Prima aggredita poi deportata


Ancora violenza e deportazione su una donna nigeriana condannata a morte nel suo paese per essersi difesa da uno stupro. Scappata in Italia dove subisce un’altra violenza viene rinchiusa nel Cie di Bologna per essere rimpatriata. Da Infoaut

22 luglio 2010 - 11:33

(Da Infoaut)

Dopo il caso di Joy ed Hellen un nuovo caso di violenza ed espulsione sul corpo di una donna migrante. Faith Ayworo è una ragazza nigeriana di 23 anni venuta in Italia per sfuggire a una condanna a morte. Quando era in Nigeria un uomo aveva cercato di violentarla, lei di era difesa uccidendo il suo aggressore. Per questo è stata processata e condannata a morte.

In Italia però ha subito un’altra violenza, da parte di un altro uomo nigeriano nel suo appartamento. I vicini hanno chiamato la Polizia e gli agenti hanno trasformato la vittima in criminale. Dopo aver identificato la giovane donna e aver verificato che su di lei pendevano due decreti di espulsione non ottemperati l’hanno rinchiusa nel Cie di via Mattei a Bologna. Questo è quello che ha riferito il suo avvocato Alessandro Vitale che ha cercato invano di ottenere un permesso di soggiorno per motivi di giustizia.

Faith ne avrebbe diritto per testimoniare contro lo stupratore, ma se i tempi della giustizia sono lunghi, quelli della deportazione sono stati zelanti ed efficienti. Quando questa mattina il suo avvocato è finalmente riuscito a raccogliere tutti i documenti e presentare anche la richiesta di asilo politico, gli agenti l’avevano già portata via per rimpatriarla.

Il suo compagno riferisce che l’ultima volta che è riuscita a sentire la ragazza era già all’areoporto di Fiumicino, pronta per essere imbarcata sul primo aereo per la Nigeria. I suoi legali stanno cercando di mobilitare tutte le istituzioni per bloccare la partenza forzata, ma ogni ora che passa le speranze sono più flebili. “Finchè la ragazza si trova sul territorio italiano, io credo che l’Italia commetta un crimine internazionale a lasciarla andare nel proprio paese dove all’arrivo l’attende l’impiccagione” – ha detto l’avvocato Vitale.

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