“Nessuno senza casa, nessuna casa vuota”


Da Bartleby, Vag61 e Santa Insolvenza solidarietà all’occupazione degli Abitanti Resistenti in via Achillini

11 giugno 2012 - 16:22

Solidarietà con l’occupazione di Via Achillini 1!

Questa mattina Asia-RdB e gli Abitanti Resistenti hanno riaperto le porte di un palazzo in Via Achillini (zona Mazzini) lasciato vuoto e in stato d’abbandono da almeno 10 anni. Già dalle prime ore d’occupazione lo stabile ha ripreso vita grazie all’operato degli abitanti, degli attivisti e dei sostenitori dell’occupazione. Anche gli abitanti del quartiere Mazzini si sono da subito dimostrati solidali con gli occupanti, a riprova del fatto che uno spazio vivo e realmente abitato non giova solo a chi lo vive ma al quartiere intero.

In una città come Bologna, che, dall’inaccessibilità alle case popolari agli affitti esorbitanti, mostra sempre di più la volontà di relegare ai margini chi non può o non vuole rientrare nel paradigma di una città governata esclusivamente dalle logiche di mercato, decidere di riprendersi uno spazio vuoto e di abitarlo è immediatamente un atto di resistenza. Riappropriarsi di uno spazio in disuso, riadattarlo secondo i propri bisogni, desideri e necessità attraverso le pratiche di autogestione e occupazione è un passo necessario per svincolarsi dai principi imposti dalle politiche di austerity e dalle logiche di sfruttamento che vengono praticate anche attraverso il tessuto urbano. Inoltre riteniamo queste pratiche collettive l’unica possibile via d’uscita alla solitudine imposta dalla precarietà lavorativa ed esistenziale e dal senso di colpa consequenziale al meccanismo del debito.

Come Bartleby vogliamo portare la più completa solidarità e complicità all’occupazione e vogliamo sottolieare che nè i diktat calati dall’alto nè la polizia sono la risposta ai problemi mentre invece lo è l’affermazione collettiva del diritto all’abitare e alla città costruiti dal basso!

Bartleby

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NESSUNO SENZA CASA, NESSUNA CASA VUOTA: SEMPRE SOLIDALI CON LE OCCUPAZIONI!

Trentamila famiglie bolognesi in situazione di disagio abitativo: un
dato stimato per difetto, perche’ considera solo il disagio più
“estremo”. Sfratti più che raddoppiati negli ultimi dieci anni.
Quindicimila famiglie (circa la metà migranti) in attesa di un
alloggio Erp a fronte di 650 assegnazioni all’anno. E chissà quanti
tra studenti, migranti, precari, disoccupati non hanno casa o sono
costretti a condizioni abitative non dignitose, non potendo accedere
alle graduatorie pubbliche. Al contempo, migliaia di case, pubbliche e
private, restano sfitte per tempi interminabili. Per quelle pubbliche
sentiamo Acer accampare scuse da anni e anni, parlando di inagibilità,
lavori in corso e quant’altro. Salvo poi scoprire, in piena emergenza
sisma, che possono essere rapidamente messe a disposizione delle
famiglie sfollate. A che gioco stiamo giocando?

Di fronte a questa situazione, non vediamo altra scelta che sostenere
con forza ogni risposta che passi attraverso pratiche di
riappropriazione dal basso, una strada necessaria e più che legittima
da percorrere. Per questo siamo solidali e complici con l’occupazione
degli Abitanti Resistenti e di Asia Usb in via Achillini, invitando
tutti ad attraversarla e a fornire aiuto concreto

Vag61 Spazio Libero Autogestito

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Solidarietà all’occupazione di via Achillini

E’ con gioia e complicità che io, le mie devote e i miei devoti
salutiamo l’occupazione, domenica mattina, di uno stabile in via
Achillini (zona Mazzini) da parte degli “Abitanti Resistenti” e di
Asia-Usb, dove hanno trovato casa otto nuclei familiari, con diverse
storie e provenienza, uniti dall’urgente bisogno di un tetto.

Non possiamo che benedire ogni esperienza di riappropriazione e
risposta dal basso all’emergenza abitativa, che restituisca al tessuto
sociale spazi destinati alla speculazione o alla rovina, tanto più
mentre senza nemmeno sognarsi di ipotizzare qualsiasi misura di
welfare che riconosca un diritto all’abitare, il governo, con l’Imu,
pensa bene di mettere all’angolo anche chi una casa la possiede.

Invitiamo perciò tutti quelli che come noi credono nelle pratiche
concrete di insolvenza ad attraversare l’occupazione, fornendo
sostegno e, quando possibile, aiuto materiale alla lotta per la casa.

Santa Insolvenza

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