Livello57: “Processo Aldrovandi: ancora pregiudizi e informazione drogata”


L’Associazione denuncia la strumentalizzazione del tema delle sostanze per infangare Federico, e rinnova l’invito a presenziare alle udienze, a partire dal prossimo 24 maggio

19 maggio 2011 - 14:30

L’Associazione culturale Livello57 e Lab57/Alchemica hanno diffuso un comunicato – di cui pubblichiamo di seguito ampi stralci – sul processo in secondo grado per la morte di Federico Aldrovandi, giunto alla seconda udienza

La maggior parte delle richieste della difesa sono state respinte, ma è stato stabilito un confronto in aula tra il professor Gustavo Thiene, consulente delle parti civili in primo grado la cui spiegazione sulle cause della morte di Federico è stata accolta in primo grado, e un consulente della difesa, che, come riportato dalla stampa locale, attribuisce il decesso a uno “stress da catecolamine”

A questo riguardo, scrive Livello57: “…è vergognoso secondo noi il modo insinuante e discriminatorio che i media utilizzano per sfruttare e capitalizzare ad ogni costo lo stereotipo del drogato senza nessun timore di infangare la verità e la memoria di omicidi di stato come Aldrovandi o Stefano Cucchi.

Il comunicato prosegue spiegando come le catecolamine non siano sostanze stupefacenti, bensì “sono sostanze (adrenalina, noradrenalina e dopamina) prodotte naturalmente dal nostro organismo che può aumentarne considerevolmente la produzione in seguito a stimoli (stress, esercizio muscolare, ipotensione, emorragie, ipossia, ipoglicemia, esposizione al freddo)

Nel caso della morte violenta di Federico – continua la nota dell’Associazione – è piuttosto evidente e documentato da fotografie tremende e video lo stress che può aver provocato il rilascio di CATECOLAMINE nel suo organismo e soprattutto la sua orribile morte.
Inoltre riguardo ai presunti nuovi studi messi agli atti dalla difesa dei 4 poliziotti sull’ uso di ketamina (…) e morti improvvise, aspettiamo di vedere quali siano, considerando che si tratta di un anestetico usato da decenni in chirurgia su umani e animali

Il testo cita poi studi che negano che la ketamina abbia effetti diretti su cuore e cervello, e che smentiscono che “sia la ketamina la causa dell’ arresto cardiaco o di ‘un’alterazione psicofisica violenta e incontenibile’ tale da giustificare un’intervento dei poliziotti così violento.

Demonizzare la ketamina come la droga-killer che avrebbe ucciso Federico, come successo sulla stampa, è per Livello57 “giornalismo scandalistico da anni perfettamente prono e funzionale al Teorema del Drogato, di cui è esimio e instancabile propugnatore il Ministro Giovanardi, il quale continua a sostenere che Federico Aldrovandi , Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, etc… sarebbero morti comunque perche’ drogati e che tutte le ecchimosi, fratture, ematomi sarebbero gli effetti terribili delle DROGHE assunte da questi “zombi”, come li ha lui stesso definiti senza nessuna vergogna.
E’ questo stesso delirante e vergognoso Teorema che vorrebbe sostenere anche la difesa dei poliziotti che hanno ammazzato Federico, e per questo vi invitiamo tutti a diffondere e divulgare notizie riguardo a questa vicenda e invitiamo tutti a presenziare alle prossime udienze
” il 24, 25 e 30 maggio, dalle ore 10

Facciamo sentire il nostro calore e tutta la nostra solidarietà alla famiglia Aldrovandi e a tutte le vittime della violenza di stato“, è l’invito che conclude la nota

> Dal sito Lab57/Alchemica:
Il comunicato integrale
Scheda informativa sulla ketamina

> Vai allo speciale: “Federico Aldrovandi ucciso dalla polizia senza una ragione“, con le cronache di tutta la lunga vicenza giudiziaria

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