Mediascape / Minzulpop, l’informazione italiana nell’era della propaganda totale


Riceviamo da un nostro lettore e volentieri pubblichiamo

10 novembre 2010 - 11:31

Non si tratta di un libro contro Minzolini, benché il titolo possa farlo pensare. È piuttosto un’analisi acuta e attenta della situazione dell’informazione in Italia, un lavoro approfondito che vuole descrivere l’era della “propaganda totale” in Italia. La ricerca, poi, è stata condotta esclusivamente in rete. I numerosissimi riferimenti (audiovisivi e testuali) sono disponibili a tutti, basta avere pazienza e sapere che cosa cercare: una regola che vale sempre, di fronte a Internet. Se un merito va ascritto all’autore, quindi, è proprio questo: chiunque (favorevole od ostile) può verificare tutto. Non è poco, nell’era della smentita preventiva.

Un cenno a parte sull’autore. Si tratta di uno pseudonimo (Hari Seldon è il nome di un personaggio centrale del “Ciclo della fondazione” di Isaac Asimov) che cela un gruppo di attivisti dell’informazione, di esperti dei media, di analisti e politologi. Lo psudonimo-collettivo non è una novità nel panorama editoriale italiano. La novità, semmai, è che la scelta di nascondersi dietro a Hari Seldon sembra dovuta alla prudenza: molti degli autori forse temono rappresaglie, e questo non depone a favore del clima politico italiano. Oppure – è un’altra ipotesi – sono paranoici; anche questo, è vero, non sarebbe un bel segnale, per nessuno.

Il volume, poco più di duecento pagine, è diviso in due parti principali. La prima è dedicata ad Augusto Minzolini, il “direttorissimo” del TG1, come lo chiama Berlusconi. Lui sarebbe il perfetto interprete della “propaganda totale”. Nasconde e attenua le notizie sgradite al Presidente; interviene un editoriale quando tira un’aria brutta per il governo del Presidente; per non “rattristare” il popolo del Presidente, parla d’altro. Poco di disoccupazione, pochissimo di crisi economica e di impoverimento italiano. Molto, moltissimo di barboncini, pesci rossi, gelato per cani e simili amenità. Ecco: Minzolini, che si era fatto una fama come “guastatore”, tanto da farsi cucire addosso il termine “minzolinismo” per definirne la spregiudicata relazione col Palazzo, si sarebbe ridotto a fare il cane da guardia di Palazzo Chigi.

Dopo il giusto tributo al “primo violino”, la seconda parte del libro è dedicata al resto dell’orchestra. E qui i nomi sono altrettanto noti: Vespa e Mimun e Fede; e poi i tanti portavoce come Elio Vito e Capezzone… Tutti a cantar messa insieme a Minzolini, creando un’atmosfera utile alla retorica del “ghe pensi mi”, tanto sfruttata dal premier. L’oscuramento dele notizie (TG1 e TG5), certi ribaltoni rocamboleschi (Capezzone portavoce), il teatrino di Emilio Fede… l’orchestra è questa, la partitura è questa, l’Italia è questa.

Perché? La risposta, afferma il collettivo Hari Seldon, è semplice: la televisione concorre a formare l’opinione politica di una larghissima fetta dell’elettorato. Lo sanno tutti. Hari Seldon ce lo ricorda.

Titolo Minzulpop
Autore Hari Seldon
Prezzo € 14,00
Anno 2010, 223 p.
Editore Nutrimenti

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