Poliziotti arrestati, Tpo: “Mele marce? Albero infetto”


Il centro sociale commenta gli “inquietanti avvenimenti” degli ultimi giorni aderendo al presidio convocato oggi, sotto la Prefettura, per chiedere l’immediato rilascio del permesso di soggiorno ai migranti fuggiti dalla Libia.

15 marzo 2012 - 15:04

Ma quali mele marce, è l’albero che è infetto!
Piantiamo i semi di diritti e dignità

Come attiviste e attivisti del centro sociale Tpo abbiamo deciso di essere in piazza giovedì 15 Marzo alle ore 17 con i migranti fuggiti dalla guerra in Libia, per chiedere che venga loro concesso l´immediato rilascio del permesso per motivi umanitari. Crediamo nella libertà di ognun@ di scegliere della propria esistenza e del proprio futuro ed è per questo che riteniamo inconcepibile che queste persone siano state forzate a richiedere un permesso di asilo che difficilmente verrà mai concesso. Questo le consegnerà ad un sicuro futuro di clandestinità ed illegalità.

Gli inquietanti avvenimenti [12] legati all´abuso di potere da parte delle forze dell´ordine, che in questi giorni hanno sollevato l´attenzione mediatica, sono la più tragica e preoccupante espressione di una vergognosa lacuna nella tutela dei diritti e della democrazia nel nostro Paese fino ad arrivare all’abuso sessuale nei confronti delle donne migranti, soggetto sempre più  ricattabile attraverso il corpo e la sessualità.
La questione viene liquidata con i soliti riferimenti alle stranote “mele marce”, senza la minima assunzione di responsabilità da parte dei vertici della Questura e della Prefettura e dello stesso Ministero dell´Interno.

Per noi questi episodi sono solo la punta di un pericolosissimo enorme iceberg di odio e repressione, che passa dai respingimenti ai CIE, dalla criminalizzazione delle lotte per i beni comuni fino alla militarizzazione ed agli arresti in Val Susa.
Riteniamo inaccettabili le scelte di questo e dei precedenti governi in materia di immigrazione, lavoro, welfare, istruzione, ambiente e mobilità.

Riteniamo vergognoso che i veri responsabili delle violenze non siano stati sollevati dagli incarichi, ma addirittura continuino a far parte della catena di comando di questo Paese.

Tutto questo è quindi il frutto di un intero albero malato e non di poche mele marce.
Per questo siamo convinti, ora come sempre, che i semi sani della dignità, dei diritti e dei beni comuni possano sradicare le piante malate colpevoli di accanirsi contro le scelte democratiche e condivise di un popolo.

Restiamo Umani.

C.S. Tpo

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Diritto di scelta e permesso subito per tutti i migranti fuggiti dalla Libia!

Giovedì 15 marzo ore 17

Piazza Roosvelt Bologna, sotto alla Prefettura

Lo scorso anno sono arrivati in Italia 25 mila donne e uomini provenienti dalla Libia. Sono fuggiti perché la guerra contro il regime di Gheddafi ha reso la loro vita impossibile: sia chi ha perso il lavoro e ha visto la sua vita in pericolo, sia chi minacciato dalle forze anti-regime perché considerato mercenario, sia chi costretto a imbarcarsi dalle milizie governative. Arrivati a Lampedusa sono stati imbarcati nelle navi-Cie e poi smistati dalla Protezione Civile in vari centri/campi di accoglienza e di fatto costretti a fare richiesta di asilo.

Ancora oggi, a quasi un anno di distanza, non conoscono il loro destino, e restano parcheggiati in strutture come Prati di Caprara, Villa Aldini o Milliario.

Provengono dalla Libia ma sono originari di altri paesi, Ghana, Mali, Nigeria, Pakistan, Bangladesh…

Le commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale non potranno concedere loro lo status di rifugiati se saranno considerate solo le loro storie nel paese d’origine e non anche le cause di fuga dalla guerra in Libia. Il diniego della richiesta per asilo – che il Ministro Maroni aveva preannunciato per circa il 70% di loro – li consegnerà alla clandestinità e allo sfruttamento.

Per questo con la campagna “Diritto di scelta” abbiamo chiesto che sia riconosciuto il loro diritto di scegliere dove vivere, di restare nel paese in cui si sono rifugiati, attraverso il rilascio di un permesso per motivi umanitari che garantisca loro la permanenza regolare e degna nel nostro paese.

Diversamente, sarebbero abbandonati alla clandestinità, imprigionati nella spirale irregolarità-sfruttamento-repressione. Crediamo che eliminare i diritti di alcuni significhi eliminare i diritti di tutti ed e’ per questo che la loro sfida e’ anche la nostra, quella per il diritto di scegliere del proprio futuro.

Giovedì 15 marzo alle ore 17 saremo insieme a loro, sotto alla Prefettura in Piazza Roosvelt, per chiedere al Prefetto di Bologna che trasmetta al Ministero dell’Interno la richiesta di rilasciare da subito un permesso di soggiorno affinché possa essere restituita dignità a queste persone, fuggite per salvarsi da una guerra che il nostro paese ha condotto.

Invitiamo cittadine/i, operatori delle cooperative che gestiscono le strutture, associazioni, collettivi, enti locali e tutti i firmatari della campagna Diritto di scelta, a sostenere la loro richiesta, partecipando al presidio

Per il diritto di scelta

Per il rilascio dei permessi umanitari

Per la fine dei respingimenti

Per una nuova carta dell’accoglienza

Sportello Migranti TPO, Scuola di Italiano con i Migranti Kalima, Rete Welcome

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