Otto anni fa la morte sul lavoro di Reuf


Il circolo Chico Mendes denuncia “l’assordante silenzio” della città e comunica che domani, simbolicamente, intitolerà al giovane operaio albanese la piazzetta in cui morì mentre era al lavoro.

21 marzo 2010 - 13:27

Oggi ricorre l’ottavo anniversario della morte di Reuf Islamaj, “giovane operaio albanese ‘clandestino’ che lavorava in nero in un cantiere edile di via Ranzani”. Lo ricorda il circolo Chico Mendes di Bologna, aggiungendo che come ogni anno “si torna a registrare un quasi totale ed assordante silenzio su questa morte”. La magistratura “ha emesso una condanna penale per omicidio colposo e la famiglia ha ricevuto un miserrimo ‘risarcimento'”, scrive il circolo, mentre “il problema dei rischi per la salute e la vita a carico dei lavoratori immigrati (ma evidentemente anche italiani) e’ rimasto tutto”.

Per quanto riguarda la vicenda di Islamaj, “abbiamo proposto al Comune di Bologna ed alla commissione toponomastica di intitolare a Reuf Islami la piazzetta di via Ranzani che fu teatro dell’omicidio colposo”, sottolinea il circolo, ma “la risposta e’ stata parzialmente negativa: si puo’ fare ma
si vedra’ dove e quando”. Al circolo Mendes “risulta che abbia influito su questa posizione il parere negativo dell’Universita’”, proprietaria dell’area. In
altre parole “si e’ optato per una penosa strategia delle rimozione, mentre per qualche calciatore del Bologna l’intitolazione di una strada ci scappera’, prima o poi”.

Per questo il circolo Mendes intende “rilanciare la questione alla commissaria Cancellieri, al rettore dell’Universita’, alla citta’ intera” proponendo di intitolare la piazzetta ed invitando alla cerimonia la sua famiglia e delegazioni
delle comunita’ migranti. Intanto “per noi quella è ‘piazza Reuf Islami'”, conclude il circolo Mendes, e li’ domani “porremo una targa ed un fiore”.

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