Occupazione in via Clavature


I “Draghi ribelli” nell’ex mercato coperto del Quadrilatero: “Questa mattina, uomini e donne di questa città e di quest’epoca, hanno deciso di aprire uno spazio pubblico”.

10 novembre 2011 - 12:35

Oggi inizia un percorso che può e vuole diventare un bene comune per questa città.

Questa mattina, uomini e donne di questa città e di quest’epoca, hanno deciso di aprire uno spazio pubblico. Lo fanno con la determinazione e con la consapevolezza che solo a partire dalla messa in comune di desideri differenti è possibile restare uniti nelle lotte che verranno. Lo stanno facendo per essere complici di quelle forme di ribellione che esplodono nel mondo. Complici della potente espressione delle acampadas spagnole di quest’estate, della novità dei molteplici #occupy che fioriscono negli Stati Uniti d’America, delle rivolte cilene che si estendono ad ogni settore della società e di tutte quelle esperienze che oggi ci fanno parlare di un nuovo movimento globale.
Bologna non può sottrarsi agli appelli di costruzione di un’alternativa a questa crisi strutturale di sistema. Crediamo che anche in qui, nuove forme di partecipazione e la condivisione di un sentire comune, possano essere l’inizio del cambiamento. Siamo qui perchè pensiamo che incontrarsi e confrontarsi con le tante e i tanti che ancora non abbiamo incrociato nel nostro cammino sia condizione fondamentale per uscire insieme da questa crisi. Una crisi quotidiana e totalizzante delle nostre vite e delle nostre biografie, una crisi che se affrontata in solitudine non porta ad essere superata, ma solo prolungata nel tempo. Occorre quindi creare uno spazio in cui questo dialogo sia costruttivo e concreto, in cui i corpi in carne e ossa possano esprimersi per cambiare il presente e riscrivere insieme il futuro, che da troppo tempo ci viene sottratto.

Non occupiamo queste mura presentando un programma già scritto. Invitiamo tutte e tutti a scommettere sull’apertura di uno spazio pubblico cittadino in cui gli intrecci delle differenti esperienze siano il punto da cui iniziare un nuovo percorso. Questa per noi è costruzione di democrazia: una pratica di ricerca di quel comune politico, umano e relazionale in grado di rovesciare l’esistente per aprire processi costituenti nella direzione di nuovi e maggiori diritti per tutte e tutti e noi.

Vogliamo cambiare il presente per poter afferrare il futuro insieme a chi vorrà piantare le tende con noi, che vorranno vivere insieme il corteo dell’11.11.11 ed andare oltre. Ci interessa la creazione di un laboratorio a progetto aperto a coloro i quali desiderano costruire collettivamente le prossime importanti date di mobilitazione: 17.11.11, giornata internazionale del mondo della formazione, 26.11.11, giornata nazionale per la difesa dell’acqua e di tutti i beni comuni.

Chi siamo

“Il drago cinese aveva il potere della metamorfosi, il dono di rendersi, a piacimento, visibile o invisibile, e le sue apparizioni – sempre folgoranti – erano accolte come presagi di messi abbondanti, garanzie di future ricchezze. Si riteneva che i draghi potessero nascondersi e annidarsi ovunque, nei cieli, in acqua, sulla terra e sottoterra”.

In quest’epoca di crisi, in cui vengono cancellati diritti, tolte libertà, in cui c’è un 1% che ci vuole imporre un presente e un futuro che non vogliamo, diventiamo tutti Draghi Ribelli.

Draghi Ribelli sono animali multicefali e multiformi, in cui convivono collettivi, reti, singoli e movimenti. Corpo da lucertola, zampe da tigre e artigli da rapace. I draghi hanno un aspetto ibrido e composito: sono uomini, donne. Student*, lavoratori precar* e intermittenti, disoccupat*, migranti, artisti, genitori e figli. Non un soggetto, ma molte forme di lotta e di parola, di arte e di conflitto.

Li abbiamo visti apparire nelle piazze di New York, di Atene, di Madrid, di Londra, di Tunisi, di Santiago, li abbiamo visti combattere chi scriveva la storia al contrario, pensando di decidere sulle nostre vite trasformandosi in epistolari seicenteschi. Il 12 Ottobre in tutte le piazze italiane li abbiamo visti mettere in campo un folle progetto, quello di occupare la Banca d’Italia. Li abbiamo visti perdersi nel fiume dell’indignazione del 15 Ottobre, assieme al 99% del mondo che all’autodistruzione del presente risponde con il desiderio di cambiare l’esistente. Poche settimane fa li abbiamo visti apparire ancora a Trieste con la determinazione di chi sogna, di chi lotta, di chi prende parola.

I loro movimenti non sono lineari, ma fluidi, perchè fluida è la loro composizione e precario è il loro tempo. I draghi ribelli si accampano, occupano spazi, occupano tempi e costruiscono il loro futuro. I draghi ribelli hanno confini sfumati, moltiplicano potenza e direzione ogni volta che un nuovo drago sputa fuoco, lottano contro il tempo e sono un altro tempo.

I Draghi Ribelli appaiono perchè è ora che i governi obbediscano alla volontà di milioni di cittadini e non a banche, ricchi imprenditori e speculatori, al 99% che produce la ricchezza e non a quell’1% che tiene nascosto il tesoro nelle proprie tasche.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati