Presidio sotto le due torri per Joy


La vicenda della migrante che aveva denunciato un tentato stupro nel Cie di Via Corelli arriva ad un punto critico. Oggi presidio sotto Le Due Torri alle 17h.

17 marzo 2010 - 02:32

E’ stata traferita nelle scorse ore da Modena al CIE di Ponte Galeria, a Roma: Joy, la ragazza nigeriana che aveva denunciato un tentativo di stupro già nel CIE di Via Corelli a Milano, sta per essere espulsa.

Giusto due giorni fa, l’ambasciata nigeriana aveva fatto visita al centro di Ponte Galeria per effettuare un riconoscimento che, secondo la prassi, è gia un ottimo indizio verso l’imminente espulsione.

Il trasferimento nell’istituto romano è da intendersi come il secondo indizio, in una vicenda che ha sofferto il silenzio e l’omertà più totale in primis da parte degli organi di Polizia che sono stati chiamati ad indagare dopo la denuncia esposta dalla giovane ragazza contro l’ispettore Giovanni Adesso, di stanza al tempo in Via Corelli.

Già c’erano state preoccupanti manovre volte da un lato “a far perdere le traccie delle detenute”, dall’altro, di conseguenza, a spezzare la catena di solidarietà che è nata attorno a questo caso.

La rete “NoiNonSiamoComplici“, da subito a fianco delle detenute che hanno deciso di denunciare e sostenere questa battaglia, invita pertanto ad un presidio oggi sotto le Due Torri, alle ore 17 (già rimbalzato nelle maglie del Web), per non lasciare che l’impunità e l’abuso, oltre che una manifesta inumanità, restino ancora sotto silenzio.

d.g.

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> Audio

Ascolta l’intervista a Joy dal Cie di Ponte Galeria realizzata da Radiocane

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> Comunicato

Di seguito il comunicato di NoiNonSiamoComplici (l’originale qui)

Ieri Joy è stata trasferita dal Cie di Modena a quello di Ponte Galeria.
Sappiamo bene cosa significa questo: che entro un paio di giorni la vogliono espellere.

Pare che proprio ieri a Ponte Galeria sia entrato qualcuno ll’ambasciata nigeriana per fare i riconoscimenti di una decina di nigeriane – tra cui anche Hellen, testimone del tentato stupro – azione che prelude sempre all’espulsione a brevissimo termine.
Dunque le voci che giravano riguardo alle pressioni della questura di Milano perché Joy venisse espulsa – nonostante avesse intrapreso un percorso per ottenere l’articolo 18 come vittima di tratta – sono confermate.
Non è bastato alla questura di Milano ‘far sparire’, nella notte fra l’11 e il 12 febbraio, le cinque ragazze dalle carceri in cui erano rinchiuse per riportarle nei Cie. Pur di proteggere Vittorio Addesso, i suoi colleghi sono disposti ad agire nelle maniere più vili.

La storia di Joy ci dimostra come gli apparati repressivi e di controllo dello Stato esigano soprattutto che i ricatti sessuali che ogni donna e trans subisce dentro i Cie rimangano taciuti.

La forza che hanno dimostrato Hellen e Joy fa paura, perché è la forza che smaschera la verità di quello che accade dentro le mura di quei lager per migranti. Gli aguzzini che li controllano stanno facendo di tutto per impedire che questo precedente apra un varco o una breccia in quelle mura.

E che nessuno/a ci venga più a dire che in Italia ci sono leggi contro la violenza sessuale e lo stalking e che è necessario denunciare. Chiunque, da oggi in poi, ancora lo pensa si ricordi bene questo: le forze dell’ordine hanno licenza di stuprare anche grazie alle coperture di cui godono e di un apparato istituzionale connivente.

Ci troverete dappertutto, più che mai inferocite e schifate dalla vostra miseria e dalla vostra viltà!

NESSUNA PACE PER CHI STUPRA E MOLESTA LE DONNE, TANTO PIU’ SE LO FA FORTE DELLA DIVISA CHE INDOSSA E DELLE CONNIVENZE DI CUI GODE!!!

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