Per lo sciopero del lavoro migrante in Italia


Da Bologna, Bari, Brescia, Mantova, Milano, Padova, Roma e Torino verso lo sciopero migrante in programma in Francia per l’1 marzo: anche in Italia “rappresenterebbe la risposta politica più adeguata contro la precarizzazione e contro il razzismo”.

10 gennaio 2010 - 17:48

Noi migranti e italiani, uomini e donne appartenenti ai coordinamenti, collettivi e reti di Bari, Bologna, Brescia, Mantova e basso mantovano, Milano, Padova, Roma, Torino sosteniamo le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici migranti che in Francia preparano allo sciopero dei migranti del prossimo primo marzo. Dopo la storica esperienza statunitense della “giornata senza immigrati” del primo maggio 2006, la centralità del lavoro migrante si afferma prepotentemente in Europa.
Tutti noi sappiamo che oggi, mentre la crisi produce povertà e precarietà e fa dei migranti una forza lavoro da usare o espellere, e mentre allo stesso tempo i dati indicano nei migranti una componente fondamentale dell´economia del nostro paese, uno sciopero del lavoro migrante, sostenuto dai lavoratori e dalle lavoratrici italiani, rappresenterebbe la risposta politica più adeguata contro la precarizzazione e contro il razzismo. Pensiamo che lo sciopero dei migranti debba essere costruito insieme ai lavoratori francesi perché la situazione del lavoro migrante è simile in tutta Europa. Occorre gridare forte la nostra opposizione alle forme di mobilità sempre più costrette a cui l’Unione europea vorrebbe costringerci attraverso agenzie di reclutamento, faccendieri di ogni specie, imprese di appalto che muovono a loro piacimento pacchetti di lavoratori tra le frontiere. Si vorrebbero migrazioni ordinate e migranti ordinati sulla base delle variabili esigenze produttive.
Alcuni di noi all´interno dell´esperienza del Tavolo Migranti hanno già contribuito a organizzare sostenere lo sciopero del lavoro migrante che il 15 maggio 2002 ha coinvolto l´intero distretto industriale di Vicenza, e che ha segnato uno dei momenti più alti della lotta dei migranti in Italia e in Europa. In questi anni, abbiamo sostenuto la proposta politica dello sciopero del lavoro migrante contro il razzismo e la legge Bossi-Fini all´interno dei percorsi che hanno portato alla grande MayDay del 1° maggio 2008, alla manifestazione nazionale di Milano “Da che parte stare” del 23 giugno 2009 e a quella di Roma dello scorso 17 ottobre.
Sappiamo perciò quanto è difficile e quanto è importante uno sciopero dei migranti e delle migranti. Sappiamo quanta speranza produce e quanti lo dichiarano preventivamente impossibile, pericoloso o persino dannoso. Sappiamo che questo vuol dire tentare percorsi nuovi, in grado di superare diffidenze, divisioni tra migranti e italiani, così come sterili contrapposizioni tra schieramenti. Sappiamo che non basta dichiararlo, ma che bisogna organizzarlo. Consapevoli di tutte queste difficoltà, ma con tutta l´ostinazione che la situazione presente ci impone, noi sosteniamo da oggi una campagna politica per l´organizzazione anche in Italia dello sciopero delle migranti e dei migranti. Per combattere la legge Bossi-Fini, il “Pacchetto Sicurezza”, il razzismo istituzionale che dal Ministero degli interni si diffonde nelle grandi città e nei più piccoli comuni di provincia, le denunce, gli appelli e la solidarietà non sono più sufficienti.
Bisogna avere il coraggio di considerare i migranti protagonisti delle loro vite e non solo del loro lavoro. È il momento di osare lo sciopero del lavoro migrante!

Coordinamento per lo sciopero del lavoro migrante in Italia

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