Presidio in Questura contro la nuova sanatoria truffa [foto]


Questa mattina decine di migranti sotto la Questura. Il primo appuntamento di un mese di iniziative per denunciare i reali effetti di questa operazione che rischia di replicare gli errori e gli inganni del 2009.

15 settembre 2012 - 15:45

In occasione dell’entrata in vigore della sanatoria 2012, decine di persone, in maggioranza migranti hanno dato vita ad un presidio sotto la Questura lanciato dall’USB Migranti.  Nel volantino distribuito durante il presidio si denunciano le truffe contenute in questo provvedimento a discapito dei cittadini migranti. In particolare per quanto riguardal’onerosità della regolarizzazione, con il versamento di 1.000 euro che non verrà restituito in caso di esito negativo della domanda, e la rigidità nei requisiti, che esclude da questa regolarizzazione un consistente numero di migranti.

“E’ inconcepibile continuare a far gravare la crisi sulle fasce piu’ deboli della societa’- continuano dal sindacato- ed e’ ancor piu’ grave cercare di risanare le casse dello stato con un vero e proprio furto a scapito di chi vive una situazione di emarginazione perche’ clandestino”, e “paga per regolarizzare la propria posizione, senza poi vedersi riconoscere nessun tipo di provvedimento che sani quella condizione di illegalita’”.

Inoltre ricorda il sindacato “i cittadini stranieri che gia’ sono stati vittime della ‘truffa’ operata dallo Stato, con la sanatoria del 2009, e che dopo aver versato ingenti somme di denaro per ottenere la regolarizzazione, non si sono mai visti riconoscere nessun tipo di permesso di soggiorno”.

Come nel 2009, anche la sanatoria di quest’anno sembra essere l’ennesimo fallimento delle politiche sull’immigrazione ed il presidio di questa mattina è stato il primo appuntamento di una serie di iniziative che manterranno alta l’attenzione sui ricatti e gli abusi contenuti in questa sanatoria e  dureranno per tutto “il periodo previsto per la presentazione della domanda di emersione”.

> Foto:


Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati