Parma, sabato cinquemila contro l’inceneritore


Nonostante la pioggia, in 5000 hanno sfilato per le strade di Parma contro la costruzione dell’inceneritore voluta da Enia e spacciata come soluzione al problema dei rifiuti dalle istituzioni locali.

20 aprile 2010 - 16:36

(da Parmantifascista)

La manifestazione di sabato 17 Aprile ha avuto statura nazionale e ha visto la partecipazione di comitati contro l’inceneritore da molte parti d’Italia che hanno (o hanno avuto) un problema analogo a quello che oggi si sta affrontando a Parma.

Oltre a questi anche numerose adesioni di collettivi, associazioni e partiti. Il corteo ha attraversato la città dall’Auditorium Paganini fino a Piazzale della Pace percorrendo viale fratti e via Garibaldi, arrivando a sfidare il torpore dello shopping del sabato nel centro di Parma, chissà se qualcuno dei solerti amministratori locali (Comune e Provincia) si è accorto di quello che è successo ieri.

Sicuramente questa straordinaria partecipazione incrina l’immagine che la politica locale da di sé stessa (sondaggi, non si sa come condotti, danno la popolarità del sindaco oltre il 70% come ha di recente indicato con obbedienza la Gazzetta) e rendono le trasformazioni in atto nella gestione dei beni comuni una questione meno scontata di quanto la classe dirigente locale potesse sperare.

Attorno ad Enia infatti ruotano tutta una serie di questioni che non riguardano solo l’inceneritore, ma riguardano anche la svendita delle quote dell’ex-municipalizzata fino alla privatizzazione dell’acqua. Depliants patinati che raccontano un futuro efficiente e moderno (o verrebbe da dire “europeo” per usare un’espressione tanto cara agli amministratori quanto priva di significato), ma che in realtà nascondono solo il tentativo di trasformare in un’occasione di profitto per i soliti noti la gestione di risorse fondamentali per il futuro di una collettività.

Il tutto nel silenzio complice di un’informazione completamente asservita alle lobbies più potenti della città. Nonostante questa situazione l’autorganizzazione ha dimostrato che si può creare una rete di resistenza efficace per contrastare la svendita del nostro futuro.

La diffusione di conoscenze specifiche e tecniche e la volontà di partecipare e di non farsi trattare come bambini nell’agone politico hanno portato a questa manifestazione e fanno ben sperare per altre mobilitazioni.

Più che un buon risultato un bell’auspicio.

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