OccupyUnibo, apre uno Sportello contro il Debito in via Zamboni 32


“Un luogo aperto a student*, precar* e lavorator* dell’università per costruire percorsi collettivi contro il debito ed il ricatto sempre più pressante della dittatura finanziaria dentro la crisi”

02 dicembre 2011 - 15:01

> Il comunicato:

Sportello contro il debito
tutti i mercoledì dalle 16 alle 18
#OccupyUnibo Officina del Sapere, via Zamboni 32

Un luogo aperto a student*, precar* e lavorator* dell’università per costruire percorsi collettivi contro il debito ed il ricatto sempre più pressante della dittatura finanziaria dentro la crisi, a partire dalla condizione che viviamo tutti i giorni.
Nell’università della dismissione strategica, sotto il governo delle banche dell’ex bocconiano Monti e col nuovo ministro dell’Istruzione Profumo che inasprirà le linee del progetto gelminiano, volgiamo costruire inchiesta, momenti di confronto, connessione e campagne politiche a partire da alcuni nodi:
-Il rifiuto del meccanismo del debito che dentro l’università si dà principalmente come prestiti d’onore erogati da Unicredit, i cui tassi di interesse fluttuano in base al mercato. Vogliamo il diritto a non ripagare questi debiti;

-Percorsi di uscita dal “debito morale” che, in un paese ancora intriso del potere cattolico-familista e nel quale l’unico welfare rimasto è quello familiare, grava sulla vita dello studente in debito permanente con le famiglie per sostenere l’accesso all’università (le quali famiglie, a loro volta, spesso son costrette ad indebitarsi con le banche per permettere gli studi ai figli);

-L’inaccettabilità del lavoro gratuito in università sempre più utilizzato per studenti, precari, ricercatori, come ad esempio stage e tirocini che non servono a formare nè a far trovare lavoro, e devono essere retribuiti;

-Dalla mensa alle biblioteche, dai desk informatici ai progetti l’Unibo diffonde precarietà anche davanti alla sfacciata classifica che fa della nostra università una delle più care d’Italia. Voglia rivolgerci ai precari dell’indotto Unibo in cui riconosciamo il nostro futuro e con cui vogliamo lottare insieme per non pagare la crisi targata Alma Mater;

-Le 150 ore, erogate dall’ER.GO. risentono fortemente di criteri meritocratici: vogliamo che l’accesso al part time universitario non sia limitato secondo logiche di merito,ma che tengano conto delle effettive necessità individuali in base al reddito..e soprattutto, vogliamo lottare sul livello di quanto vengono pagate, cioè una miseria..vogliamo almeno il doppio!;

-Le borse di studio sono ormai ridotte al lumicino: dietro il paravento ideologico della meritocrazia sono state tagliate in maniera drastica. Per quelle rimanenti pretendiamo il diritto a non restituirle nel caso di mancato raggiungimento dei termini di merito, meccanismo questo che è il primo abbozzo di prestito d’onore firmato AlmaMater, meccanismo che costringe lo studente a restituire alle banche i soldi che si fa prestare, e di fatto lo mette sotto ricatto! vogliamo immaginare e praticare percorsi di riappropriazione di reddito dentro una Bologna sempre più inaccessibile (diritto alla mobilità, all’abitare, autoriduzioni delle bollette..);

-Le tasse universitarie aumentano costantemente di fronte ad una speculare costante riduzione di servizi e qualità dell’università. Oltretutto passano obbligatoriamente tutte per Unicredit, che ne ricava profitti. Vogliamo pagare meno tasse e se servono soldi all’università che li metta Unicredit, fra i responsabili della crisi e che nella crisi stessa continua a fare lauti profitti;

Dietro il volto neutrale del sapere tecnico sempre più si ammanta il pensiero unico neoliberista. Lo vediamo nel governo Monti, definito tecnico invece che Governo della Bce, della finanza e delle banche. Ma lo vediamo tutti i giorni nel sapere trasmesso nelle nostre facoltà. Vogliamo sanzionare i professori ed i baroni che continuano ad imporre il sapere liberista responsabile della crisi e costruire percorsi di sapere critico dentro e fuori dalla didattica.
Per confrontarsi su queste tematiche, portare proposte, condividere informazioni e molto altro invitiamo tutte le persone e le figure che vivono e fanno vivere quotidianamente l’università a venire allo Sportello contro il debito, tutti i mercoledì dalle 16 alle 18.

#occupyUniBo

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