Occupanti ex Beretta sventano un nuovo distacco della corrente


Ne danno notizia Usb Migranti e Cispm. Da Social Log intanto un “bilancio sociale” di un anno di lotta per la casa e da gennaio sportello di tutela e difesa legale sui temi dell’abitare e dell’immigrazione.

30 dicembre 2015 - 15:59

Ex Beretta: la rabbia e la determinazione degli occupanti impedisce il distacco della luce

Ex Beretta - © Michele LapiniQuesta mattina 30 Dicembre alle ore 9.00 una squadra di operai dell’Enel ha effettuato un’ intervento nei pressi dell’ex clinica Beretta con l’intento di interrompere per l’ennesima volta la fornitura dell’energia elettrica alle famiglie e ai ‘rifugiati’ che abitano all’ex Beretta.

La reazione degli occupanti non si è fatta attendere e si sono radunati davanti al cancello manifestando con forza la loro legittima e giustificata rabbia.

Questo gesto immediato e spontaneo ha indotto gli operai a desistere dal loro tentativo.

GLI ABITANTI HANNO ANCORA LA LUCE!

Non consideriamo tutto questo una vittoria e prima di tutto vogliamo scusarci con i lavoratori dell’Enel di una situazione che non hanno determinato.

Crediamo che ciò che sta accadendo palesa che è giunto improrogabilmente il momento di dare risposte concrete a quesiti che le nostre lotte pongono da anni.

Ribadiamo che la questione casa a Bologna è un emergenza e come tale vada affrontata.

L’incostituzionalità brutale dell’art. 5 del Piano Casa/Renzi è ormai riconosciuta trasversalmente, la sua abrogazione deve essere immediata.

Pur apprezzando le parole del nuovo vescovo di Bologna, che invitiamo a venirci a trovare, crediamo che alle parole debbano seguire i fatti!

A chi governa le istituzioni cittadine diciamo:

– che a Bologna è necessario derogare all’art.5, come proposto dal Parlamentare Matteo Orfini del PD che ipocritamente dice che oggi  gli effetti concreti della legge dimostrano che è una norma incivile;

– che vada subito istituito un tavolo al quale partecipino istituzioni e soggetti sociali, teso a reperire soluzioni dignitose per tutti gli occupanti e non solo, un tavolo che dia senso concreto al concetto tanto sbandierato dal Comune di Cittadinanza Attiva.

METTIAMO LE PERSONE PRIMA DEI BILANCI.

Usb Migranti
Coalizione internazionale migranti e rifugiati

 * * * * * * * * * *

2015 della lotta per il diritto all’abitare: è il momento di un primo bilancio sociale!

Picchetto antisfratto - © Michele LapiniSei marce della periferia e della dignità, quattro palazzi occupati (e due sgomberi), presidi, cinque assemblee popolari e picchetti antisfratto hanno aperto nella nostra città una contrattazione sociale sull’emergenza abitativa e il diritto all’abitare con gli enti locali che inizia a dare i primi risultati: è stato recepito il primo punto della piattaforma di lotta che rivendicava l’accesso ad Isee zero nelle graduatorie Erp, è stata aperta una nuova struttura di transizione abitativa “Ex Galaxy” per settanta nuclei famigliari i cui esiti ancora incerti vanno valutati giorno per giorno, primo e parziale riconoscimento del primato dei diritti rispetto al regime imposto agli occupanti dall’articolo 5 del Piano Casa tramite il riallaccio dell’acqua nelle occupazioni abitative, approvato piano di ristrutturazione per trecento immobili di edilizia popolare i cui interventi si dovrebbero concludere nel 2018.

Più di un terzo degli inquilini sotto sfratto di Bologna hanno trovato nello sportello di ascolto e autorganizzazione di Social Log in viale Masini 10 un punto di riferimento importante ed efficace per risolvere il proprio disagio abitativo in un contesto di iniziativa sociale collettiva e pubblica: almeno un centinaio di picchetti antisfratto hanno garantito ad altrettante famiglie di non essere sbattute in strada da ufficiale giudiziario e polizia. Trecento persone e minori vivono ad oggi nelle nostre occupazioni abitative, mentre ainoi sessantotto famiglie, sgomberate da via Agucchi sono ancora in strada. Sono questi i parziali risultati, a cui si aggiungono duecentosettanta minori a cui è stato garantito un tetto, di un anno di vertenza sociale organizzata dalla lotta per la casa a Bologna; non si tratta di traguardi ma di nuovi punti di partenza nella prospettiva di aumentare il costo sociale della povertà nella nostra città a fronte dell’acuirsi dei processi di impoverimento e dell’emersione delle nuove povertà prodotte dalle politiche di austerità del governo Renzi e dalla crisi economica.

Aggiungiamo l’altro elemento dirimente che costituisce la nostra esperienza di lotta e autorganizzazione: il “fare comunità meticcia”, e la costruzione di mutuo soccorso e legami solidali nel territorio dove siamo presenti con le occupazioni abitative o con il Comitato Inquilini Resistenti. Più di venti nazionalità e generazioni che vanno dalla culla alla pensione si sono messe in relazione solidale autoproducendo welfare e costruendo poli di mutualismo autogestito interfacciato con il territorio. Riteniamo che questa esperienza ancora embrionale sia una ricchezza straordinaria che mettiamo a servizio di quanti ne hanno bisogno. L’ex-Telecom fu definita a ragione una sorta di “istantanea dal futuro” indicando nella grande occupazione abitativa del Navile, violentemente sgomberata, una straordinaria esperienza di comunità solidale, aperta e inclusiva che in assenza di soluzioni da parte degli enti locali ha autoprodotto per otto mesi reddito e solidarietà sociale.

Le nostre campagne:

“Prima i poveri!” per una moratoria immediata degli sfratti che, al di là delle retoriche xenofobe e razziste del “prima gli italiani!” e delle retoriche dalla ripresa economica che “cancella gli insolventi” della nostra società, ponga fine al flagello degli sfratti a cui le risorse e gli strumenti ad oggi dedicati non hanno saputo far fronte.

“Apriamo le porte al diritto all’abitare!” mettendo fine alla stagione degli sgomberi delle occupazioni abitative, togliendo una volta per tutte dall’agenda del comitato per l’ordine pubblico la lotta per la casa, ed aprendo le migliaia di case sfitte e le centinaia di migliaia di metri quadrati di costruito abbandonato e degradato a chi ne ha bisogno.

“La vera rigenerazione urbana è casa, reddito e dignità” a partire dalle esperienze di mutualismo sociale e autorganizzazione dei bisogni presenti nel territorio continuiamo a sperimentare istituti di solidarietà e di lotta per far fronte alle necessità del momento e per rivendicare una redistribuzione della ricchezza pubblica a favore della periferia, di un welfare degno di questo nome e di politiche del reddito e del territorio adeguate alle esigenze reali e concrete di chi lo abita.

“Diritto all’infanzia felice e abolizione immediata dell’articolo 5” del Piano Casa che aggredisce la vita di quanti sono stati costretti ad occupare privandoli di utenze e diritti fondamentali accanendosi soprattutto sulla qualità della vita e il futuro dei minori costretti a vivere senza i servizi e le tutele che dovrebbero essergli garantiti.

Molte altre campagne e progetti sono in fase di elaborazione ma intanto possiamo annunciare che a gennaio verrà inaugurato a Social Log anche lo sportello di tutela e difesa legale con i nostri avvocati su questioni legate all’abitare e all’immigrazione. Ricordiamo che sessantotto nuclei famigliari sgomberati da via Agucchi non hanno ricevuto nessuna soluzione e si trovano in situazione di grande disagio, e non possiamo che ricordare il paradosso che vivono alcune famiglie all’interno del Galaxy che ancora non hanno ottenuto la residenza continuando nei fatti ancora a vivere sotto articolo 5 del Piano Casa pur abitando in una casa di transizione Asp.

Cogliamo l’occasione per invitare la città a Social Log in viale Masini 10 mercoledì 30 dalle 16h fino a sera per trascorrere insieme un pomeriggio di festa e socialità per bimbi e grandi, per riabbracciarci in una festa di autofinanziamento delle spese legali della lotta per la casa e augurarci un buon 2016 di lotta e giustizia sociale!

Social Log

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