Parma / Arrestati il comandante dei vigili e diversi amministratori, tensione sotto il Comune


Accuse di corruzione e peculato. Molti cittadini sotto il Comune per chiedere le dimissioni del sindaco Vignali, di centrodestra. Slogan e lanci di monetine, la Polizia risponde usando i manganelli.

24 giugno 2011 - 20:02

La Guardia di finanza ha arrestato a Parma questa mattina, nell’ambito di un’inchiesta per corruzione e peculato, 11 persone: il comandante della Polizia municipale Giovanni Maria Jacobazzi, due dirigenti del Comune (tra cui l’ex capo dello staff del sindaco di centrodestra Pietro Vignali), un dirigente della multiutiliy Iren, sei imprenditori ed un investigatore privato. Dalle indagini è emerso il pagamento tangenti per diverse centinaia di migliaia di euro e risultano distratti centinaia di migliaia di euro di fondi pubblici. Il fenomeno della corruzione è “spaventosamente diffuso a Parma”, arriva a dire il procuratore capo.

Il meccanismo scoperto consisteva nel far confluire i soldi del Comune in false consulenze e fatture gonfiate. Oppure, tra le altre cose, il comandante Jacobazzi è accusato di aver utilizzato i soldi destinati ad un giardino pubblico per sistemare quello della sua casa al mare. Sempre Jacobazzi è accusato anche di aver venduto informazioni riservate su cittadini e imprese. Vale la pena di ricordare, anche se allora c’era un’altra comandante, che la Polizia municipale di Parma è la stessa del caso di Emmanuel Bonsu, il ragazzo ghanese pestato in caserma.

Vignali, di fronte alle richieste di dimissioni, ha replicato: “Non vedo le ragioni per cui dovrei dimettermi”. Nel pomeriggio di oggi, però, a Parma era convocato il Consiglio comunale e la Giunta ha dovuto fare i conti con le proteste di numerosi cittadini. Alcuni sono subiti entrati in aula e hanno fischiato il sindaco, altre 200 persone si sono radunate fuori dal palazzo comunale al grido di “Vergogna” e “Dimissioni”. L’assessore Lorenzo Lasagna sarebbe stato insultato e inseguito dai manifestanti, uscendo scortato dalla Polizia fino all’auto. In seguito una delegazione di 50 persone ha ottenuto la possibiità di entrare, mentre i cordoni di Polizia e Carabinieri hanno blindato l’accesso. Ma poi i manifestanti entrati hanno cominciato a contestare il sindaco e i vigili hanno sgomberato l’aula.

Più tardi si sono verificati alcuni tafferugli, quando al termine del Consiglio la maggioranza si e’ ritirata in riunione. Il consigliere Massimo Moine, che e’ anche il vicepresidente provinciale del Pdl, e’ invece sceso in strada scortato dalla Polizia. Qui e’ stato accolto da fischi, lanci di tappi di plastica e acqua.
A quel punto si e’ registrato un breve contatto tra i contestatori e la Polizia, che ha usato i manganelli per allontanare la folla, che subito dopo ha intonato in coro “Bella ciao”. A seguire è stata la volta del presidente del Consiglio comunale Elvio Ubaldi, accolto da cori e da un lancio di monetine al momento di lasciare il palazzo.

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