Non uno “sciopero etnico” ma dei lavoratori, migranti e non


Conferenza stampa del Coordinamento migranti di Bologna, in vista della “Giornata senza permesso” del 31 gennaio’010 e dell’1 marzo.

28 gennaio 2010 - 19:14

In Francia si avvicina lo sciopero dei migranti del primo marzo. Idea su cui si riflette e lavora anche sotto le Due torri: il Coordinamento migranti di Bologna, infatti, per domenica 31 gennaio dalle 10 alle 20 organizzera una “Giornata senza permesso” in via Papini 28 con attività per bambini, piatti senegalesi, marocchini e pachistani, concerti jazz e di musica manouche e marocchina, oltre alla tavola rotonda: “La crisi non passa, che fine faranno i migranti?”.

Infatti, oltre a rivendicare il diritto di sciopero dei migranti (“il certificato di cittadinanza degli stranieri”) e l’importanza fondamentale che rivestono nell’ambito sociale e del mondo del lavoro del nostro paese, il Coordinamento cerca di sensibilizzare su come la crisi economica possa avere effetti ben peggiori sui migranti che sugli italiani. Questo perché per i primi la mancanza di un regolare contratto  lavoro può significare la reclusione in un centro di permanenza e il rimpatrio coatto nel loro paese di origine. La festa ha già ricevuto l’adesione delle delegazioni di Brescia, Milano, Suzzara e Torino, oltre a quella della Fiom-Cgil di Bologna. Quest’ultima definita come “fondamentale” da Sene Bazir del Coordinamento migranti di Bologna, durante la conferenza stampa indetta oggi in Comune, visto che il sostegno del sindacato è importante per la riuscita di uno sciopero. Bazir ha concluso invitando a pensare non tanto ad uno “sciopero etnico” ma dei lavoratori, italiani e stranieri, che si uniscono in un fronte comune.

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