopero generale ora, nuovi diritti di cittadinanza per tutti e tutte subito!

BARTLEBY SPAZIO AUTOGESTITO
COLLETTIVO STUDENTI MEDI UTOPIA

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