Precari della scuola: “Tempo di mazzate, bisogna costruire iniziative di lotta”


Nel decreto sulla spending review una norma per cui gran parte dei precari della scuola si ritroverà senza ferie fruite nè retribuite. “E altri provvedinemti ammazza-precari sono al vaglio del Governo”, avverte il Coordinamento bolognese.

05 agosto 2012 - 15:26

E’ quasi fatta: addio ferie retribuite per i precari temporanei e al 30 giugno

Estate, tempo di mazzate per i precari della scuola

In attesa del fantomatico concorso, nel pieno degli esami-beffa per l’accesso al TFA, arriva l’ennesimo colpo basso dal governo. Il D.L. 6 luglio 2012 n.95 (il famigerato decreto di Spending Review, in corso di approvazione alle camere) prevede “che le ferie, i riposi e i permessi spettanti al personale siano obbligatoriamente fruiti e non diano luogo in alcun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi. Detto disposto si applica anche al personale scolastico, sia con contratto a tempo indeterminato che determinato”(art.5 comm.8). Come noto, un anno di servizio dà diritto a circa una mensilità di ferie di cui il personale scolastico di ruolo e precario al 31 agosto fruisce nei mesi di luglio e agosto. Ai supplenti temporanei e fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), i giorni di ferie vengono retribuiti in quanto non fruibili nei mesi estivi per termine di contratto. Se il DL passerà così com’è (emendamenti correttivi in questo senso sono stati bocciati dal governo), gran parte dei precari della scuola si troverà senza ferie fruite né tantomeno pagate. E il Ministero dell’Economia ha provveduto a bloccare i pagamenti, nell’ipotesi che questo provvedimento sia approvato retroattivamente, dunque già per i contratti 2011/2012.

Alcune considerazioni:

1- ILLEGITTIMITA’. Questa norma si scontra non solo con quanto stabilito nel Contratto Nazionale (art. 19 comma 2 “le ferie del personale assunto a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato. Qualora la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato sia tale da non consentire la fruizione delle ferie maturate, le stesse saranno liquidate al termine dell´anno scolastico e comunque dell´ultimo contratto stipulato nel corso dell´anno scolastico”), ma anche e soprattutto nella Costituzione italiana che all’art.36 recita: “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.”

2- INIQUITA’ Il provvedimento è uno dei tanti della Spending Review che tocca pesantemente la scuola pubblica (ricordiamo anche quelli su docenti inidonei, docenti in esubero, tecnici di laboratorio, accorpamenti di istituti etc.) e, nell’ambito del personale scolastico, ancora una volta va a colpire economicamente la fascia più debole e meno tutelata dal mondo sindacale: i supplenti temporanei e al 30 giugno.

3- NON COLLABORAZIONE Quello che ci dobbiamo aspettare è che le istituzioni scolastiche, per evitare probabili risvolti legali, “spingano” i precari a fruire dei 30 giorni di ferie tra Natale, Pasqua e la seconda metà di giugno (per chi non ha esami): ricordiamo che il CCNN dice anche che “la fruizione delle ferie nei periodi di sospensione delle lezioni nel corso dell´anno scolastico non è obbligatoria”e che si può quindi non collaborare allo scempio.

4- OPPOSIZIONE Se si è arrivati a questo punto è perché la gran parte del personale scolastico, a cominciare dai precari, ha subito a testa bassa senza mai opporsi davanti ad una progressiva perdita di diritti. E altri provvedimenti ammazza-precari, dal concorso al DDL Aprea, sono al vaglio del Governo. Invitiamo tutti quindi a contattarci e a costruire insieme le prossime iniziative di lotta per il prossimo settembre.

Coordinamento Precari Scuola Bologna



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