Libia / Scontri a Misurata, mentre il regime perde pezzi


Venti civili uccisi dai raid lealisti nella città costieracontrollata dagli insorti. La Nato annuncia un’inchiesta sulle voci di quaranta civili uccisi dai bombardamenti della coalizione sulla capitale

01 aprile 2011 - 13:16

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Venti civili sono rimasti uccisi ieri in bombardamenti di artiglieria delle forze filo-Gheddafi contro Misurata, città costiera ancora in mano agli insorti. Un portavoce del governo ha fatto sapere che il rais e i suoi figli sono in Libia e intendono restarci ‘fino alla fine’. Intanto il regime perde pezzi. Il ministro libico degli Affari esteri, Mussa Kussa, ha annunciato qualche ora fa le dimissioni, dopo essere fuggito a Londra. L’ex capo della diplomazia di Tripoli, fino a ieri uomo di punta del regime di Muammar Gheddafi, è arrivato nella capitale britannica dopo essere rimasto per due giorni in Tunisia, per quella che lo stesso Kussa – accusato d’essere la mente dell’attentato di Lockerbie – aveva definito una “visita privata”. Da strage a strage: la Nato ha annunciato un’inchiesta sulle notizie di stampa relative alla morte di almeno 40 civili a Tripoli, provocati dai raid dei caccia.

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