No Gelmini, sacchi d’immondizia per Merolla: “Alla politica si dia una risposta politica, non saranno i manganelli a fermarci”


Il movimento contro il ddl Gelmini non si ferma, oggi l’obbiettivo è la sede della questura per consegnare sacchi d’immondizia al questore contro la gestione di piazza dei giorni scorsi. “La prossima volta useremo protezioni”.

03 dicembre 2010 - 13:01

Già molti studenti si sono radunati in Piazza Verdi per chiedere le dimissioni del Questore Merolla dopo le continue cariche dei giorni scorsi nei confronti dei cortei degli studenti. L’obiettivo è quello di raggiungere la sede della questura in Piazza Galilei e consegnare sacchi d’immondiazia al questore. Lo striscione con cui si intende arrivare davanti alla Questura, dove e’ in programma una conferenza stampa, recita: “Merolla ti rifiutiamo, dimissioni”.

In piazza Verdi spuntano anche alcune sagome di cartone nere che raffigurano agenti nell’atto di colpire con il manganello. Sulle sagome sono incollate le foto di Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Gabriele Sandri con la scritta “il prossimo potresti essere tu”. Nel frattempo, sotto la Questura sono gia’ presenti agenti della Digos e, piu’ indietro, il reparto Mobile. Presidiato da numerosi vigili urbani anche il Comune di Bologna: gli agenti della Polizia municipale si stanno collocando lungo tutti gli accessi di Palazzo D’Accursio.

“Siamo stanchi di farci picchiare”, sintetizza uno studente, riferendo che proprio oggi “un nostro compagno dovra’ operarsi ad un braccio” a seguito degli incidenti.  “Odio Merolla” e’ tra i cori piu’ gettonati, ma si fanno anche riferimenti alla Uno Bianca e al fatto che quattro “torturatori” del G8 di Genova provenivano da sotto le Due torri. Al megafono si spiega: “C’e’ del marcio in questa Questura e noi ora lo portiamo li’ davanti”. Alla prossima occasione “arriveremo in piazza con delle protezioni, non atte ad offendere, ma a difenderci”.

Il corteo si ferma all’incrocio tra piazza Galileo e via IV novembre. I manifestanti alzano cartelli con l’immagine di una mano che ferma un manganello, poi gli studenti si avvicinano alla sbarra che delimita il parcheggio della Questura e scaricano una trentina di sacchetti pieni di immondizia. “Vogliamo denunciare l’inaccettabile gestione dell’ordine pubblico in queste settimane- spiega Niccolo’, occupante di Lettere e Filosofia- per quattro volte in una settimana hanno manganellato degli studenti che a volto scoperto manifestavano per i propri diritti ed il proprio futuro”. Se in Italia sono state bloccate stazioni ed aeroporti senza scontri, continua Niccolo’, a Bologna “c’e’ qualcosa di anomalo”. Quindi, se “grazie alle nostre lotte anche i partiti hanno cominciato a prendere posizione”, continua Niccolo’, ora “chiediamo a tutto il mondo politico e alla citta’ di esprimersi contro Merolla”. Roberto, del collettivo Bartleby, sottolinea il “vuoto politico” che si registra in citta’: “L’unica risposta che viene data e’ manu militari”, anche se “siamo sempre scesi in piazza a volto scoperto e senza oggetti atti ad offendere”. “Alla politica si dia una risposta politica e su questo sfidiamo tutta la citta’”, ribadisce Andrea (Bartleby), perche’ “non saranno i manganelli a fermare questo movimento”.

Terminata la conferenza stampa, il corteo torna in zona universitaria passando per via Indipendenza e via Righi. In via Indipendenza, gli studenti incrociano il commissario Anna Maria Cancellieri, che passa sotto i portici: parte una raffica di “vergogna”, ma lei tira dritto. In piazza Verdi c’e’ tempo per dei cori anche contro Loris Giorgini, rappresentante dei ricercatori, che sulla stampa ha contestato le proteste piu’ dure da parte degli studenti. “Si e’ venduto per un piatto di lenticchie e 50 posti da associato”, urla uno studente al megafono.

Gli universitari torneranno a manifestare domani con i medi, poi martedi’ un’assemblea per decidere le prossime mosse in vista dell’appuntamento nazionale del 14 dicembre a Roma.

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