Permessi umanitari prorogati, “ma non possiamo vivere altri sei mesi così”


Presentati i risultati della campagna “Dignità non clandestinità”, promossa da Ya Basta e Al Sirat. “Il rinnovo? Serve solo a rinviare il problema di altri sei mesi”.

11 ottobre 2011 - 19:07

“Non possiamo vivere cosi’ per altri sei mesi, io voglio andare in Francia, dormire per strada e’ difficile e per di piu’ non abbiamo contatti con la nostra famiglia. Io vorrei studiare, ma gia’ so che non otterrò il permesso per motivi di studio”. A parlare è uno dei migranti tunisini che questa mattina, insieme alle associazioni Ya Basta e Al Sirat, hanno presentato i risultati della campagna “Dignità non clandestinità”.

Visto che alla fine il Governo ha deciso di prorogare i permessi umanitari di altri sei mesi, è stata interrotta la raccolta fondi lanciata per aiutare i migranti tunisini nella domanda per il rinnovo. Nel frattempo sono stati raccolti 2.500 euro, cifra sufficiente a pagare le pratiche di 36 migranti e che ora servirà a proseguire la campagna. Tra i sostenitori diverse realtà del territorio bolognese, dai centri sociali Xm24 e Tpo agli scrittori Valerio Evangelisti e Carlo Lucarelli.

Per quanto riguarda il rinnovo, le associazioni avvertono:  “Serve solamente a rinviare il problema di altri sei mesi”. Intanto fra i migranti tunisini c’e’ chi ha un posto al dormitorio di via Sabatucci ma anche chi un dormitorio non l’ha mai visto. “Io ho lavorato ad agosto- racconta uno dei ragazzi- 10 ore ogni giorno per 25 euro di paga che non mi sono ancora arrivati”. La maggior parte dei tunisini, però,  si vede rifiutare la richiesta di lavoro perche’ nessuno e’ interessato a ingaggiarli per soli sei mesi.

“La nostra priorita’ e’ costruire dei percorsi di visibilita’- concludono le associazioni- ma adesso l’importante e’ monitorare le situazioni individuali”: a questo scopo ci si può rivolgere il mercoledi’ dalle 17 alle 19 allo sportello migranti del Tpo e il venerdi’ dalle 19 alle 21 allo sportello di Al Sirat all’ Xm24.

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