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		<title>Rimini / Una guida per i lavoratori stagionali contro lo &#8220;schiavismo legalizzato&#8221; [audio+video]</title>
		<link>http://www.zic.it/rimini-una-guida-per-i-lavoratori-stagionali-contro-lo-schiavismo-legalizzato-audiovideo/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 12:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione-zeroincondotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e precarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[Il pdf della guida realizzata dall'associazione Rumori Sinistri, gli audio e il video della conferenza stampa di presentazione. Uno strumento per aiutare ad "intravedere percorsi futuri e collettivi di rivendicazione dei propri diritti".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8221;associazione Rumori Sinistri di Rimini una guida informativa rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori stagionali della Riviera, realizzata in collaborazione con il Progetto Melting Pot. &#8220;La diffusione della guida informativa e l&#8217;attività d&#8217;inchiesta dello sportello stagionali aprono scenari nuovi di denuncia nel meccanismo di gestione del pacchetto turistico &#8216;tutto compreso&#8217;, smaschera l&#8217;omertà di chi in tutti questi anni ha venduto prodotti e servizi sfruttando il personale e dichiarando al fisco solo un decimo di quello prodotto procurando un &#8216;buco nero&#8217; all&#8217;erario pari a 5 milioni di euro&#8221;. Continua anche l&#8217;attività del blog <a href="http://www.schiavinriviera.it/">Schiavinriviera</a>, che si propone di informare tutti i lavoratori del settore turistico sui propri reali diritti, con nuovi post in lingua rumena.</p>
<p><strong>&gt; Leggi la presentazione della guida [<a href="http://www.zic.it/wp-content/uploads/guida_informativa.pdf">pdf</a>]:</strong></p>
<p><a href="http://www.zic.it/wp-content/uploads/gui.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-10848" title="gui" src="http://www.zic.it/wp-content/uploads/gui.bmp" alt="gui" width="238" height="344" /></a>Questa pubblicazione nasce da un lavoro “sotterraneo”.<br />
Un lavoro che si muove dal rifiuto dello sfruttamento non solo come modalità che caratterizza il lavoro stagionale dell’industria turistica romagnola, ma lo sfruttamento inteso anche come indifferenza, omertà, <em>poteri forti, isolamento,</em> tutti aspetti che circondano i tanti lavoratori e lavoratrici stagionali che mantengono in piedi questo modello economico <em>“all inclusive”</em>.<br />
E’ un lavoro che nasce dal basso e che crea rete, mette insieme cioè sensibilità diverse, attraverso l’incontro di alcuni lavoratori stagionali italiani e romeni, dei volontari dell’Ass. Rumori Sinistri e degli attivisti del Laboratorio Sociale Paz che per primi hanno intuito – nell’estate del 2008 &#8211; la necessità di un intervento su questo tema.<br />
Un intervento che necessitava di conoscere dapprima il fenomeno dello sfruttamento del lavoro stagionale, attraverso un’inchiesta condotta, esattamente, nell’estate del 2008 dagli attivisti del Laboratorio sociale Paz e poi, successivamente, la messa in rete e la realizzazione di servizi informativi di supporto ai lavoratori e alle lavoratrici stagionali, attraverso lo Sportello attivo dalla fine del maggio 2009 a Cesenatico durante i mercati serali e lo Sportello migranti che da tre anni e mezzo gestisce l’associazione Rumori sinistri a Rimini. Lavoro informativo e di servizio confluito in questa pubblicazione.<br />
Da questo lavoro, semplice eppur complesso, è nata l’idea di concretizzare questo manualetto che sicuramente non è esaustivo, ma che rappresenta nel silenzio omertoso che accompagna lo <em>schiavismo legalizzato</em> l’idea, l’ipotesi di un intervento sociale e di sindacalismo autorganizzato in forme nuove, come nuove sono le soggettività che fanno parte di questa forma particolare di “lavoro”.</p>
<p>Nelle ipotesi iniziali, perché il sogno è quello che accompagna un’idea bella, c’è un po’ la riflessione che, seppur parziale, questo manualetto possa essere un valido strumento di promozione di <em>nuove forme di organizzazione della forza lavoro stagionale</em>, forme di organizzazione che possano <em>autorappresentarsi in forme di sciopero diffuso e spontaneo</em> e di rottura dei meccanismi che regolano lo sfruttamento stesso, anche attraverso la frammentazione delle relazioni fra gli stessi e le stesse lavoratrici stagionali, il ricatto e la subordinazione ai <em>datori di lavoro</em> e alle categorie che li rappresentano ma anche per la provenienza geografica e la nazionalità degli stessi lavoratori e delle stesse lavoratrici.</p>
<p>Per queste ragioni questa guida tiene conto anche del fatto che tantissime persone occupate nelle imprese turistiche romagnole sono cittadini comunitari provenienti dalla Romania e che, come erroneamente si pensa, il loro accettare stipendi minori degli italiani non è altro che l’effetto dello stesso ricatto di cui sono succubi gli stagionali italiani, ricatto rinforzato da  un ulteriore riduzione dei già labili ed inesistenti diritti proprio per la propria provenienza geografica. La stessa cosa accadeva, un decennio fa, con gli stagionali meridionali.<br />
Per queste ragioni questa guida tiene conto anche del fatto che i lavoratori e le lavoratrici stagionali, restando nei territori in cui da anni vivono e lavorano, <em>resistono</em> alla crisi e all&#8217;estensione della condizione del precariato moderno che diviene forma di vita. Resistono in modo per dir così “elementare” (nell&#8217;estate 2009/10 si sono date le prime forme di presidio/sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici fuori dagli alberghi o la campagna del comitato schiavi in Riviera con i manifesti “Servono schiavi”), affermando il proprio diritto a restare contro condizioni, quelle imposte dal capitale finanziario e del settore turistico, che si fanno sempre più dure.<br />
Una resistenza elementare, certamente, ma elementare è anche la resistenza del mondo intero contro la crisi economica, contro l&#8217;attacco alla libertà di movimento, alle migrazioni, alla violenza sul pianeta terra e alle sue risorse per conto di quello stesso capitale e di quella stessa logica di sottrazione della ricchezza comune a beneficio di pochi che tutti produciamo. Per la prima volta, però, si intravede una <em>“politicità”</em> di questa nuova forma di resistenza da parte dei lavoratori e lavoratrici stagionali, perché finalmente inizia ad esprimersi in forme pubbliche, attraverso scioperi e manifestazioni in strada, fuori dagli uffici sindacali o degli ispettorati, fuori dai meccanismi individuali delle singole vertenzialità.<br />
Noi, ma non solo, dobbiamo avere la capacità di saper leggere nella materialità quotidiana dei comportamenti e delle pratiche degli sfruttati e delle sfruttate &#8211; anche in un settore così marginalmente esterno all&#8217;intervento politico/militante dell&#8217;associazionismo e dei movimenti come quello del lavoro stagionale &#8211; non solo le forme di adeguamento e contrattazione con l’esistente, con il capitale finanziario, ma anche e sopratutto la tensione a sottrarsi ai suoi diktat e a sabotarne le logiche.<br />
È per questa ragione la guida che segue è particolarmente preziosa perché produce una conoscenza a favore degli sfruttati e delle sfruttate aiutandoli ad intravedere percorsi futuri e collettivi di rivendicazione dei propri diritti&#8230;<br />
Una guida informativa… un sasso nell’acqua, certo. Ma <em>un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso</em>, ed è proprio a questo presente che ci piace pensare di non volersi arrendere.</p>
<p><strong>&gt; Ascolta gli audio tratti dalla conferenza stampa:</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>&gt; Guarda il video della conferenza stampa (dal <a href="http://associazionerumorisinistri.blogspot.com/" target="_blank">sito</a> di Rumori Sinistri):</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="285" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/HyxfEyUpzcU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="285" src="http://www.youtube.com/v/HyxfEyUpzcU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>&gt;  Nell’ambito del progetto <a href="../nasce-incassati/">inCassati!</a>,       promosso da Vag61 in collaborazione con Zic, prosegue la rubrica   che     raccoglie esperienze di resistenza e di lotta portate avanti dai       lavoratori colpiti dalla crisi.</strong></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>La  redazione di Zeroincondotta</strong></em></p>

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		<itunes:summary>Dall''associazione Rumori Sinistri di Rimini una guida informativa rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori stagionali della Riviera, realizzata in collaborazione con il Progetto Melting Pot. "La diffusione della guida informativa e l'attività d'inchiesta dello sportello stagionali aprono scenari nuovi di denuncia nel meccanismo di gestione del pacchetto turistico 'tutto compreso', smaschera l'omertà di chi in tutti questi anni ha venduto prodotti e servizi sfruttando il personale e dichiarando al fisco solo un decimo di quello prodotto procurando un 'buco nero' all'erario pari a 5 milioni di euro". Continua anche l'attività del blog Schiavinriviera, che si propone di informare tutti i lavoratori del settore turistico sui propri reali diritti, con nuovi post in lingua rumena.

&#62; Leggi la presentazione della guida [pdf]:

Questa pubblicazione nasce da un lavoro “sotterraneo”.
Un lavoro che si muove dal rifiuto dello sfruttamento non solo come modalità che caratterizza il lavoro stagionale dell’industria turistica romagnola, ma lo sfruttamento inteso anche come indifferenza, omertà, poteri forti, isolamento, tutti aspetti che circondano i tanti lavoratori e lavoratrici stagionali che mantengono in piedi questo modello economico “all inclusive”.
E’ un lavoro che nasce dal basso e che crea rete, mette insieme cioè sensibilità diverse, attraverso l’incontro di alcuni lavoratori stagionali italiani e romeni, dei volontari dell’Ass. Rumori Sinistri e degli attivisti del Laboratorio Sociale Paz che per primi hanno intuito – nell’estate del 2008 - la necessità di un intervento su questo tema.
Un intervento che necessitava di conoscere dapprima il fenomeno dello sfruttamento del lavoro stagionale, attraverso un’inchiesta condotta, esattamente, nell’estate del 2008 dagli attivisti del Laboratorio sociale Paz e poi, successivamente, la messa in rete e la realizzazione di servizi informativi di supporto ai lavoratori e alle lavoratrici stagionali, attraverso lo Sportello attivo dalla fine del maggio 2009 a Cesenatico durante i mercati serali e lo Sportello migranti che da tre anni e mezzo gestisce l’associazione Rumori sinistri a Rimini. Lavoro informativo e di servizio confluito in questa pubblicazione.
Da questo lavoro, semplice eppur complesso, è nata l’idea di concretizzare questo manualetto che sicuramente non è esaustivo, ma che rappresenta nel silenzio omertoso che accompagna lo schiavismo legalizzato l’idea, l’ipotesi di un intervento sociale e di sindacalismo autorganizzato in forme nuove, come nuove sono le soggettività che fanno parte di questa forma particolare di “lavoro”.

Nelle ipotesi iniziali, perché il sogno è quello che accompagna un’idea bella, c’è un po’ la riflessione che, seppur parziale, questo manualetto possa essere un valido strumento di promozione di nuove forme di organizzazione della forza lavoro stagionale, forme di organizzazione che possano autorappresentarsi in forme di sciopero diffuso e spontaneo e di rottura dei meccanismi che regolano lo sfruttamento stesso, anche attraverso la frammentazione delle relazioni fra gli stessi e le stesse lavoratrici stagionali, il ricatto e la subordinazione ai datori di lavoro e alle categorie che li rappresentano ma anche per la provenienza geografica e la nazionalità degli stessi lavoratori e delle stesse lavoratrici.

Per queste ragioni questa guida tiene conto anche del fatto che tantissime persone occupate nelle imprese turistiche romagnole sono cittadini comunitari provenienti dalla Romania e che, come erroneamente si pensa, il loro accettare stipendi minori degli italiani non è altro che l’effetto dello stesso ricatto di cui sono succubi gli stagionali italiani, ricatto rinforzato da  un ulteriore riduzione dei già labili ed inesistenti diritti proprio per la propria provenienza geografica. La stessa cosa accadeva, un decennio fa, con gli stagionali meridionali.
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		<title>Per un&#8217;altra Hera, &#8220;L&#8217;azienda non ha nessun interesse a fare la raccolta differenziata&#8221; [audio]</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 17:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione-zeroincondotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conferenza stampa questa mattina dei promotori di "Per un'altra Hera", per spiegare le ragioni della campagna in difesa dei beni comuni e contro le scelte dall'azienda. Venerdì 11 giugno assemblea pubblica in Piazza Rossini alle 21. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la campagna lanciata da numerose realtà cittadine contro la privatizzazione dei beni comuni e le modalità di gestione dei servizi affidati a Hera. L&#8217;azienda, infatti, come tante altre in Italia è passata da municipalizzata a società per azioni, quotata in borsa e quindi più attenta ai dividendi e ai profitti degli azionisti che alla qualità del servizio e al contenimento dei costi delle tariffe, come hanno spiegato questa mattina in conferenza stampa gli organizzatori dellla campagna.</p>
<p>Nello specifico i promotori hanno sottolineato sia le continue esternalizzazioni, con pesanti ricadute sulle condizioni di lavoro e sulle tariffe, che l&#8217;azienda sta portando avanti, sia l&#8217;ostilità dell&#8217;azienda verso la raccolta dei rifiuti a domicilio che permette altissime percentuali di riciclaggio (anche dell&#8217;80%) ma sottrae a Hera gli introiti derivanti dallo smaltimento dei rifiuti tramite inceneritore, di cui è proprietaria. A tutto questo si aggiungono gli aumenti delle tariffe già annunciati per i prossimi anni e l&#8217;applicazione del Decreto Ronchi, approvato dal Governo lo scorso novembre, che prevede un&#8217;ulteriore privatizzazione nella gestione dell&#8217;acqua e degli altri beni comuni, obbligando le realtà locali, come i comuni, a vendere entro la fine del 2012 buona parte delle azioni in loro possesso. Ciò significa che entro due anni  la quota di partecipazione pubblica nelle società che gestiscono la risorsa idrica, come Hera, dovrà scendere sotto il 30%.</p>
<p>Venerdì 11 giugno in Piazza Rossini alle 21 è prevista un&#8217;assemblea pubblica, lanciata dai promotori della campagna dopo <a href="http://www.zic.it/blitz-in-provincia-contro-hera-e-laumento-delle-tariffe/">il blitz in Provincia </a>della scorsa settimana, a cui parteciperà anche l&#8217;Assessore provinciale all&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>&gt; Ascolta gli audio della conferenza stampa:</strong></p>
<p></p>

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</ul>

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		<title>Medioriente / Luppichini e Zani: «Più di nove i morti nell&#8217;assalto alla Freedom Flotilla» [video+audio]</title>
		<link>http://www.zic.it/medioriente-luppichini-e-zani-piu-di-nove-i-morti-nellassalto-alla-freedom-flotilla-videoaudio/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 21:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione-zeroincondotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla Cineteca e al Parco di via Togliatti a Bologna, le testimonianze dei videoreporter Manuel Zani e Manolo Luppichini, di ritorno da Israele dove erano stati incarcerati dopo l'assalto alle navi in acque internazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Le cifre ufficiali parlano di nove morti, ma dalle tesimonianze che abbiamo raccolto, temo che il conteggio sarà molto più alto.», spiega <strong>Manolo Luppichini</strong>. «In carcere, Gerry Campbell, un&#8217;infermiera australiana di 25 anni che prestava servizio nell&#8217;infermeria del navi marmara ha parlato di diciannove vittime passate sui tavoli operatori allestiti lì, ha parlato apertamente di &#8220;uno o più cadaveri passati in mare&#8221;, impossibili da verificare. Delle nove vittime dichiarate, otto sono turche e uno è un turco.americano. A fronte di una nave che ospitava persone di quaranta nazionalità diverse, risulta poco credibile che siano stati colpiti solo turchi.»</p>
<p>«Progettavamo un documentario sul viaggio della Flotilla, eravamo anche in contatto con alcune reti televisive», ha detto <strong>Manuel Zani:</strong> «In queste settimane c&#8217;è stato un tentativo ripettuto di tirare fuori vissuti privati, militanze individuali, per  togliere valore alle nostre testimonianze. E ai nostri girati&#8230; se non ce li avessero fregati. In effetti ci hanno portato via tutto»</p>
<p>Questi sono solo alcuni degli aspetti toccati nelle testimonianze dei  due mediattivisti a<a href="http://www.zic.it/freedom-flotilla-zani-e-luppichini-a-bologna/"> due iniziative</a> organizzate nell&#8217;ambito del Festival Sociale delle Culture Antifasciste, conclusosi stasera. Vi proponiamo le registrazioni, rese disponibili sull&#8217;<a href="http://media.fest-antifa.net/">archivio media</a> del<a href="http://2010.fest-antifa.net/"> sito del festival</a>.<br />
<strong><br />
INTERVENTI DI VENERDI&#8217; SERA<br />
ALLA CINETECA DI BOLOGNA:</strong></p>
<p><strong>Manuel Zani:</strong></p>
<p>parte 1</p>
<p><iframe title="testimonianza di manuel zani reduce dalla freedom flotilla 1 parte" src="http://arav.ventuordici.org/?path=ZmVzdC1hbnRpZmElMkYyMDEwJTJGY29tdW5pY2F6aW9uZV9lX21lZGlhJTJGaW50ZXJ2aXN0ZV9mcmVlZG9tX2Zsb3RpbGlhJTJGemFuaTEub2d2&amp;trans=cover" height="260" width="340"></iframe></p>
<p>parte 2</p>
<p><iframe title="testimonianza di manuel zani reduce dalla freedom flotilla 2 parte" src="http://arav.ventuordici.org/?path=ZmVzdC1hbnRpZmElMkYyMDEwJTJGY29tdW5pY2F6aW9uZV9lX21lZGlhJTJGaW50ZXJ2aXN0ZV9mcmVlZG9tX2Zsb3RpbGlhJTJGemFuaTIub2d2&amp;trans=cover" height="260" width="340"></iframe></p>
<p><strong>Manolo Luppichini</strong></p>
<p>parte 1</p>
<p><iframe title="Testimonianza di Manolo Luppichini reduce dalla Freedom Flotilla" src="http://arav.ventuordici.org/?path=ZmVzdC1hbnRpZmElMkYyMDEwJTJGY29tdW5pY2F6aW9uZV9lX21lZGlhJTJGaW50ZXJ2aXN0ZV9mcmVlZG9tX2Zsb3RpbGlhJTJGVGVzdGltb25pYW56YV9kaV9NYW5vbG9fTHVwcGljaGluaV9yZWR1Y2VfZGFsbGFfRnJlZWRvbV9GbG90aWxsYS5vZ3Y=&amp;trans=cover" height="260" width="340"></iframe></p>
<p>parte 2</p>
<p><iframe title="Testimonianza di Manolo Luppichini reduce dalla Freedom Flotilla parte 2" src="http://arav.ventuordici.org/?path=ZmVzdC1hbnRpZmElMkYyMDEwJTJGY29tdW5pY2F6aW9uZV9lX21lZGlhJTJGaW50ZXJ2aXN0ZV9mcmVlZG9tX2Zsb3RpbGlhJTJGVGVzdGltb25pYW56YV9kaV9NYW5vbG9fTHVwcGljaGluaV9yZWR1Y2VfZGFsbGFfRnJlZWRvbV9GbG90aWxsYV9wYXJ0ZV8yLm9ndg==&amp;trans=cover" height="260" width="340"></iframe></p>
<p>parte 3</p>
<p><iframe title="Testimonianza di Manolo Luppichini reduce dalla Freedom Flotilla parte 3" src="http://arav.ventuordici.org/?path=ZmVzdC1hbnRpZmElMkYyMDEwJTJGY29tdW5pY2F6aW9uZV9lX21lZGlhJTJGaW50ZXJ2aXN0ZV9mcmVlZG9tX2Zsb3RpbGlhJTJGVGVzdGltb25pYW56YV9kaV9NYW5vbG9fTHVwcGljaGluaV9yZWR1Y2VfZGFsbGFfRnJlZWRvbV9GbG90aWxsYV9wYXJ0ZV8zLm9ndg==&amp;trans=cover" height="260" width="340"></iframe></p>
<p><strong><strong>INTERVENTI DI SABATO POMERIGGIO<br />
AL FESTIVAL SOCIALE DELLE CULTURE ANTIFASCISTE:</strong></strong></p>
<p>- Manuel Zani e Manolo Luppichini al Fest-Antifa (parte I)</p>
<p><iframe title="Testimonianza circa la Freedom Flotilia - prima" src="http://arav.ventuordici.org/?path=ZmVzdC1hbnRpZmElMkYyMDEwJTJGY29tdW5pY2F6aW9uZV9lX21lZGlhJTJGaW50ZXJ2aXN0ZV9mcmVlZG9tX2Zsb3RpbGlhJTJGbmVra2FoX2VfYmxhY2tjYXQtZnJlZWRvbV9mbG90aWxpYTEub2dn&amp;trans=cover" height="120" width="400"></iframe></p>
<p>- Manuel Zani e Manolo Luppichini al Fest-Antifa (parte II)</p>
<p><iframe title="Testimonianze sui fatti della Freedom Flotilia - seconda" src="http://arav.ventuordici.org/?path=ZmVzdC1hbnRpZmElMkYyMDEwJTJGY29tdW5pY2F6aW9uZV9lX21lZGlhJTJGaW50ZXJ2aXN0ZV9mcmVlZG9tX2Zsb3RpbGlhJTJGbmVra2FoX2VfYmxhY2tjYXQtZnJlZWRvbV9mbG90aWxpYTMub2dn&amp;trans=cover" height="120" width="400"></iframe>
</p>
<p>- Intervento sulla campagna BDS:</p>
<p><iframe title="Intervento per la campagna BDS" src="http://arav.ventuordici.org/?path=ZmVzdC1hbnRpZmElMkYyMDEwJTJGY29tdW5pY2F6aW9uZV9lX21lZGlhJTJGaW50ZXJ2aXN0ZV9mcmVlZG9tX2Zsb3RpbGlhJTJGbmVra2FoX2VfYmxhY2tjYXQtZnJlZWRvbV9mbG90aWxpYTIub2dn&amp;trans=cover" height="120" width="400"></iframe></p>

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</ul>

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		<itunes:summary>«Le cifre ufficiali parlano di nove morti, ma dalle tesimonianze che abbiamo raccolto, temo che il conteggio sarà molto più alto.», spiega Manolo Luppichini. «In carcere, Gerry Campbell, un'infermiera australiana di 25 anni che prestava servizio nell'infermeria del navi marmara ha parlato di diciannove vittime passate sui tavoli operatori allestiti lì, ha parlato apertamente di "uno o più cadaveri passati in mare", impossibili da verificare. Delle nove vittime dichiarate, otto sono turche e uno è un turco.americano. A fronte di una nave che ospitava persone di quaranta nazionalità diverse, risulta poco credibile che siano stati colpiti solo turchi.»
«Progettavamo un documentario sul viaggio della Flotilla, eravamo anche in contatto con alcune reti televisive», ha detto Manuel Zani: «In queste settimane c'è stato un tentativo ripettuto di tirare fuori vissuti privati, militanze individuali, per  togliere valore alle nostre testimonianze. E ai nostri girati... se non ce li avessero fregati. In effetti ci hanno portato via tutto»
Questi sono solo alcuni degli aspetti toccati nelle testimonianze dei  due mediattivisti a due iniziative organizzate nell'ambito del Festival Sociale delle Culture Antifasciste, conclusosi stasera. Vi proponiamo le registrazioni, rese disponibili sull'archivio media del sito del festival.

INTERVENTI DI VENERDI' SERA
ALLA CINETECA DI BOLOGNA:
Manuel Zani:
parte 1

parte 2

Manolo Luppichini
parte 1

parte 2

parte 3

INTERVENTI DI SABATO POMERIGGIO
AL FESTIVAL SOCIALE DELLE CULTURE ANTIFASCISTE:

- Manuel Zani e Manolo Luppichini al Fest-Antifa (parte I)

- Manuel Zani e Manolo Luppichini al Fest-Antifa (parte II)


- Intervento sulla campagna BDS:

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		<itunes:keywords>Guerre e conflitti, Magazic, Podcast</itunes:keywords>
		<itunes:author>Zic.it</itunes:author>
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		<title>Medioriente / Arrigoni da Gaza: &#8220;La Rachel Corrie a 100 miglia, la aspettiamo&#8221; [audio]</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 00:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione-zeroincondotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La registrazione del collegamento con Vittorio Arrigoni da Gaza, al Vag61 di Bologna, venerdì 4 giugno'010 alle 21,15: "Mezz'ora fa siamo riusciti a contattare la Rachel Corrie, si trova a 100 miglia dalla costa". ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;attacco israeliano alla <a href="http://www.zic.it/medioriente-israele-attacca-la-freedom-flottilla-manifestazioni-in-tutta-italia/">Freedom Flotilla</a> un&#8217;altra nave, la Rachel Corrie, naviga verso Gaza. Ascolta la voce di Vittorio Arrigoni, in collegamento da Gaza con il <a href="http://vag61.noblogs.org/post/2010/06/03/basta-con-il-silenzio-end-the-siege-on-gaza">Vag61</a> di Bologna: &#8220;Mezz&#8217;ora fa siamo riusciti a contattare la Rachel Corrie, si trova a 100 miglia dalla costa e non è stata ancora intercettata, la aspettiamo&#8221;.</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/arrigoni.mp3"><strong></strong><br />
</a></p>
<p><a href="http://www.zic.it/wp-content/uploads/arrigoni.mp3"><br />
</a></p>

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		<itunes:summary>Dopo l'attacco israeliano alla Freedom Flotilla un'altra nave, la Rachel Corrie, naviga verso Gaza. Ascolta la voce di Vittorio Arrigoni, in collegamento da Gaza con il Vag61 di Bologna: "Mezz'ora fa siamo riusciti a contattare la Rachel Corrie, si trova a 100 miglia dalla costa e non è stata ancora intercettata, la aspettiamo".





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		<itunes:keywords>Guerre e conflitti, Magazic, Podcast</itunes:keywords>
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		<title>Milano, oltre centomila alla decima Mayday</title>
		<link>http://www.zic.it/milano-e-partita-la-decima-mayday/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 15:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione-zeroincondotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e precarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo quanto riferiscono gli organizzatori del corteo del precariato sociale in lotta. Sfilano almeno cinquanta carri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>(<a href="http://www.radiondadurto.org/agenzia/2010-05-01-15-56_red_coll-1-mayday-zamp.mp3">lancio delle 15.56 dell&#8217;agenzia di Radio Onda d&#8217;Urto</a></em></strong><em> &#8211; </em><em>alcuni diritti riservati</em><strong><em>)</em></strong></p>
<p>Migliaia di persone, tir, carri allegorici, furgoncini, sono partiti da piazza XXIV Maggio per la manifestazione &#8220;May day Parade&#8221; che compie 10 anni, e a cui prendono parte centri sociali, la sinistra alternativa, sindacati di base, ma sopratutto migliaia di giovani, lavoratori, migranti: l&#8217;espressione del lavoro precario e senza diritti. Il corteo attraverserà il centro di Milano per giungere a Largo Cairoli, di fronte al Castello Sforzesco. I temi della festa del Primo maggio sono di rivendicazioni significative per il mondo del lavoro: diritto reddito, forme di sostegno a tutti lavoratori in crisi e lavoratori precari l&#8217;abolizione del pacchetto Treu e della &#8220;legge Biagi&#8221;, un welfare metropolitano cio che ricomprenda tutti i residenti del territorio e il superamento della flessibilità e della precarietà, e diritto di cittadinanza per tutti e tutte. Tra i manifestanti molti appartengono ad aziende in crisi coma la Novaceta, la Maflow, la Metalli Preziosi e tante altre realtà industriali della regione. Ci sono anche i lavoratori della Scala e i precari della scuola.</p>
<p></p>

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</ul>

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		<title>Messico, il sangue scorre di nuovo a Oaxaca</title>
		<link>http://www.zic.it/messico-il-sangue-scorre-di-nuovo-a-oaxaca/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 10:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione-zeroincondotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerre e conflitti]]></category>
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		<description><![CDATA[Paramilitari aggrediscono carovana di osservatori dei diritti umani diretti a una comunità indigena autonoma. Almeno due morti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa testimonianza di Claudio Albertani, attivista e scrittore italiano da anni in Messico, ci è pervenuta tramite la <a href="http://www.tmcrew.org/lista.php">Tactical Media List</a>, attiva dal dicembre 1998</em></p>
<p>Il sangue scorre <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/2006_Oaxaca_protests">di nuovo</a> a Oaxaca. Ieri 27 aprile, un gruppo di paramilitari<br />
del gruppo armato Unión de Bienestar Social de la Región Triqui, UBISORT,<br />
hanno aggredito una carovana di osservatori dei diritti umani che si<br />
dirigeva alla comunità di San Juan Copala, comune di Santiago Juxtlahuaca,<br />
nella Sierra Mixteca, circa 150 kilometri a nordovest della città di Oaxaca.<br />
La UBISORT è affine al Partido Revolucionario Institucional, PRI, che<br />
governa questo stato situato 500 kilometri a sud di Città del Messico.<br />
L&#8217;aggressione è avvenuta presso la località LA SABANA, a circa un kilometro<br />
e mezzo da San Juan Copala. Vi sono almeno due morti ed un numero<br />
imprecisato di feriti e di desaparecidos.</p>
<p>San Juan Copala non un luogo qualsiasi. È un comune autonomo, sorto sulla<br />
scia delle lotte sociali della Asamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca,<br />
APPO ed è uno fra i tanti che le comunità indigene stanno costruendo in<br />
differenti parti del Messico per difendere i loro diritti e tradizioni.<br />
Negli anni scorsi, almeno dal 2006, ma anche da prima, San Juan Copala ha<br />
sofferto per una gran quantità di aggressioni da parte del governatore,<br />
Ulises Ruiz, tristemente celebre  come repressore e assassino.</p>
<p>San Juan Copala è quindi un comune in guerra. Una sporca guerra condotta<br />
dallo stato contra una popolazione inerme. Uno degli episodi più terribili<br />
risalgono a gennaio del 2008, quando furono imboscate ed assassinate Teresa<br />
Bautista e Felícitas Martínez, due giovani giornaliste della radio libera<br />
locale La voz que rompe el silencio, colpevoli di diffondere informazione<br />
alternativa e critica.</p>
<p>Nelle scorse settimane la situazione si era di nuovo inasprita per cui sorse<br />
l&#8217;iniziativa di organizzare una carovana di osservatori dei diritti umani.<br />
Tra gli organizzatori della carovana vi sono il gruppo VOCAL, Voces<br />
Oaxaqueñas Construyendo Autonomía y Libertad (nelle persone di Ruben<br />
Valencia y David Venegas, due fra i militanti più noti della APPO); CACTUS,<br />
Centro de Apoyo Comunitario Trabajando Unidos, la Red de Radios y<br />
comunicadores Indígenas del Sureste Mexicano e la Sezione 22 del sindacato<br />
dei maestri. Tra i partecipanti vi sono anche due giornalisti della rivista<br />
di opposizione Contralinea, Érika Ramírez e il fotografo David Cilia.</p>
<p>In questo momento San Juan Copala si trova in stato di assedio. Non vi è<br />
elettricità ed hanno tagliato l&#8217;acqua. Nessuno entra e nessuno esce. Le<br />
autorità statali non sono intervenute.  Ho i telefoni di Ruben Valencia e di<br />
David Venegas, ma non rispondono. Vi sono anche molti osservatori stranieri<br />
tra cui almeno un italiano, Davide Casinori. Non sono in grado di dire come<br />
stia e neppure come stiano gli altri partecipanti della carovana. Speriamo<br />
la situazione si chiarisca nelle prossime ore. Nel frattempo è importante<br />
moltiplicare le denunce presso consolati ed ambasciate.</p>
<p>Claudio Albertani, Città del Messico, 28 aprile, ore 10 (ora locale)</p>
<p><strong>&gt; Claudio Albertani è anche intervenuto telefonicamente giovedì scorso su Radio Onda d&#8217;Urto. Ascolta la registrazione</strong></p>
<p></p>

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		<itunes:subtitle>Questa testimonianza di Claudio Albertani, attivista e scrittore italiano da anni in Messico, ci è pervenuta tramite la Tactical Media List, attiva dal dicembre 1998

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		<itunes:summary>Questa testimonianza di Claudio Albertani, attivista e scrittore italiano da anni in Messico, ci è pervenuta tramite la Tactical Media List, attiva dal dicembre 1998

Il sangue scorre di nuovo a Oaxaca. Ieri 27 aprile, un gruppo di paramilitari
del gruppo armato Unión de Bienestar Social de la Región Triqui, UBISORT,
hanno aggredito una carovana di osservatori dei diritti umani che si
dirigeva alla comunità di San Juan Copala, comune di Santiago Juxtlahuaca,
nella Sierra Mixteca, circa 150 kilometri a nordovest della città di Oaxaca.
La UBISORT è affine al Partido Revolucionario Institucional, PRI, che
governa questo stato situato 500 kilometri a sud di Città del Messico.
L'aggressione è avvenuta presso la località LA SABANA, a circa un kilometro
e mezzo da San Juan Copala. Vi sono almeno due morti ed un numero
imprecisato di feriti e di desaparecidos.

San Juan Copala non un luogo qualsiasi. È un comune autonomo, sorto sulla
scia delle lotte sociali della Asamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca,
APPO ed è uno fra i tanti che le comunità indigene stanno costruendo in
differenti parti del Messico per difendere i loro diritti e tradizioni.
Negli anni scorsi, almeno dal 2006, ma anche da prima, San Juan Copala ha
sofferto per una gran quantità di aggressioni da parte del governatore,
Ulises Ruiz, tristemente celebre  come repressore e assassino.

San Juan Copala è quindi un comune in guerra. Una sporca guerra condotta
dallo stato contra una popolazione inerme. Uno degli episodi più terribili
risalgono a gennaio del 2008, quando furono imboscate ed assassinate Teresa
Bautista e Felícitas Martínez, due giovani giornaliste della radio libera
locale La voz que rompe el silencio, colpevoli di diffondere informazione
alternativa e critica.

Nelle scorse settimane la situazione si era di nuovo inasprita per cui sorse
l'iniziativa di organizzare una carovana di osservatori dei diritti umani.
Tra gli organizzatori della carovana vi sono il gruppo VOCAL, Voces
Oaxaqueñas Construyendo Autonomía y Libertad (nelle persone di Ruben
Valencia y David Venegas, due fra i militanti più noti della APPO); CACTUS,
Centro de Apoyo Comunitario Trabajando Unidos, la Red de Radios y
comunicadores Indígenas del Sureste Mexicano e la Sezione 22 del sindacato
dei maestri. Tra i partecipanti vi sono anche due giornalisti della rivista
di opposizione Contralinea, Érika Ramírez e il fotografo David Cilia.

In questo momento San Juan Copala si trova in stato di assedio. Non vi è
elettricità ed hanno tagliato l'acqua. Nessuno entra e nessuno esce. Le
autorità statali non sono intervenute.  Ho i telefoni di Ruben Valencia e di
David Venegas, ma non rispondono. Vi sono anche molti osservatori stranieri
tra cui almeno un italiano, Davide Casinori. Non sono in grado di dire come
stia e neppure come stiano gli altri partecipanti della carovana. Speriamo
la situazione si chiarisca nelle prossime ore. Nel frattempo è importante
moltiplicare le denunce presso consolati ed ambasciate.

Claudio Albertani, Città del Messico, 28 aprile, ore 10 (ora locale)

&#62; Claudio Albertani è anche intervenuto telefonicamente giovedì scorso su Radio Onda d'Urto. Ascolta la registrazione

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		<itunes:keywords>Guerre e conflitti, Magazic</itunes:keywords>
		<itunes:author>Zic.it</itunes:author>
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		<title>A Castel Maggiore &#8220;i migranti prendono la parola&#8221; [audio]</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 22:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione-zeroincondotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acabnews Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e precarietà]]></category>
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		<category><![CDATA[festa]]></category>

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		<description><![CDATA[Report della conferenza stampa di presentazione della Giornata dei migranti in programma domenica 18 aprile'010 a Castel Maggiore. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Subito dopo lo sciopero dei migranti, avvenuto lo scorso <a href="http://www.zic.it/primo-marzo-a-bologna-sciopero-e-diecimila-persone-in-corteo/">primo marzo</a>, all&#8217;interno del Coordinamento migranti di Bologna e provincia è nata la necessità di costituire un <a href="http://www.zic.it/nasce-il-coordinamento-migranti-di-castel-maggiore/">nuovo gruppo</a> con sede a Castel Maggiore. Il neonato Coordinamento ha organizzato una festa e un’assemblea cittadina che si terranno domenica 18 aprile&#8217;010 dalle ore 15, a Castel Maggiore, in Piazza della Pace.</p>
<p>L’esigenza di allargare la capacità di intervento di realtà che si occupano dei diritti dei migranti si fa sempre più impellente dinanzi a leggi come la Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza, a cui per altro si aggiunge una crisi economica che comporta licenziamenti su licenziamenti e, di riflesso, un’ondata clandestinizzazione.</p>
<p>E’ intollerabile che in un paese (sedicente) democratico sia possibile considerare criminali persone che si ritrovano impossibilitate ad ottenere un permesso di soggiorno. Persone che, spesso, vivono in Italia da anni (si pensi alle seconde generazioni che si riconoscono in toto italiane) e si vedono, ad un certo punto, costrette a lasciare in nostro (ed il loro) paese perché perdono il lavoro.</p>
<p>A questo proposito il Coordinamento migranti di Bologna e provincia ed il Coordinamento migranti di Castel Maggiore esprimono solidarietà ai lavoratori della <a href="http://www.zic.it/incassati-fini-compressori-bloccati-i-cancelli-2/">Fini Compressori</a> e della Castellini di Castel Maggiore e agli inquilini resistenti che portano avanti la <a href="http://www.zic.it/una-tendopoli-per-il-diritto-alla-casa-fotoaudiocomunicato/">tendopoli</a> contro l’emergenza abitativa. Solidarietà rivolta, ovviamente, non solo ai migranti ma a tutti coloro che, per colpa del carovita, si ritrovano a perdere casa e lavoro.</p>
<p>E’ importante la partecipazione e l’appoggio da parte di tutti alla festa del 18 aprile (che prevede, oltre ad un’assemblea, danze, musica e buoni sapori) contro una legge fabbrica di clandestinizzazione e macchina di espulsioni, contro il razzismo istituzionale di governi e comuni che istituiscono categorie di serie B, per affermare con forza che tutti hanno diritto ad una casa, un lavoro, un’istruzione, un’assistenza e  per ribadire che la dignità è il più inviolabile fra i diritti della persona.</p>
<p><strong>&gt; Ascolta gli audio:</strong></p>
<p></p>
<hr /><strong>&gt; Il comunicato: </strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>CONTRO LA CRISI E IL RAZZISMO<br />
I MIGRANTI PRENDONO PAROLA IL 18 APRILE A CASTEL MAGGIORE</p>
<p>Non bastavano gli effetti di clandestinizzazione prodotti dalla legge Bossi-Fini, si è aggiunto il Pacchetto Sicurezza che con il reato di clandestinità riproduce anche nella legislazione lo stereotipo del migrante come delinquente.</p>
<p>La città di Bologna si è distinta nel panorama nazionale per un&#8217;applicazione ancora più restrittiva di questo provvedimento: a partire dal divieto di manifestare in centro nei fine settimana fino al diniego di iscrizione al nido d&#8217;infanzia dei figli dei migranti non in regola con il permesso di soggiorno, un atto di inciviltà e di lesione dei diritti costituzionali che chiediamo sia immediatamente ritirato <em>(nel frattempo il Comune ha fatto <a href="http://www.zic.it/nidi-preclusi-ai-figli-di-migranti-senza-permesso-2/">dietrofront</a>, ndr)</em>.</p>
<p>In attesa della ulteriore aberrazione rappresentata dal permesso di soggiorno a punti, si potrebbe fare un lungo elenco dei provvedimenti con i quali i vari enti locali in ogni parte d&#8217;Italia hanno voluto restringere le libertà dei migranti. Il razzismo è dilagante ancor più in una fase di crisi come quella attuale in cui è facile creare divisioni tra italiani e migranti agendo sulla paura del diverso, sui pregiudizi, sulle difficoltà degli italiani facendo loro credere che se i migranti se ne vanno tutti i problemi si risolvono.</p>
<p>Noi crediamo invece che in questo paese nessuno può più sentirsi garantito! L&#8217;hanno capito le migliaia di lavoratori e cittadini italiani che sono scesi in piazza insieme ai migranti il Primo Marzo. Solo se si uniscono le lotte si può sperare in un cambiamento e proprio dalla partecipazione alla costruzione del Primo Marzo a Bologna si è formato il Coordinamento Migranti di Castel Maggiore. Un coordinamento meticcio, autonomo da partiti e sindacati, che ha nell&#8217;autorganizzazione e nel protagonismo dei migranti uno dei suoi capisaldi, ma che è parte del Coordinamento Migranti di Bologna.</p>
<p>Domenica 18 aprile dalle 15 in Piazza Pace a Castel Maggiore prenderemo parola insieme ai lavoratori e lavoratrici, migranti e italiani, per dire che non accettiamo le espulsioni come risoluzione della crisi ma chiediamo la sospensione della Bossi-Fini e una regolarizzazione slegata dal lavoro e dal salario, il blocco degli sfratti e un investimento pubblico nelle case popolari.</p>
<p><em>Coordinamento Migranti Castel Maggiore<br />
Coordinamento Migranti Bologna e Provincia</em></p>

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		<itunes:summary>Subito dopo lo sciopero dei migranti, avvenuto lo scorso primo marzo, all'interno del Coordinamento migranti di Bologna e provincia è nata la necessità di costituire un nuovo gruppo con sede a Castel Maggiore. Il neonato Coordinamento ha organizzato una festa e un’assemblea cittadina che si terranno domenica 18 aprile'010 dalle ore 15, a Castel Maggiore, in Piazza della Pace.

L’esigenza di allargare la capacità di intervento di realtà che si occupano dei diritti dei migranti si fa sempre più impellente dinanzi a leggi come la Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza, a cui per altro si aggiunge una crisi economica che comporta licenziamenti su licenziamenti e, di riflesso, un’ondata clandestinizzazione.

E’ intollerabile che in un paese (sedicente) democratico sia possibile considerare criminali persone che si ritrovano impossibilitate ad ottenere un permesso di soggiorno. Persone che, spesso, vivono in Italia da anni (si pensi alle seconde generazioni che si riconoscono in toto italiane) e si vedono, ad un certo punto, costrette a lasciare in nostro (ed il loro) paese perché perdono il lavoro.

A questo proposito il Coordinamento migranti di Bologna e provincia ed il Coordinamento migranti di Castel Maggiore esprimono solidarietà ai lavoratori della Fini Compressori e della Castellini di Castel Maggiore e agli inquilini resistenti che portano avanti la tendopoli contro l’emergenza abitativa. Solidarietà rivolta, ovviamente, non solo ai migranti ma a tutti coloro che, per colpa del carovita, si ritrovano a perdere casa e lavoro.

E’ importante la partecipazione e l’appoggio da parte di tutti alla festa del 18 aprile (che prevede, oltre ad un’assemblea, danze, musica e buoni sapori) contro una legge fabbrica di clandestinizzazione e macchina di espulsioni, contro il razzismo istituzionale di governi e comuni che istituiscono categorie di serie B, per affermare con forza che tutti hanno diritto ad una casa, un lavoro, un’istruzione, un’assistenza e  per ribadire che la dignità è il più inviolabile fra i diritti della persona.

&#62; Ascolta gli audio:



&#62; Il comunicato: 




CONTRO LA CRISI E IL RAZZISMO
I MIGRANTI PRENDONO PAROLA IL 18 APRILE A CASTEL MAGGIORE

Non bastavano gli effetti di clandestinizzazione prodotti dalla legge Bossi-Fini, si è aggiunto il Pacchetto Sicurezza che con il reato di clandestinità riproduce anche nella legislazione lo stereotipo del migrante come delinquente.

La città di Bologna si è distinta nel panorama nazionale per un'applicazione ancora più restrittiva di questo provvedimento: a partire dal divieto di manifestare in centro nei fine settimana fino al diniego di iscrizione al nido d'infanzia dei figli dei migranti non in regola con il permesso di soggiorno, un atto di inciviltà e di lesione dei diritti costituzionali che chiediamo sia immediatamente ritirato (nel frattempo il Comune ha fatto dietrofront, ndr).

In attesa della ulteriore aberrazione rappresentata dal permesso di soggiorno a punti, si potrebbe fare un lungo elenco dei provvedimenti con i quali i vari enti locali in ogni parte d'Italia hanno voluto restringere le libertà dei migranti. Il razzismo è dilagante ancor più in una fase di crisi come quella attuale in cui è facile creare divisioni tra italiani e migranti agendo sulla paura del diverso, sui pregiudizi, sulle difficoltà degli italiani facendo loro credere che se i migranti se ne vanno tutti i problemi si risolvono.

Noi crediamo invece che in questo paese nessuno può più sentirsi garantito! L'hanno capito le migliaia di lavoratori e cittadini italiani che sono scesi in piazza insieme ai migranti il Primo Marzo. Solo se si uniscono le lotte si può sperare in un cambiamento e proprio dalla partecipazione alla costruzione del Primo Marzo a Bologna si è formato il Coordinamento Migranti di Castel Maggiore. Un coordinamento meticcio, autonomo da partiti e sindacati, che ha nell'autorganizzazione e nel </itunes:summary>
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		<title>Una tendopoli per il diritto alla casa [foto+audio+comunicati], è arrivato lo sgombero: &#8220;Ma non ci fermiamo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 19:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione-zeroincondotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Iniziativa di Asia/RdB in piazza Liber Paradisus, davanti alla nuova sede del Comune, per porre l'accento sul problema dell'emergenza abitativa in città. Asia annuncia: "Non ce ne andiamo".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4460.JPG" alt="IMG_4460" width="90" height="75" />Dopo le <a href="http://www.zic.it/minaccia-di-sgombero-alla-tendopoli/">minacce</a> dei giorni scorsi, polizia e vigili hanno<a href="http://www.zic.it/tendopoli-sgombero-allalba-con-polizia-e-vigili-urbani/"> sgomberato [foto]</a> la tendopoli organizzata da Asia-Rdb e Bpc. Gli inquilini resistenti: <a href="http://www.zic.it/tendopoli-dopo-lo-sgombero-non-ci-fermiamo-qui/">&#8220;Non ci fermiamo&#8221;</a> e <a href="http://www.zic.it/tendopoli-asia-ridicole-le-motivazioni-ufficiali-dello-sgombero/">&#8220;ridicole le motivazioni ufficiali&#8221;</a>. Lo sgombero dopo 20 giorni di presidio <a href="../la-tendopoli-di-piazza-liber-paradisus-al-secondo-giorno/">ad oltranza</a> e di <a href="http://www.zic.it/alla-tendopoli-e-tutto-esaurito/">&#8220;tutto esaurito&#8221;</a>. Hanno partecipato molte famiglie, migranti e non, nel <a href="../verso-la-quinta-notte-di-tendopoli-in-piazza-liber-paradisus/">disinteresse</a> dei media locali. <a href="http://www.zic.it/da-una-scuola-del-pilastro-solidarieta-agli-inquilini-resistenti-della-tendopoli/">Solidarietà</a> da alcuni insegnanti del Pilastro, dal Pcl, <a href="http://www.zic.it/1-maggio-degli-inquilini-resistenti-mentre-il-pd-condanna-loccupazione-di-via-legnano/">da Aula1</a>. Intanto <a href="http://www.zic.it/occupato-un-edificio-sfitto-a-borgo-panigale/">nuova occupazione</a> a Borgo Panigale [<a href="http://www.zic.it/occupazione-in-via-legnano-comunicatofoto/">foto</a>], <a href="http://www.zic.it/1-maggio-degli-inquilini-resistenti-mentre-il-pd-condanna-loccupazione-di-via-legnano/">osteggiata dal Pd, dove il primo maggio ci sarà un pranzo popolare</a>. <span id="more-7811"></span>Dalla tendopoli era stato diffuso un <a href="../appello-per-il-diritto-allabitare/">appello</a> da firmare. Bloccato un ennesimo sfratto in <a href="http://www.zic.it/casa-bloccato-lennesimo-sfratto-in-san-donato/">San Donato</a>, il giorno dopo in <a href="http://www.zic.it/bloccato-un-altro-sfratto/">Bolognina</a>. Mentre tocca anche <a href="http://www.zic.it/asia-e-bpc-replicano-agli-insulti-del-pdl/">replicare alle accuse del Pdl</a>, dopo la seconda<a href="http://www.zic.it/ottavo-giorno-di-tendopoli-oggi-assemblea-pubblica/"> assemblea pubblica</a> gli inquilini resistenti hanno <a href="http://www.zic.it/casa-bloccato-un-altro-sfratto-mentre-la-tendopoli-cresce/">bloccato uno sfratto</a> e lanciato una critical mass. Intanto nulla di fatto dall&#8217;<a href="http://www.zic.it/tendopoli-nulla-di-fatto-con-il-commissario-mentre-crescono-le-richieste/">incontro</a> con il commissario. Nei giorni precedenti <a href="http://www.zic.it/tendopoli-assemblea-pubblica-e-notte-bianca/">notte bianca</a> e presidio alla <a href="http://www.zic.it/tendopoli-presidio-alla-sede-rai-contro-il-silenzio-stampa-foto/">Rai [foto]</a>.</p>
<p><strong>&gt; Il nostro report del primo giorno di accampamento:</strong></p>
<p>La tendopoli, montata mercoledì mattina,  era autorizzata fino alle 20 e, poco prima della scadenza, gli organizzatori hanno comunicato l’intenzione di proseguire occupando la piazza.<br />
&#8220;Entro la fine dell&#8217;anno gli sfratti potrebbero arrivare ad un migliaio&#8221; spiega Lidia di Asia che rivolge anche forti critiche all&#8217;operato del Commisario Anna Maria Cancelliari colpevole di non aver ancora convocato il tavolo, tra Comune e  parti sociali, promesso al <a href="http://www.zic.it/nuova-occupazione-in-via-san-vitale-e-un-ex-studentato/">termine dell&#8217;occupazione di via San Vitale:</a> &#8220;Non si è dato seguito alle parole ma chi ha un problema non può aspettare&#8221; conclude Lidia.</p>
<p><strong>&gt; Ascolta le interviste:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>&gt; Guarda le foto:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4460.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-7810" title="IMG_4460" src="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4460.JPG" alt="IMG_4460" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4459.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-7809" title="IMG_4459" src="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4459.JPG" alt="IMG_4459" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4457.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-7808" title="IMG_4457" src="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4457.JPG" alt="IMG_4457" width="400" height="300" /></a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4455.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-7807" title="IMG_4455" src="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4455.JPG" alt="IMG_4455" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4450.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-7806" title="IMG_4450" src="http://www.zic.it/wp-content/uploads/IMG_4450.JPG" alt="IMG_4450" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>&gt; Leggi il comunicato di Asia</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>E´ iniziato il presidio permanente degli inquilini resistenti</p>
<p>E´ iniziato il presidio permanente degli inquilini resistenti, sotto  il comune in piazza liber paradisus, si sta allestendo una tendopoli. I  movimenti di lotta per la casa chiedono il blocco degli sfratti, la  requisizione delle case sfitte private e l´aumento delle case popolari.  La crisi, che porta disoccupazione e maggiore precarietà sociale vuole  essere fatta pagare alle fasce popolari. La politica e le istituzioni  sono complici degli speculatori. Ogni settimana si susseguono sfratti e  non esiste un piano casa adeguato che rilanci l´edilizia pubblica  residenziale.</p>
<p>Gli inquilini resistenti: sfrattati, precari, lavoratori, studenti  chiedono un intervento d´emergenza alle istituzioni locali e regionali  affinché venga tutelato il diritto alla casa.</p>
<p>Il presidio non verrà rimosso e si chiede a tutti/e i cittadini e  lavoratori solidali con la lotta dei movimento per il diritto alla casa  di venire al presidio permanente in piazza liber paradisus.</p>
<p><em>ASSOCIAZIONE INQUILINI E ASSEGNATARI (AS.I.A.-RdB)</em></p>
<p><em>BOLOGNA PRENDE CASA</em></p>
<p><a href="http://bolognaprendecasa.noblogs.org/">http://bolognaprendecasa.noblogs.org/</a></p>
<p><a href="http://asia.rdbcub.it/">www.asia.rdbcub.it</a></p>

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		<title>Presidio sotto le due torri per Joy</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 01:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione-zeroincondotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vicenda della migrante che aveva denunciato un tentato stupro nel Cie di Via Corelli arriva ad un punto critico. Oggi presidio sotto Le Due Torri alle 17h.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; stata traferita nelle scorse ore da Modena al CIE di Ponte Galeria, a Roma</strong>: <strong>Joy</strong>, la ragazza nigeriana che <a title="La storia di Joy, Hellen e le altre" href="http://www.zic.it/joy-e-hellen/" target="_self">aveva denunciato un tentativo di stupro</a> già nel CIE di Via Corelli a Milano, <strong>sta per essere espulsa.</strong></p>
<p>Giusto due giorni fa, l&#8217;ambasciata nigeriana aveva fatto visita al centro di Ponte Galeria per effettuare un riconoscimento che, secondo la prassi, è gia un ottimo indizio verso l&#8217;imminente espulsione.</p>
<p>Il trasferimento nell&#8217;istituto romano è da intendersi come il secondo indizio, in una vicenda che ha sofferto il silenzio e l&#8217;omertà più totale in primis da parte degli organi di Polizia che sono stati chiamati ad indagare dopo la denuncia esposta dalla giovane ragazza contro l&#8217;ispettore Giovanni Adesso, di stanza al tempo in Via Corelli.</p>
<p>Già c&#8217;erano state <a title="Vai all'articolo su Zic.it" href="http://www.zic.it/a-che-gioco-stanno-giocando-sulla-pelle-di-joy/" target="_self">preoccupanti manovre</a> volte da un lato &#8220;a far perdere le traccie delle detenute&#8221;, dall&#8217;altro, di conseguenza, a spezzare la catena di solidarietà che è nata attorno a questo caso.</p>
<p>La rete &#8220;<a title="Vai al blog" href="http://noinonsiamocomplici.noblogs.org" target="_blank">NoiNonSiamoComplici</a>&#8220;, da subito a fianco delle detenute che hanno deciso di denunciare e sostenere questa battaglia, invita pertanto ad un <strong><a title="Vai all'articolo" href="http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/post/2010/03/16/la-polizia-deporta-chi-la-denuncia-per-stupro" target="_blank">presidio oggi sotto le Due Torri, alle ore 17</a></strong> (già <a title="Vai al blog Staffetta" href="http://staffetta.noblogs.org/post/2010/03/16/bo-mer-17-marzo-h.17-presidio-per-impedire-la-deportazione-di-joy" target="_blank">rimbalzato</a> nelle maglie del Web), <strong>per non lasciare che l&#8217;impunità e l&#8217;abuso, oltre che una manifesta inumanità, restino ancora sotto silenzio.</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>&gt; Audio</strong></p>
<p><em>Ascolta l&#8217;intervista a Joy dal Cie di Ponte Galeria realizzata da <a title="Vai al sito" href="http://www.radiocane.info" target="_blank">Radiocane</a></em></p>
<p></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>&gt; Comunicato</strong></p>
<p>Di seguito il comunicato di NoiNonSiamoComplici (l&#8217;originale <a title="Vai al comunicato sul blog di NoiNonSiamoComplici" href="http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/post/2010/03/16/vogliono-espellere-joy-entro-un-paio-di-giorni" target="_blank">qui</a>)</p>
<p>Ieri Joy è stata trasferita dal Cie di Modena a quello di Ponte Galeria.<br />
Sappiamo bene cosa significa questo: che entro un paio di giorni la vogliono espellere.</p>
<p>Pare che proprio ieri a Ponte Galeria sia entrato qualcuno ll&#8217;ambasciata nigeriana per fare i riconoscimenti di una decina di nigeriane &#8211; tra cui anche Hellen, testimone del tentato stupro &#8211; azione che prelude sempre all&#8217;espulsione a brevissimo termine.<br />
Dunque le voci che giravano riguardo alle pressioni della questura di Milano perché Joy venisse espulsa &#8211; nonostante avesse intrapreso un percorso per ottenere l&#8217;articolo 18 come vittima di tratta &#8211; sono confermate.<br />
Non è bastato alla questura di Milano &#8216;far sparire&#8217;, nella notte fra l&#8217;11 e il 12 febbraio, le cinque ragazze dalle carceri in cui erano rinchiuse per riportarle nei Cie. Pur di proteggere Vittorio Addesso, i suoi colleghi sono disposti ad agire nelle maniere più vili.</p>
<p>La storia di Joy ci dimostra come gli apparati repressivi e di controllo dello Stato esigano soprattutto che i ricatti sessuali che ogni donna e trans subisce dentro i Cie rimangano taciuti.</p>
<p>La forza che hanno dimostrato Hellen e Joy fa paura, perché è la forza che smaschera la verità di quello che accade dentro le mura di quei lager per migranti. Gli aguzzini che li controllano stanno facendo di tutto per impedire che questo precedente apra un varco o una breccia in quelle mura.</p>
<p>E che nessuno/a ci venga più a dire che in Italia ci sono leggi contro la violenza sessuale e lo stalking e che è necessario denunciare. Chiunque, da oggi in poi, ancora lo pensa si ricordi bene questo: le forze dell&#8217;ordine hanno licenza di stuprare anche grazie alle coperture di cui godono e di un apparato istituzionale connivente.</p>
<p>Ci troverete dappertutto, più che mai inferocite e schifate dalla vostra miseria e dalla vostra viltà!</p>
<p>NESSUNA PACE PER CHI STUPRA E MOLESTA LE DONNE, TANTO PIU&#8217; SE LO FA FORTE DELLA DIVISA CHE INDOSSA E DELLE CONNIVENZE DI CUI GODE!!!</p>

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		<title>&#8220;Provvediamo al nostro futuro, la protesta non si arresta&#8221; [report+foto+audio]</title>
		<link>http://www.zic.it/provvediamo-al-nostro-futuro-la-protesta-non-si-arresta/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione-zeroincondotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acabnews Bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[Studenti medi in corteo contro riforma Gelimini e ddl Aprea. Al Provveditorato impedito l'ingresso: gli studenti hanno appeso uno striscione e lanciato uova contro la polizia. Il report di Zic e il comunicato del Cas.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Cas lo aveva annunciato già nei giorni scorsi: “<a href="http://www.zic.it/il-cas-assedieremo-il-provveditorato/">Disseppelliamo l’ascia di guerra</a>”. Gli studenti medi si sono quindi riuniti stamattina alle 9 all’incrocio fra via Righi e via Indipendenza, per protestare contro la Riforma Gelmini e il DDL Aprea, “armati” di piccole asce di carta e con una enorme ascia argentata che svettava in testa. Il percorso del corteo prevedeva un tragitto breve, che percorrendo via Righi si sarebbe arrestato davanti al Provveditorato di Largo Respighi, per metterlo “sotto assedio”. L’affluenza dei manifestanti è stata maggiore del previsto, al punto che il corteo ha deviato per via delle Belle Arti e via Zamboni. Passando all’incrocio con via Mascarella, i manifestanti si sono fermati e hanno richiesto un minuto di silenzio in onore di Francesco Lorusso, lo studente ucciso proprio in quella via l’<a href="http://www.zic.it/quel-marzo77/">11 marzo 1977</a>.  Giunti davanti al Provveditorato bloccato da un cordone di carabinieri e polizia in assetto antisommossa, gli studenti hanno chiesto di incontrare il provveditore, senza una delegazione che facesse da intermediaria: o sarebbe sceso il provveditore per strada, o sarebbero saliti gli studenti negli uffici. Al diniego del provveditore d’incontrare i manifestanti, gli studenti sono rimasti fermi davanti all’entrata, bloccando la strada e rifiutandosi di spostarsi. Dopo una piccola trattativa con le forze dell’ordine, i ragazzi sono poi riusciti ad appendere all’entrata del provveditorato lo striscione che stava alla testa del corteo: “Provvediamo al nostro futuro. La protesta non si arresta”.  Quando il corteo è ripartito, dalla coda è partito un lancio di uova contro i cordoni della polizia:  &#8220;Ci hanno negato il dialogo&#8221;, spiega uno studente del Cas. Pronta la solita condanna della Cgil, che con qualche iscritto stava svolgendo un proprio presidio nella stessa zona. La manifestazione è proseguita riprendendo via Righi e concludendosi in piazza Maggiore.</p>
<p>Nel corso di una manifestazione colorata, gli studenti hanno espresso chiaramente e a gran voce, le paure che nutrono per il futuro della scuola pubblica. Paura di uno scuola-azienda, in cui il sapere diventa una merce di scambio, paura della perdita di qualità della scuola pubblica, paura del massiccio taglio che verrà effettuato sul personale docente e sulle risorse delle scuole, paura del tetto al 30% per gli studenti migranti, paura del licenziamento degli insegnanti, paura del futuro ingresso nel mondo del lavoro, che per gli studenti medi sembra fatto di sola precarietà.</p>
<p><strong>&gt; Ascolta l&#8217;intervista a Lorenzo  (Laura Bassi):</strong></p>
<p></p>
<p><strong>&gt; Guarda le foto:</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fzicphoto%2Fsets%2F72157623605350710%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fzicphoto%2Fsets%2F72157623605350710%2F&amp;set_id=72157623605350710&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fzicphoto%2Fsets%2F72157623605350710%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fzicphoto%2Fsets%2F72157623605350710%2F&amp;set_id=72157623605350710&amp;jump_to="></embed></object></p>
<hr /><strong>&gt; Il comunicato del Cas:</strong></p>
<p>Oggi è stata una giornata importante per il movimento degli studenti medi: duemila studenti e studentesse hanno attraversato la città riportando nelle strade e nelle piazze un no secco a questa riforma, ancora una volta in totale autonomia e indipendenza da partiti e sindacati.</p>
<p>Abbiamo visto come le tribù degli studenti sono state pronte a dissotterrare l&#8217;ascia di guerra e a smascherare quei fortini che sono i provveditorati per difendere le nostre praterie: le nostre scuole occupate, autogestite, antifasciste, antirazziste e antisessiste.</p>
<p>Ancora una volta vediamo come i cow-boys della Gelmini sono difesi dalle truppe antisommossa di Maroni che militarizzano le nostre strade e hanno impedito la legittima espressione del dissenso sociale bloccandoci per lungo tempo davanti al provveditorato. Abbiamo rifiutato la forma delegativa per avere un colloquio con il provveditore perchè riteniamo fondamentale l&#8217;assunzione collettiva da parte di tutto il movimento dei momenti di piazza, della pratica degli obiettivi e della contestazione. Ancora una volta ci è stato impedito di manifestare il nostro dissenso collettivamente e quindi, preso atto della volontà del provveditore di non ascoltare il movimento e conseguentemente di voler lasciare applicare questa riforma, siamo ripartiti, mentre dal corteo volavano uova e palle di neve contro le forze dell&#8217;ordine, con la manifestazione non autorizzata che ha continuato a inondare la città fino a concludersi al Nettuno.</p>
<p>Prendiamo atto anche del fallimento del presidio sindacale (in regime di sciopero) che contemporaneamente si trovava sotto il provveditorato che non è riuscito ad esprimere che dieci (forse) delegati dimostrando di non avere nessuna presa reale nel movimento contro la riforma. Hanno continuato il corteo tantissime studentesse e studenti dimostrando tutta la forza del nostro percorso di autonomia e autorganizzazione.</p>
<p>E non è finita.. Il 26 prenderemo nuovamente parola, nella giornata nazionale sulla riappropriazione lanciata, come quella di oggi, dall&#8217;assemblea nazionale degli studenti medi.</p>
<p><em>Collettivo Autonomo Studentesco</em></p>

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Nel corso di una manifestazione colorata, gli studenti hanno espresso chiaramente e a gran voce, le paure che nutrono per il futuro della scuola pubblica. Paura di uno scuola-azienda, in cui il sapere diventa una merce di scambio, paura della perdita di qualità della scuola pubblica, paura del massiccio taglio che verrà effettuato sul personale docente e sulle risorse delle scuole, paura del tetto al 30% per gli studenti migranti, paura del licenziamento degli insegnanti, paura del futuro ingresso nel mondo del lavoro, che per gli studenti medi sembra fatto di sola precarietà.

&#62; Ascolta l'intervista a Lorenzo  (Laura Bassi):



&#62; Guarda le foto:



&#62; Il comunicato del Cas:

Oggi è stata una giornata importante per il movimento degli studenti medi: duemila studenti e studentesse hanno attraversato la città riportando nelle strade e nelle piazze un no secco a questa riforma, ancora una volta in totale autonomia e indipendenza da partiti e sindacati.

Abbiamo visto come le tribù degli studenti sono state pronte a dissotterrare l'ascia di guerra e a smascherare quei fortini che sono i provveditorati per difendere le nostre praterie: le nostre scuole occupate, autogestite, antifasciste, antirazziste e antisessiste.

Ancora una volta vediamo come i cow-boys della Gelmini sono difesi dalle truppe antisommossa di Maroni che militarizzano le nostre strade e hanno impedito la legittima espressione del dissenso sociale bloccandoci per lungo tempo davanti al provveditorato. Abbiamo rifiutato la forma delegativa per avere un colloquio con il provveditore perchè riteniamo fondamentale l'assunzione collettiva da parte di tutto il movimento dei momenti di piazza, della pratica degli obiettivi e della contestazione. Ancora una volta ci è stato impedito di manifestare il nostro dissenso collettivamente e quindi, preso atto della volontà del provveditore di non ascoltare il movimento e conseguentemente di voler lasciare applicare questa riforma, siamo ripartiti, mentre dal corteo vol</itunes:summary>
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