“Marcellona, ce mancherai”


Comunicato di AntagonismoGay, Laboratorio Smaschieramenti e altre singolarità del mondo Glbtqi in ricordo di Marcella Di Folco.

09 settembre 2010 - 16:40

Se ne é andata Marcella, un’amica, una compagna, una figura il cui ruolo nel movimento ha una portata storica che andrà ricostruita e riconosciuta. La ricordiamo combattiva come una leonessa, generosa, lucida fino alla fine.
Una figura istituzionale, apparentemente incollata ai politici di turno, che in realtà marcava stretti. “Questi so’ pescecani, te se magnano!” diceva, dall’alto della sua statura politica infinitamente superiore alla media del ceto politico locale, così sciatto, mediocre, strumentale rispetto ai diritti e ai bisogni delle persone TLGBIQ e delle persone in genere.
Marcella nella politica non é mai ricorsa né ai latinorum né ai sottili, vuoti clichè di cui tanti amministratori si riempiono la bocca, per celare la loro inerzia.
Marcella invece faceva, eccome. Una  vita la sua piena di conseguimenti, incontri importanti, lotte, sogni.
Lei era un’attrice vera, di levatura felliniana, sprecata per il teatrino della politica. Una che sapeva passare in 30 secondi dal pianto (con lacrime vere!), all’ira che le faceva la voce grossa per richiamare tutti alle loro omissioni, ipocrisie e responsabilità.
Quella stessa voce che in tanti/e abbiamo imitato, citando i suoi aneddoti iperbolici a sfondo erotico o culinario, espressi in quel suo gergo romanesco con cui non mancava di accompagnare le sue sortite meno politicamente corrette.
Con la voce grossa, Marcella per prima aveva imposto alle associazioni storiche del movimento gay di riconoscere le altre soggettività, proprio perché minoritarie e dissonanti.
“NO, NO, NO! Voi dovete parla’. Glielo dico io all’arcigay” diceva alle “antagoniste”, come ci  chiamava, ottenendo di darci parola davanti al monumento delle vittime omosessuali dell’olocausto, per il 25 aprile di ormai dieci anni fa.
Perché era una che ci credeva e non aveva paura di smarcarsi, come quando alla fine del pride 2008 a Bologna da sola non firmò quel documento del Comitato Pride che rivendicava il fermo di un’attivista lesbica. E questo crederci, unito a una scaltrezza popolana, romana, le ha consentito di attraversare le torbide paludi della politica senza sporcarsi, senza perdere il cuore, la generosità, mettendo sempre al centro della sua vita il desiderio di riscatto e di dignità delle persone transessuali e transgender e quindi di tutte/i.
Un esempio e un punto di forza per tutte/i noi che ora, orfane/i dobbiamo raccogliere a mo’ di testimone, nella vita, nella politica e nel porsi con la società.
Siamo vicine/i a Lilli e ai suoi, alle compagne/i del MIT che sosterremo, come sempre abbiamo fatto, perché quella lotta che Marcella ha rappresentato é la nostra lotta e senza di lei siamo più fragili.
Marcellona, ce mancherai

Antagonismogay
Laboratorio Smaschieramenti

Alessia Acquistapace
Renato Busarello
Beatrice Busi
Sandro Casanova
Elisa Coco
Marco Geremia
Roberto Grandi
Viviana Indino
Cristian Lo Iacono
Goffredo Polizzi
Marco Puggioni
Gianluca Ricciato
Alessandro Zijno

Il ricordo di Zic.it con un’intervista a Marcella tratta dal nostro archivio:

“Ci ha lasciato Marcella Di Folco”

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