Libia / Tripoli sotto assedio


Rivoltosi alla porta della capitale. Soldati e rivoltosi starebbero marciando assieme per occupare la centrale Piazza Verde

25 febbraio 2011 - 19:39

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

E’ ormai in corso una vera e propria carneficina a Tripoli, come ha testimoniato un giornalista ad Al-Jazeera, con le forze di sicurezza ancora fedeli al regime impegnate a sparare pesantemente sulla folla che manifesta e tenta di prendere la capitale. Sarebbero almeno 5 i morti e decine i feriti, ma le vittime potrebbero essere molte di più, visto che le milizie pro-regime fanno ormai irruzione nella case per uccidere i civili. Altre fonti riferiscono già di 17 decessi. L’aeroporto sarebbe sotto controllo dei ribelli, secondo la tv del Qatar, ma la Farnesina smentisce.

Sempre Al-Jazeera, inoltre, sostiene che la brigata dell’esercito schierata nel quartiere Tajura della capitale si è unita ai manifestanti. Soldati e rivoltosi stanno marciando insieme, nel tentativo di occupare la centrale piazza Verde. Scontri sanguinosi, stando alla Cnn, sono in corso anche nel principale mercato di Tripoli. Ancora al-Jazeera, citando giornalisti libici, spiega che il colonnello Gheddafi controlla ormai sono la zona di Bab Alaziziya, dove ha il bunker in cui si trova asserragliato da giorni.
Fuori dalla capitale, i ribelli hanno ormai il pieno controllo sulle città di Gharian e Zuara, oltre a quelle di Bengasi e Misurata, già prese nei giorni scorsi. Nelle mani delle forze anti-regime anche le installazioni petrolifere di Marsa Brega. La repressione di Gheddafi prosegue anche sui giornalisti stranieri, in molti casi fermati e portati via con la forza dalle squadre fedeli al colonnelli per evitare che documentino le violenze in corso. Il colonnello pare comunque sempre più solo e la fine della sua dittatura, che dura da 42 anni, sembra ormai molto vicina.

Nelle ultime ore si sono dimessi dal loro incarico il procuratore generale e uno dei più stretti collaboratori del colonnello, Ahmed Kadhaf Al Dam. Dimissioni anche per l’ambasciatore libico a Parigi, dopo che alcune decine di sostenitori della rivolta hanno occupato e preso possesso della sede diplomatica nella capitale francese. Intanto il cosiddetto mondo occidentale, con Stati Uniti ed Ue in testa, sembra aver accelerato sulle sanzioni da comminare al regime libico.
Sul piatto ci sono provvedimenti di tipo economico, compreso l’embargo alla vendita di armi a Tripoli, ma anche iniziative di carattere militare, come la creazione di una no-fly zone sul territorio della Libia. Previsto anche il congelamento dei beni riferibili alla famiglia Gheddafi detenuti all’estero, mentre per il colonnello si profila l’incriminazione per crimini contro l’umanità al Tribunale penale internazionale dell’Aja. In corso anche una riunione d’urgenza della Nato per decidere come affrontare la crisi libica: sullo sfondo resta l’eventuale ipotesi di intervento militare.

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