Libia / Gheddafi al contrattacco


I lealisti avenzano verso Bengasi. Oggi la Libia al centro della riunione dei ministri dell’esteri del G8, la Francia insiste per la no fly zone

14 marzo 2011 - 14:56

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Le forze fedeli al regime di Gheddafi avanzano sempre di più verso Bengasi, sede del Consiglio nazionale di transizione degli insorti. Dopo una giornata di combattimenti, ieri la linea del fronte si è spostata ancora di più verso est e le cittadine controllate dai ribelli cadono via via nelle mani dell’esercito lealista. Intanto l’emittente araba Al Jazeera dà notizia di forti bombardamenti in corso ad Al Ajabidiya. Sempre ieri, decine di rivoltosi avevano lasciato il centro portuale e petrolifero di Brega portando con sé le batterie antiaeree, spostate dunque, in ottica difensiva, verso Bengasi.

Ma le notizie che riguardano Brega sono discordanti. Secondo Hadi Shalluf, esponente dell’opposizione e leader del Partito per la giustizia e la democrazia, gli insorti continuerebbero a controllare la città portuale. Diverse fonti hanno però smentito le parole di Shalluf. Quella su Brega appare quindi come una sfida propagandistica, oltre che militare. Una sfida che la tv di Stato libica sta giocando mettendo in onda le immagini di Brega riconquistata dalle brigate fedeli al colonnello.

Intanto la Russia mette al bando Gheddafi. Il presidente Dmitri Medvedev ha annunciato oggi che il leader libico e la sua famiglia non potranno entrare nel Paese, e che sarà bandita la possibilità di condurre operazioni finanziarie libiche in territorio russo. E alla Libia, naturalmente, sarà dedicata in larga parte la riunione dei ministri degli Esteri del G8, prevista per oggi e domani a Parigi. L’Eliseo intende premere affinché sia varata al più presto una no-fly zone sul Paese, a fonte del rapido avanzare delle truppe del rais. Ipotesi questa ormai apertamente caldeggiata anche dalla Lega araba, che ha fatto richiesta in tal senso alle Nazioni unite, pur ribadendo la propria contrarietà a qualsiasi intervento militare.

Nel mentre la Banca d’Italia ha annunciato la sospensione dei vertici e la nomina di due commissari per la Banca UBAE di Roma, controllata dalla Banca centrale libica e della Libyan Foreign Bank. La sanzione è arrivata alla luce delle misure internazionali adottate in relazione all’evoluzione della crisi libica.

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