Opinioni / Povertà


Dopo la morte del piccolo Devid Berghi, il commento di un nostro collaboratore.

14 gennaio 2011 - 15:04

Circa due anni fa in una serata tediosa guardavo Matrix.
Stava nascendo allora il Partito Democratico ed in studio c’era Walter Veltroni.
Da alcuni giorni tutti i mass media erano pieni di livore contro i rumeni,per via di un omicidio per mano di un migrante.

Il servizio di Matrix era sulle baracche in cui vivevano dei disperati a Roma.
Veltroni con elegante prontezza indicò con chiarezza il pericolo: i poveri.

In quei giorni si formulava in modo chiaro la teoria della caccia al povero.
Il problema non era più la povertà, bensì chi era colpevole di non possedere un determinato reddito.

Oggi la Cancellieri chiude il cerchio: se il bambino è morto è solo colpa dei genitori, che non si sono fatti aiutare dallo Stato.

Le parole del padre, pubblicate sulla Repubblica, rompono l’ultima delle rappresentazione da telegiornale.
Non sono senzatetto o “barboni”, come li volevano le cronache del primo minuto, loro vanno a mangiare alla Caritas anche se hanno una casa, come questa estate alcuni lavoratori della Riviera Romagnola si rivolgevano a tale struttura, pur essendo appunto dei lavoratori.

Sono forme di povertà nuove, prodotte da un determinata politica nel tempo della crisi strutturale.

Vorrei che si smettesse di dire che abbiamo un ceto politico incapace solo perchè produce povertà.
E se li vedessimo bravissimi nel realizzare il loro programma, cioè allargare la forbice sociale e produrre la guerra ai poveri e tra poveri?

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