Poliambulatorio Pilastro: c’è ancora il rischio di chiusura


Quattrocentocinquanta cittadini hanno firmato una petizione per chiedere la continuazione delle attività socio-sanitarie presenti nel territorio.

23 settembre 2012 - 16:02

Zero in condotta ha già parlato del caso altre volte e, in ogni occasione, gli articoli sono stati utili a bloccare la chiusura del servizio. Stiamo parlando del Poliambulatorio del Pilastro che, per l’assistenza ai minori, rappresenta un punto di riferimento importante per l’intero quartiere San Donato e non solo. Ogni volta che la cessazione delle attività veniva paventata, i cittadini e gli operatori si sono mobilitati e le loro proteste sono servite a bloccare tutto. Questa volta, però, l’allarme per la chiusura pare più serio del solito, si parla che entro tre mesi il servizio cesserà la sua attività.

A causa dei tagli che sono stati fatti nel settore sanitario, l’Asl ha previsto un accorpamento dei servizi, spostando quelli offerti dal Poliambulatorio Pilastro (che verrebbe così chiuso) al Poliambulatorio Chersich. Tra le motivazioni si parla di un risparmio sulle utenze di luce, riscaldamento e telefono. I locali del Pilastro, attualmente in uso gratuito, verrebbero riconsegnati al Quartiere.

E’ bene dire per l’ennesima volta che il Poliambulatorio Pilastro, oltre al classico servizio informativo sull’organizzazione dei servizi sanitari e sociali, offre un servizio pediatrico, un servizio di medicina scolastica, un servizio di logopedia rivolto all’infanzia, un servizio di riabilitazione per minori, un servizio di neuropsichiatra infantile e un servizio ostetrico. Sono tutte prestazioni che chi risiede nel territorio non vuole assolutamente perdere.

Per questo già prima che venisse paventata, per l’ennesima volta, la chiusura del Poliambulatorio, i cittadini e gli operatori si sono attivati per una raccolta firme che ha raggiunto le 450 sottoscrizioni. La petizione chiede di migliorare e potenziare i servizi offerti, a dimostrazione della loro utilità. Si chiede il tempo pieno per il servizio di pediatria, si parla della necessità di una nuova logopedista dell’età evolutiva, in sostituzione di quella che si è trasferita. Si domanda, inoltre, una nuova psicologa dell’età evolutiva per sostituire quella che è andata in pensione. Si rivendica il servizio ostetrico a tempo pieno (attualmente presente solo un giorno alla settimana, ritenuto insufficiente per la notevole richiesta di prestazioni e consulenze ) con l’eventuale inserimento di un ginecologo. Infine, viene richiesto il mantenimento del servizio sociale per i minori e del servizio educativo scolastico.

Per i cittadini non va poi sottovalutato il rischio che la chiusura del Poliambulatorio possa rendere il quartiere ancora di più un “ghetto”. Non dando risposte alle domande sociali aumenta la marginalizzazione di una larga fascia della popolazione.

Nei prossimi giorni la mobilitazione è destinata ad arrivare anche in Consiglio comunale.

Per essere chiari, il problema non riguarda il futuro lavorativo del personale sanitario, dato che verrà ricollocato. Sono i residenti del Pilastro che vogliono che il Poliambulatorio continui a vivere.

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