Liberata la donna che si era cucita le labbra per protesta nel Cie di Bologna


Ora può portare avanti la sua lotta per non essere rimandata in Tunisia, dove rischia la vita.

27 maggio 2010 - 14:33

Da ieri sera è libera la donna tunisina rinchiusa nel Cie di via Mattei che giovedì scorso,  per protestare contro il rifiuto di asilo politico, ha deciso di cucirsi le labbra con ago e filo. I medici del Cie hanno  deciso di liberare la donna  ritenendo le sue condizioni di salute incompatibili con la detenzione. Ora Najoua, verrà curata e medicata al S.Orsola e anche se è ancora priva del permesso di soggiorno potrà, con l’aiuto del suo avvocato, battersi per farsi riconoscere la protezione internazionale e quindi ottenere l’autorizzazione a rimanere in Italia evitando così il rimpatrio che metterebbe a rischio la sua incolumità. La richiesta di espulsione infatti, per il momento, è solamente sospesa fino alla scadenza dei termini per presentare il ricorso contro il rigetto della richiesta d’asilo.

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