Piazza Medaglie d’Oro gremita, 31 anni dopo la bomba fascista alla Stazione


Resta molto alta la partecipazione al corteo nell’anniversario della strage, per chiedere la fine del segreto di stato e la verità sui mandanti

02 agosto 2011 - 15:13

Partecipato il corteo e stracolma la Piazza, nell’anniversario dell’esplosione che causò 85 morti il 2 agosto 1980. Ad eseguire l’attentato, secondo una sentenza passata in giudicato, i neofascisti Francesca Mambro, Giuseppe Valerio Fioravanti, Luigi Ciavardini.

Dopo comuni, istituzioni e amministratori, in corteo anche lo spezzone dell’Unione Sindacale di Base, la Federazione della Sinistra

Alle 10,25 il minuto di silenzio, nell’istante in cui, nel 1980, esplose l’ordigno. Poi, dal palco, il presidente dell’Associazione familiari delle vittime Paolo Bolognesi, interrotto da numerosi applausi, ha come tante volte puntato il dito contro i depistaggi tesi a negare la matrice nera dell’attentato, e ha aggiunto: “La nostra battaglia non è finita perché all’appello mancano i mandanti”. Per trovarli, “basta mettere in fila i fatti e analizzarli con onestà e buonsenso”, ma anche “porre finalmente fine al segreto di Stato”

Bolognesi  ha anche attaccato il sindaco di Roma, l’ex Msi Gianni Alemanno, per la “squallida vicenda della Parentopoli romana”, che ha visto una “pattuglia di estremisti neofascisti raccomandati, piazzati da Alemanno nelle municipalizzate”

Dopo Bolognesi ha parlato il neosindaco Virginio Merola. Per il secondo anno consecutivo il governo è fuggito dalla giusta rabbia della piazza, non mandando a Bologna nessun esponente.

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