Migranti, assemblea pubblica verso la manifestazione del 13


Giovedì 11 novembre’010 alle 21 al Tpo. Il 13 è “un importante appuntamento che, dopo la straordinaria giornata del 16 ottobre, ci permette di dare nuova forza ad un’opposizione generalizzata alla violenza del comando”.

04 novembre 2010 - 15:24

Uniti contro la crisi. Per i diritti dei migranti, per i diritti di tutti noi

Manifestazione

Sabato 13 novembre 2010 ore 14.30

Piazza XX Settembre Bologna

Assemblea pubblica

Giovedì 11 novembre 2010 ore 21

TPO Via Casarini 17/5 Bologna

Sabato 13 novembre a Bologna si svolgerà la manifestazione “Agire contro il razzismo per i diritti di tutti”. In essa vediamo un importante appuntamento che, dopo la straordinaria giornata del 16 ottobre, ci permette di dare nuova forza ad un’opposizione generalizzata alla violenza del comando, alla limitazione dell’accesso alla cittadinanza e all’universalità dei diritti, per tentare di uscire insieme dalla crisi caratterizzata sempre più dallo sfruttamento, dalla cancellazione dei diritti, dalla precarizzazione delle esistenze.

Se è vero che il pacchetto sicurezza è fino in fondo figlio della crisi, è anche vero che dopo la sua applicazione l’immigrazione si è connotata sempre più come il terreno su cui il Governo tenta continuamente di definire le proprie possibilità, spingendosi ben oltre l’obiettivo di costituire un esercito di manodopera di riserva da adattare alle esigenze del mercato. Ci sembra infatti che sulla pelle dei migranti si giochi quello stesso meccanismo di deroga dai diritti che abbiamo visto applicarsi agli operai della Fiat di Pomigliano. La recente deportazione di massa di migranti da Catania verso l’Egitto, solo per citare un esempio tra i più recenti, ha ignorato ogni disposizione relativa al diritto di asilo, mostrando che derogare ai diritti umani, anche se sanciti da trattati internazionali, è possibile.

È nella crisi che il controllo sulla mobilità dei corpi, come elemento strutturale del capitale, afferma la sua più feroce ed efferata efficacia, così come il razzismo diventa la tensione su cui costruire un nuovo disciplinamento dei comportamenti sociali.

Per questo non è casuale il fatto che oggi le politiche e le pratiche sull’immigrazione possano decidere pienamente della vita e della morte dei migranti e in questo senso si spingano addirittura a ridefinire l’assetto dei valori della nostra società: i respingimenti nei mari e sulle coste, la detenzione semestrale nei CIE, il tentativo di escludere dal diritto alla salute gli irregolari, sono pratiche e provvedimenti che nel rivolgersi a chi fugge da miseria e povertà disegnano un’ipotesi precisa di società per tutti noi, dove ogni diritto, da quello di sciopero per una buona occupazione a quello di accedere ad un’istruzione di qualità, finanche il diritto alla vita, può essere messo in discussione.

Sappiamo che i diritti non sono mai codificati una volta per tutti, ma sono oggetto di costante contesa, tuttavia crediamo che in questo momento di attacco alle tutele fondamentali sia necessario affermare – anche e soprattutto – la necessità di diritti non ancora riconosciuti. Tra questi, il diritto al reddito di cittadinanza slegato dal lavoro e dalla nazionalità, per contrastare la precarietà che è, oramai, il paradigma a cui è esposta l’intera vita; il diritto alle risorse naturali come beni comuni, da sottrarre allo sfruttamento e all’esproprio del capitale; il diritto ad una cittadinanza universale, per limitare le discriminazioni e rendere concreto il principio di uguaglianza di ogni essere umano; il diritto al sapere e alla formazione come bene comune accessibile a tutti, contro le ghettizzazioni, le privatizzazioni e l’impoverimento culturale della conoscenza.

Di fronte a ciò crediamo che in questa scadenza regionale sia ancor più necessario proseguire quel percorso di Uniti contro la crisi che a Roma ci ha visto protagonisti nel costruire uno spazio comune ibridato e meticcio, attraversato da tante soggettività.

La crisi ci parla attraverso un nuovo lessico fatto di paura e stigmatizzazione dell’altro e agisce attraverso nuove pratiche di confinamento ed esclusione oltre che di precarizzazione che ci riguardano tutti e tutte, nessuno escluso. Non vi è al mondo né persona, né territorio, né forma di vita che non sia sottomessa alla produzione capitalistica, per questo o c’è possibilità di vita, di felicità, di dignità, di benessere per tutti o non ve ne sarà per nessuno.

Con questa passione, con questa forza affermativa e costituente che parla di vita e non di morte e che vediamo nella determinazione dei fratelli e delle sorelle che a Brescia di stanno ribellando contro la sanatoria truffa, attraverseremo le strade di Bologna il 13 novembre. Perché Uniti contro la crisi non vuole essere uno slogan ma uno spazio politico e sociale in cui soggettività libere, indipendenti, felici possano crescere e cooperare insieme per il comune, a partire da questa manifestazione e verso lo sciopero generale e generalizzato come passaggio decisivo nella direzione della ricomposizione e generalizzazione delle lotte.

Questa è la sfida, speriamo di essere in tanti…

Invitiamo tutte/i ad intervenire all’Assemblea pubblica che si terrà

Giovedì 11 novembre ore 21

al TPO Via Casarini 17/5 Bologna

Intervengono:

Bruno Papignani, segretario FIOM Bologna

Neva Cocchi, ass. Ya Basta! Bologna

Serigne Mohamed Mbaye Riminesi Globali contro il Razzismo

Un rappresentante dell’Associazione Diritti per tutti -Presidio per la sanatoria di Brescia

Daniele Codeluppi, Lab Aq16 Reggio Emilia

Anna Curcio, Edu-Factory

Centro sociale TPO Bologna, Ass. Ya Bast! Bologna, Lab Paz Rimini, Riminesi globali contro il razzismo (RN), Lab. Aq16 Reggio Emilia, Spam Parma

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