Modena / Joy fuori dal Cie


Alla ragazza nigeriana che denunciò un ispettore del Cie per tentata violenza è stato riconosciuto un permesso umanitario. Ora si teme per l’espulsione di due sue connazionali

16 giugno 2010 - 11:00

E’ da alcuni giorni fuori dal Cie di Modena Joy, la ragazza nigeriana che, al processo per la rivolta nel centro di via Corelli dell’agosto 2009, denunciò un ispettore della polizia per aver tentato di violentarla. Secondo quanto riferiscono il sito Macerie e il blog Noinonsiamocomplici, a Joy è stato accordato un permesso di protezione umanitaria da “vittima di tratta” e ora è in una “casa protetta” in località ignota. La notizia è stata diffusa pubblicamente solo ieri sera per non interferire con le operazioni.
Non rischia dunque più (per ora?) la deportazione in Nigeria, dove sarebbe andata incontro a morte certa, per la vendetta degli sfruttatori che la costringevano a prostituirsi, e a cui si era ribellata.

 A Macerie Joy ha lasciato un “saluto”, registrato e diffuso in audio, in cui esprime la gratitudine per tutti coloro che si sono mobiltiate e mobiltati per lei, organizzando per mesi presidi e iniziative di denuncia in molte città italiane.

 Lo scorso 8 giugno la donna era apparsa davanti al Gip, a Milano, per un incidente probatorio contro l’ispettore che accusa di averla molestata. Durante l’udienza cariche della polizia contro un presidio di antirazzisti.

Gli stessi siti riferiscono di un probabile espulsione, a breve, di Debby e Priscilla, due compagne di detenzione di Joy anche loro partecipi dell’accesa sommossa di via Corelli, che scoppiò dopo l’entrata in vigore del pacchetto sicurezza che prorogava la durata della detenzione nei centri di identificazione ed espulsione.

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