Libia / Scontri a Bengasi, trentotto feriti


I venti di rivolta raggiungono la terra di Gheddafi. La scorsa notte tensione tra oppositori e sostenitori del dittatore, e domani sarà il «Giorno della collera»

16 febbraio 2011 - 14:51

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

bengaziLa Libia non resta immune dal vento di sommossa che spira nel Nord Africa. A Bengasi questa notte sono scoppiati scontri tra manifestanti anti regime, polizia e sostenitori di Gheddafi dall’altra. “Libia libera!” e “Gheddafi fuori!” gli slogan urlati dai manifestanti anti regime, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa che cita un video degli scontri circolante sul social network Facebook. I manifestanti, un gruppo di familiari di detenuti uccisi in una sparatoria nel 1996 nel carcere di Abu Slim, a Tripoli, si sono radunati per chiedere il rilascio del loro coordinatore, l’avvocato Fethi Tarbel, arrestato per motivi sconosciuti. Secondo quanto scrive il sito del giornale Qurina, organo di informazione vicino al figlio del leader Gheddafi l’avvocato Tarbel sarebbe stato rilasciato su pressione dei familiari delle vittime. La folla dei manifestanti non ha lasciato la piazza, anzi il numero dei partecipanti è cresciuto fino all’intervento delle forze di polizia. Il bilancio conclusivo degli scontri conta 38 feriti. Subito dopo l’intervento della polizia, alcune centinaia di sostenitori del governo hanno sfilato a Bengasi, come è accaduto anche in altre città libiche. I media hanno annunciato per domani una grande manifestazione nazionale a favore del regime di Gheddafi e in solidarietà dei popoli arabi. In contemporanea dovrebbe tenersi una mobilitazione anti regime già intitolata “La giornata della collera”

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